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Impianto di allarme collegato con le Forze dell’Ordine

Blog SEI Sicurezza - Collegamento Impianto Allarme con Polizia e Carabinieri

E’ possibile collegare il proprio impianto di allarme alle Forze dell’Ordine in maniera completamente gratuita.

Lo sapevate? La cosa non è molto pubblicizzata ma è comunque uno strumento in più di salvaguardia e controllo a cui si possono affidare i cittadini che possiedono un impianto di allarme.

Vediamo ora quali sono i pro e i contro di un collegamento di questo tipo e quali sono i requisiti che un impianto di allarme deve avere.

  1. Ci si può collegare gratuitamente alla Polizia o ai Carabinieri, non ad entrambi;
  2. Il vettore di comunicazione accettato dalle forze dell’ordine è il combinatore telefonico monodirezionale (PSTN o GSM) di tipo omologato ai sensi della legge n. 46/90 e del D.M. n. 314/92;
  3. Per richiedere il collegamento sarà necessario compilare dei moduli scaricabili on line differenti per la Polizia o i Carabinieri;
  4. In linea di massima bisognerà fornire delle informazioni relative all’ubicazione dell’abitazione e dei numeri di telefono da contattare in caso di allarme;
  5. Viene richiesta poi la dichiarazione di conformità rilasciata dalla azienda installatrice dell’impianto di allarme insieme alla dichiarazione del possesso dei requisiti tecnico professionali, una relazione descrittiva dell’apparecchiatura installata, il progetto dove previsto;

 

Perché questa attenzione alla regolarità e buona condotta dell’impianto?

È indispensabile per Polizia e Carabinieri che l’impianto funzioni regolarmente e che non generi falsi allarmi.

Le Forze dell’Ordine, infatti, intervengono a seconda della priorità e della vicinanza. Per incidenti e reati è prevista una priorità massima, mentre gli allarmi da furto hanno una priorità secondaria. Non è quindi possibile lamentarsi se la pattuglia non arriva nei tempi desiderati, ricordiamoci che le pattuglie sono limitate e che sia di giorno che di notte le attività che devono monitorare sono notevoli.

Pensate poi se l’impianto genera numerosi falsi allarmi: in questo caso la pattuglia interviene senza un reale motivo, togliendo risorse a qualche altro evento magari più urgente. Ecco perché anche nella dichiarazione viene riportato un riferimento all’art. 658 del Codice Penale: “l’istante dichiara di essere a conoscenza che, a causa di falsi allarmi dovuti a cattivo funzionamento dell’apparecchiatura ovvero a propria negligenza, potrà incorrere nella denuncia per procurato allarme, ai sensi dell’art. 658 del Codice Penale e che, secondo la vigente normativa, il proprio impianto dovrà risultare collegato con un solo organo o ufficio di Polizia”.

Ricordate: non confondete il servizio delle Forze dell’Ordine con una Vigilanza privata.
Carabinieri o Polizia non potranno avere le chiavi di casa vostra per controllare effettivamente l’accaduto, servizio che invece, viene svolto dalle società di vigilanza privata. Stesso discorso è valido per le tempistiche di intervento. Se attivate un servizio di vigilaza privata potrete contrattualizzare e stabilire l’intervento con priorità massima.

 

Quale il nostro consiglio?

Rivolgersi SEMPRE ad un’azienda qualificata e certificata che vi possa rilasciare tutte le documentazioni del caso e che installi un buon impianto di allarme, solo così potrete essere sicuri di ridurre al minimo i falsi allarmi e vi sentirete tranquilli nel chiedere il collegamento con le Forze dell’Ordine.

Non aspettatevi però sempre e comunque un intervento immediato: faranno il possibile per esserci sempre e velocemente ma ricordiamoci che hanno delle priorità da rispettare.

 

 

Operiamo in tutto il Triveneto.
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Francesca Quaggia
Francesca Quaggia
Amministratrice azienda INTEGRASEI SAS. Responsabile finanziaria e contabile, formazione e sicurezza sul lavoro. Responsabile marketing e comunicazione.

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