Carte di credito Contacless: ecco come vengono clonate - Sei Sistemi di Sicurezza
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La clonazione delle carte di credito contactless

Blog SEI Sicurezza Clonazione delle carte di credito contactless

Clonazione carte di credito contactless: ecco perché non siete al sicuro.

Come spesso diciamo a chi ci conosce, il settore della sicurezza è in continua evoluzione, non solo perché il mercato ci mette a disposizione nuovi sistemi tecnologici ma perché la professione del ladro progredisce di volta in volta. In questo articolo tratteremo una nuova modalità con cui i malviventi sono in grado di clonare le carte di credito contactless.

I più sono a conoscenza del “classico metodo” con cui vengono clonati bancomat e carte di credito presso gli sportelli ATM. Sappiamo che sono sufficienti una micro telecamera nascosta e uno skimmer, ovvero un hardware camuffato, che legge la carta nel momento in cui viene inserita nella fessura. Con lo skimmer vengono copiati i dati, con la microcamera viene visualizzato il codice PIN. Gli istituti bancari si sono, più o meno tutti, dotati di un ANTISKIMMER che viene posto nella bocchetta di ingresso della carta ed evita la possibilità da parte dei truffatori di poter inserire skimmer di qualsiasi genere.

Ma quello che ancora non tutti sanno è che, ultimamente, è sufficiente passeggiare per strada con la carta di credito conctactless custodita nel portafoglio per far sì che i malviventi la clonino.

Come è possibile che la carta contactless venga clonata?

Innanzitutto spieghiamo cos’è una carta di credito contactless? È una carta di credito di ultima generazione con cui è possibile pagare avvicinandola ad un lettore POS.

Il problema risiede proprio nella tecnologia RFID o NFC che permette la lettura delle informazioni in essa contenute tramite l’avvicinarsi di un’antenna RFID. Basta che sia posta a qualche metro di distanza, in un luogo pubblico e, senza la mediazione di un POS tradizionale, la clonazione della carta di credito diventa possibile.
La tecnologia RFID fa si che ogni volta che si avvicina la carta al lettore vi sia uno scambio di energia che alimenta la carta e le permette di trasmettere i dati che un hacker potrebbe raccogliere (questo tipo di attacco è anche noto come SIDE-CHANNEL).

Quali saranno le prossime evoluzioni e come proteggersi?

Ovviamente, il mercato è sempre pronto a migliorarsi: sono in corso delle evoluzioni su questo tipo di carte che, per esempio, fanno sì che la chiave segreta di protezione venga cambiata costantemente.
Tra i prodotti attualmente in commercio ci sono delle “cardprotector” ovvero dei portadocumenti rivestiti in alluminio che proteggono le carte in esso contenute da letture RFID o NFC indesiderate, sono economiche e risolvono non pochi problemi.

Noi continuiamo a rimanere aggiornati e vigili, e tu lo sei?

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Francesca Quaggia
Francesca Quaggia
Amministratrice, responsabile marketing e comunicazione, formazione e sicurezza sul lavoro, responsabile infrastruttura aziendale, coordinatrice strategia d’azienda, ricerca nuovi clienti.

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