Videosorveglianza aziendale, progettare con le migliori tecnologie
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Progettare la videosorveglianza aziendale con le migliori tecnologie

Blog SEI Sicurezza Progettare impianti di videosorveglianza aziendale Padova

Le esigenze della videosorveglianza

Per poter progettare un sistema di videosorveglianza aziendale che sia davvero efficace e che soddisfi le esigenze di sicurezza dei proprietari, occorre, come prima cosa, sedersi a tavolino e valutare quali esigenze siano prioritarie per chi ci commissiona il lavoro.

SEI Sicurezza, con la sua lunga esperienza nell’installazione di impianti di videosorveglianza nelle province di Padova, Venezia, Treviso, Rovigo e Bolzano, sa come guidarvi nell’individuazione della migliore tecnologia e della strategia più conveniente per realizzare un impianto di videosorveglianza efficiente e moderno, in grado di garantire la sicurezza della vostra azienda.

Dopo aver compreso quali siano le esigenze, e il budget, naturalmente, dell’azienda per cui progetteremo il sistema di videosorveglianza, è importante che i nostri tecnici, attraverso un sopralluogo, valutino insieme al cliente, la disposizione e il numero delle telecamere di videosorveglianza necessarie.

Si tratta di un’operazione molto delicata e che richiede una grande esperienza nel settore, perché spesso si possono progettare impianti di videosorveglianza molto efficaci piazzando un numero limitato di telecamere in punti strategici, soddisfacendo così, ad un costo minore, le esigenze di sicurezza espresse dal cliente.

Installiamo da anni sistemi di videosorveglianza in aziende di ogni dimensione, dal negozio alla grande azienda con più capannoni, e abbiamo imparato che ogni imprenditore ha esigenze diverse, come la sorveglianza di un particolare punto di transito o di ingresso, di una grande area esterna, anche nelle ore notturne, oppure di uno specifico locale sulle 24 ore.

Le norme sulla videosorveglianza

Nell’installazione di un impianto di videosorveglianza bisogna anche tenere in conto le normative attualmente vigenti sull’uso di questi sistemi, che riguardano sia il diritto alla tutela della privacy, sia il diritto del lavoro.

Le regole da rispettare nell’uso di una telecamera di videosorveglianza sono molte, ma noi cercheremo di riassumerle brevemente, per dare un’idea generale della questione.

Innanzi tutto, bisogna distinguere il caso in cui la telecamera inquadri solo una proprietà privata, nel qual caso non ci sono limitazioni d’uso specifiche, da quello in cui la ripresa coinvolga luoghi pubblici, come strade o marciapiedi, oppure proprietà private di altri soggetti. In questo caso sarà comunque possibile installare un sistema di videosorveglianza che riprenda, per motivate esigenze, anche una parte di zona pubblica, si pensi alla telecamera che sorveglia una vetrina o l’ingresso di un negozio, ma sarà necessario darne comunicazione alle autorità di polizia e ricevere un’autorizzazione in merito.

Per la tutela della privacy è anche necessario, secondo una norma recente, segnalare con uno o più cartelli, visibili e chiari, la presenza di telecamere di videosorveglianza, in modo che chi entra all’interno del raggio d’azione dell’impianto sia consapevole di venire ripreso.

In ogni caso, infine, non è possibile sorvegliare, attraverso telecamere, i lavoratori o installarle in luoghi che, per loro natura, produrrebbero immagini lesive dell’intimità e della dignità della persona, come spogliatoi, docce o servizi igienici.

Cosa si può fare con le immagini delle telecamere di videosorveglianza?

È importantissimo ricordare, in questo campo, che il criterio generale è quello della proporzionalità dell’azione rispetto alla finalità. In altre parole, le immagini raccolte devono essere solo quelle strettamente necessarie per la finalità di sorveglianza dichiarata dell’impianto, essere diffuse solo a chi ne ha strettamente il diritto e conservate per un tempo congruo, rispetto, sempre, alle finalità per cui l’impianto è stato autorizzato.

In generale, si debbono conservare le immagini, a meno di azioni di polizia giudiziaria, per non più di sette giorni e la loro visione è riservata strettamente a uno o più addetti responsabili i cui dati devono essere noti. Ogni altro uso, come ad esempio la raccolta di dati attraverso software di riconoscimento facciale, esulando dalla finalità per cui il sistema di videosorveglianza è stato progettato e per cui è stata richiesta l’autorizzazione, è sempre punito dalla legge.

Le migliori tecnologie per la videosorveglianza

La tecnologia più semplice attualmente in uso è quella dei sistemi di videosorveglianza analogici, con registrazione delle immagini in risoluzione standard 704×576, in cui le telecamere sono collegate al videoregistratore mediante cavi in rame, dando vita ad un sistema molto robusto e affidabile, ma con una risoluzione piuttosto scadente. Con gli impianti di videosorveglianza analogici è possibile, inoltre, sia vedere le immagini in loco, attraverso dei monitor, sia in remoto, utilizzando la connessione ad una rete LAN.

Sempre attraverso una rete LAN si possono trasmettere, con un sistema di videosorveglianza più moderno, una grande quantità di dati e, di conseguenza, immagini con una risoluzione decisamente migliore rispetto al sistema analogico. Per questo noi consigliamo spesso gli impianti basati sulla tecnologia IP Mega Pixel che, garantendo una risoluzione 4 volte superiore rispetto ai sistemi analogici, consentono di identificare con maggiore facilità le fisionomie e gli oggetti, favorendo, in caso di intrusioni o furti, le indagini del caso.

Tuttavia, la progettazione degli impianti di videosorveglianza IP Mega Pixel deve essere realizzata con molta cura, soprattutto perché la mole di dati trasmessi dalle telecamere all’hard disk in cui vengono conservate le immagini è molto elevata e rischia, se non si valuta attentamente questo aspetto in fase progettuale, di provocare malfunzionamenti del sistema, sia per l’intasamento della memoria, sia per la difficoltà, da parte di reti LAN non adeguate, nel trasmettere flussi di dati così imponenti .

Una buona soluzione, che permette anche, cosa non trascurabile, di riutilizzare, se in buono stato, i cavi di un precedente impianto analogico, è quella di ricorrere ai sistemi di videosorveglianza in HD o Full HD. Gli impianti che si basano su questo tipo di tecnologia, infatti, forniscono immagini in buona risoluzione, utilizzando però gli stessi cavi RG, tipici dei sistemi analogici tradizionali. Senza nuovi interventi di cablaggio, allora, a patto che i cavi preesistenti siano ancora efficienti, sarà possibile sostituire, ad un costo decisamente più contenuto rispetto ai sistemi IP Mega Pixel, il vecchio impianto analogico con un nuovo impianto ad alta risoluzione.

Attenzione alla videosorveglianza wireless!

L’uso delle tecnologie di comunicazione wireless e, in generale, delle connessioni Internet può rappresentare un potenziamento dei sistemi di videosorveglianza tradizionali, ma anche un rischio da tenere molto sotto controllo.

Attraverso una connessione Internet, infatti, è possibile monitorare da remoto, sul proprio smartphone o tablet, le immagini di un impianto aziendale, ovunque ci si trovi nel mondo.

Gli impianti di videosorveglianza wifi, o “senza fili”, invece, che prevedono il passaggio dei dati dalle telecamere al videoregistratore attraverso una connessione wireless sono fortemente sconsigliati, soprattutto perché una normale rete wifi non è assolutamente in grado di gestire il flusso di dati generato da un sistema IP Mega Pixel e quindi questo tipo di impianti vanno incontro molto spesso a malfunzionamenti anche gravi.

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Francesca Quaggia
Francesca Quaggia
Amministratrice, responsabile marketing e comunicazione, formazione e sicurezza sul lavoro, responsabile infrastruttura aziendale, coordinatrice strategia d’azienda, ricerca nuovi clienti.

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