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18 Luglio 2026Impianto EVAC: cos’è, come funziona e quando è obbligatorio installarlo

Quando si parla di sicurezza antincendio, molte persone pensano immediatamente a rivelatori di fumo, sirene di allarme o sistemi di spegnimento automatico. Tuttavia, negli edifici caratterizzati da elevato affollamento, la semplice segnalazione acustica dell’emergenza non è più sufficiente.
In caso di incendio, infatti, il vero obiettivo non è soltanto avvisare le persone della presenza di una situazione di emergenza, ma guidarle rapidamente verso un luogo sicuro, evitando panico, comportamenti errati e congestioni lungo le vie di esodo. È proprio per rispondere a questa esigenza che sono stati sviluppati gli impianti EVAC, sistemi di evacuazione vocale che consentono di trasmettere messaggi chiari e intelligibili durante un’emergenza.
Negli ultimi anni l’utilizzo di questi sistemi è cresciuto notevolmente e oggi rappresenta uno degli elementi più importanti nella progettazione della sicurezza antincendio di edifici pubblici, strutture sanitarie, centri commerciali, alberghi, scuole e complessi direzionali.
Che cos’è un impianto EVAC
EVAC è l’acronimo di Emergency Voice Alarm Communication e identifica un sistema di allarme vocale utilizzato per gestire l’evacuazione delle persone durante un’emergenza potenziale.
A differenza delle tradizionali sirene antincendio, che segnalano genericamente una situazione di pericolo attraverso un segnale sonoro, un impianto EVAC trasmette istruzioni vocali pre-registrate o messaggi in diretta che spiegano alle persone come comportarsi. L’obiettivo è fornire indicazioni precise e facilmente comprensibili, riducendo il rischio di panico e migliorando la gestione dell’emergenza.
Numerosi studi condotti nel settore della sicurezza dimostrano che le persone tendono a reagire in modo più rapido e ordinato quando ricevono istruzioni vocali chiare rispetto a quando percepiscono esclusivamente una sirena.
Per questo motivo i sistemi EVAC stanno progressivamente sostituendo o integrando gli allarmi tradizionali nelle strutture più complesse.
Per molti anni la sirena è stata considerata lo strumento principale per la gestione dell’emergenza incendio. Oggi, tuttavia, la complessità degli edifici e spesso l’elevata presenza di persone impongono un approccio diverso. Una sirena comunica esclusivamente che esiste un pericolo, ma non fornisce alcuna indicazione sulle azioni da compiere. I sistemi di evacuazione sonora sono impianti ben più complessi, infatti possiamo identificare 3 componenti chiave:
- Segnalazione acustica e visiva: impiegano sirene e allarmi sonori (segnali acustici) e luci di emergenza e/o pannelli luminosi (segnali visivi) per avvertire gli occupanti dell’emergenza in corso. Questi segnali sono progettati per essere facilmente percepibili anche in ambienti rumorosi o bui.
- Percorsi di evacuazione: l’aspetto cruciale è la segnalazione dei percorsi di evacuazione che devono guidare le persone verso le uscite sicure. Ovviamente i percorsi di evacuazione devono essere ben segnalati e sempre mantenuti liberi da ostacoli.
- Controllo e coordinamento: nelle situazione più complesse alcuni impianti possono includere un sistema di controllo centralizzato che gestisce e coordina tutte le operazioni di evacuazione, come le comunicazioni di emergenza e il monitoraggio delle vie di fuga.
Come funziona un sistema EVAC
Il funzionamento di un impianto EVAC è strettamente integrato con il sistema di rivelazione incendio. Quando un rilevatore di fumo, calore o altro dispositivo antincendio individua una situazione di pericolo, la centrale di controllo riceve il segnale e attiva automaticamente il sistema di evacuazione vocale. A questo punto gli altoparlanti installati nelle diverse aree dell’edificio diffondono messaggi predefiniti oppure comunicazioni gestite direttamente dagli operatori responsabili dell’emergenza.
I sistemi più evoluti consentono di differenziare i messaggi in funzione delle zone interessate dall’evento. Ad esempio, un principio di incendio rilevato in una determinata area può comportare l’evacuazione immediata di quella zona e la semplice messa in preallarme delle aree adiacenti.
Questo approccio permette di gestire in modo più efficace situazioni particolarmente complesse e di evitare evacuazioni indiscriminate.
Dal punto di vista tecnico e temporale, il sistema segue una sequenza rigida ed estremamente precisa:
- Attivazione iniziale: il sistema trasmettere in automatico un segnale di allert entro 3 secondi da quando riceve l’input dalla centrale esterna di rivelazione. In questi 3 secondi sono inclusi sia i tempi di reazione dell’impianto di rivelazione, sia il tempo necessario a inviare l’informazione al sistema audio. L’impianto deve sempre essere in grado di trasmettere contemporaneamente segnali di allert e messaggi vocali in una o più aree dell’edificio.
- Secondo segnale di allert: viene inviato il messaggio vocale, il quale deve essere preceduto da un altro segnale di allert della durata compresa tra i 4 e i 10 secondi.
- Frequenza dei messaggi: i segnali e i messaggi successivi continuano fino alla modifica manuale o al silenziamento. Il tempo intercorrente tra i messaggi successivi non deve mai superare i 30 secondi.
Le quattro categorie di sistemi EVAC
Secondo la classificazione tecnica (ISO 7240-19) distingue le diverse tipologie di sistemi EVAC in funzione della complessità dell’impianto e delle prestazioni richieste. Quattro categorie distinte basate sul grado di controllo manuale richiesto, che deve essere sempre appropriato al rischio e alla presenza di personale addestrato:
- Categoria 1 (Funzionalità automatica): l’impianto funziona in modo completamente automatico tramite regole pre-programmate. I messaggi registrati vengono riprodotti solo dopo aver ricevuto il segnale dalla centrale di rivelazione incendi.
- Categoria 2 (Diffusione di messaggi live): offre la possibilità di diffondere messaggi dal vivo nell’intero sistema grazie a un microfono posizionato in un punto di controllo.
- Categoria 3 (Controllo personale dell’evacuazione): consente al personale addetto di trasmettere messaggi vocali live da una postazione microfonica in una o più zone specifiche di emergenza, garantendo un controllo mirato dell’esodo.
- Categoria 4 (Controllo avanzato dell’evacuazione): è la configurazione più sofisticata. Permette di selezionare e inviare messaggi preregistrati in zone o gruppi di zone specifici, includendo o escludendo i messaggi automatici della centrale e visualizzandone lo stato in tempo reale.
La scelta della tipologia più adatta dipende da numerosi fattori:
- destinazione d’uso dell’edificio;
- affollamento previsto;
- presenza di persone con esigenze speciali;
- compartimentazione antincendio;
- complessità delle vie di esodo;
- scenari di emergenza ipotizzati.
Per questo motivo la progettazione di un impianto EVAC deve sempre partire da una valutazione approfondita del rischio incendio.
Dove è obbligatorio installare un impianto EVAC
Una delle domande più frequenti riguarda l’obbligatorietà dei sistemi EVAC.
L’obbligatorietà dell’impianto EVAC viene stabilita in base alla valutazione del rischio (soprattutto in attività con affollamenti elevati o geometrie complesse) e dalle specifiche disposizioni di prevenzione incendi o sicurezza sul lavoro. Di seguito riportiamo le attività e le soglie minime di obbligatorietà regolate dai relativi Decreti Ministeriali (D.M.).
In generale, i sistemi di evacuazione vocale sono frequentemente richiesti in:
- Uffici: obbligatorio per strutture con più di 100 persone (D.M. 22/02/2006).
- Strutture alberghiere: richiesto per hotel e attività ricettive con più di 25 posti letto (D.M. 09/04/94).
- Scuole: obbligatorio per istituti con più di 501 persone (D.M. 26/08/92).
- Attività commerciali: richiesto per negozi e centri commerciali con superficie superiore a 400 mq (D.M. 27/07/2010).
- Impianti sportivi: obbligatorio se il numero di spettatori è superiore a 100 (D.M. 18/03/96).
- Stazioni metropolitane: sempre obbligatorio secondo il D.M. 21 ottobre 2015.
- Locali di pubblico spettacolo: sempre richiesto in base al D.M. 19/08/96.
- Strutture sanitarie e ospedali: regolato dal D.M. 18/09/02.
- Edifici di interesse storico e artistico: musei, gallerie e biblioteche sono soggetti a obbligo secondo il D.M. 20/05/92 n. 569 (per i musei) e il D.P.R. 30/06/95 n. 418 (per le biblioteche).
- Condomini e palazzi residenziali: è obbligatorio installare e impiegare un impianto EVAC nelle abitazioni che prevedono una massima quota dei piani superiore agli 80 metri.
Le normative di riferimento per gli impianti EVAC
La progettazione e l’installazione di un sistema EVAC devono rispettare precise norme tecniche che regolano sia i componenti di prodotto che l’architettura dell’impianto:
- CEI EN 50849 (CEI 79-102): è la norma storica di riferimento per i sistemi di allarme sonoro per applicazioni di emergenza, applicabile a tutti gli impianti EVAC installati e progettati prima del 4 settembre 2025.
- UNI 11988:2025: la nuovissima norma nazionale entrata in vigore dal 4 settembre 2025. Sostituisce la precedente UNI ISO 7240-19 e si applica esclusivamente ai sistemi EVAC collegati a impianti di rivelazione incendio (IRAI) di nuova progettazione, introducendo criteri molto più severi su intelligibilità reale, zonizzazione e tracciabilità delle verifiche.
- UNI EN 54-16 e UNI EN 54-24: le norme di prodotto dedicate rispettivamente alle apparecchiature di controllo e segnalazione (centrali) e ai componenti degli altoparlanti.
- UNI EN 54-4 e UNI EN 54-3: dedicate alle apparecchiature di alimentazione elettrica e ai dispositivi di allarme acustici generici (sounder).
- UNI/TR 11607: fondamentale per sounder e VAD, introduce il concetto di Fire Primary Warning Device (dispositivo di avviso primario), distinguendo i mezzi di diffusione dell’allarme: acustico (per il suono), VAD (per la luce) ed EVAC (per la voce).
- UNI 11224: definisce i requisiti per la segnaletica di sicurezza e di emergenza, oltre a regolare le procedure di verifica dei sistemi antincendio.





