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4 Maggio 2026UNI 11988:2025: cosa cambia per gli impianti EVAC e chi riguarda.

La nuova UNI 11988:2025 riguarda progettisti, facility manager e responsabili della sicurezza
Dal 4 settembre 2025, il settore della sicurezza antincendio dispone di una nuova norma tecnica essenziale dedicata ai sistemi EVAC collegati agli impianti di rivelazione incendio: la UNI 11988:2025.
Per molti addetti ai lavori potrebbe sembrare un semplice aggiornamento burocratico. In realtà, questa norma rappresenta un profondo cambiamento nell’approccio alla progettazione, installazione e manutenzione dei sistemi di evacuazione vocale di emergenza. Oggi, infatti, non è più sufficiente che un impianto sia conforme solo sulla carta: deve dimostrare di essere concretamente efficace durante un’emergenza reale. È questo il principio fondamentale che ha guidato la stesura della nuova normativa.
Cos’è un sistema EVAC e perché è diventato così importante
I sistemi EVAC (Emergency Voice Alarm Communication) sono impianti di allarme vocale strutturati per guidare le persone in sicurezza durante un’emergenza. A differenza delle tradizionali sirene antincendio, che si limitano a emettere un suono di pericolo, un impianto EVAC riproduce messaggi vocali intelligibili che spiegano alle persone cosa fare, quali vie di esodo seguire e come abbandonare l’edificio con ordine.
L’obiettivo è ridurre il panico, migliorare la gestione dei flussi di evacuazione e diminuire i tempi necessari per raggiungere un luogo sicuro. Per questo motivo i sistemi EVAC sono sempre più presenti in:
- Ospedali e strutture sanitarie
- Scuole ed edifici universitari
- Centri commerciali
- Alberghi e strutture ricettive
- Edifici direzionali, storici e musei
- Impianti sportivi e strutture ad elevato affollamento
Le differenze principali tra la nuova Norma UNI 11988:2025 e la precedente UNI ISO 7240-19
Fino ad oggi, il principale riferimento tecnico era la UNI ISO 7240-19, una norma internazionale recepita dall’Italia. Questa norma definiva i requisiti generali dei sistemi di evacuazione vocale, ma lasciava ampi margini interpretativi su aspetti fondamentali come la progettazione delle zone, la verifica dell’intelligibilità del parlato e la documentazione delle attività di collaudo e manutenzione.
La UNI 11988:2025 è una norma nazionale, specifica per i sistemi EVAC che nasce con l’obiettivo di fornire indicazioni più dettagliate e operative per gli impianti EVAC integrati con i sistemi di rivelazione incendio.
La vera differenza sta nel livello di dettaglio richiesto. Rispetto ai principi generali della vecchia norma , la UNI 11988:2025 introduce requisiti stringenti su:
- Progettazione mirata delle zone di diffusione e copertura sonora
- Intelligibilità certa dei messaggi vocali
- Continuità di servizio e affidabilità delle alimentazioni di emergenza
- Documentazione rigorosa di collaudi, verifiche e manutenzione
In sintesi, la nuova norma sposta il focus dalla semplice conformità tecnica alla reale efficacia del sistema, imponendo maggiore responsabilità progettuale.
L’intelligibilità del messaggio diventa centrale
Uno degli aspetti più innovativi della UNI 11988:2025 riguarda il concetto di intelligibilità. Un cambiamento radicale riguarda l’acustica, infatti, in passato era sufficiente garantire che il messaggio fosse udibile. Oggi il requisito è più stringente: il messaggio deve essere chiaramente comprensibile. In ambienti ad alto rumore di fondo, come stazioni o centri commerciali, un avviso sonoro forte ma incomprensibile è del tutto inutile. La norma esige ora una progettazione acustica di precisione e verifiche specifiche durante il collaudo.
Progettazione più rigorosa delle zone EVAC
Un altro tema centrale riguarda la suddivisione dell’edificio in zone. La zonizzazione dell’impianto EVAC deve dialogare perfettamente con le compartimentazioni antincendio, le vie di esodo e i piani di emergenza.
Non si tratta più soltanto di distribuire altoparlanti negli ambienti. Il sistema deve diffondere il messaggio in modo selettivo, raggiungendo solo le aree interessate dall’evento, evitando informazioni inutili o fuorvianti nelle altre zone dell’edificio.
Questo approccio migliora significativamente la gestione dell’evacuazione e riduce il rischio di comportamenti errati da parte degli occupanti.
Continuità di funzionamento anche in condizioni critiche
Durante un incendio, l’interruzione dell’alimentazione elettrica è uno degli scenari più frequenti. Per questo motivo la UNI 11988:2025 dedica particolare attenzione ai sistemi di alimentazione di emergenza. L’impianto EVAC deve possedere alimentazioni di emergenza che ne garantiscano il perfetto funzionamento anche senza la rete principale. La continuità operativa diventa quindi un elemento progettuale fondamentale e non più un semplice requisito accessorio.
Cosa cambia per progettisti, installatori e facility manager
L’entrata in vigore della UNI 11988:2025 coinvolge a 360 gradi tutti gli attori della sicurezza antincendio:
- Progettisti e Installatori: la progettazione non può più essere solo un adempimento formale. Serve dimostrare che il sistema raggiunga gli obiettivi prefissati tramite un’attenta analisi acustica preliminare, lo studio delle zone di evacuazione, la verifica delle copertura sonora e una rigida documentazione delle prove efftuuate. Gli installatori vedranno aumentare il livello di precisione richiesto in fase di messa in servizio.
- Facility manager e Responsabili sicurezza: anche chi gestisce l’immobile deve avere un ruolo più attivo. Un impianto non resta conforme in eterno. La norma sottolinea l’assoluta importanza della manutenzione programmata e della registrazione costante delle verifiche per mantenere intatte le prestazioni nel tempo. Questo è cruciale negli edifici soggetti ai controlli di prevenzione incendi.
Gli impianti EVAC esistenti devono essere adeguati?
Questa è una delle domande più frequenti.
La UNI 11988:2025 si applica principalmente ai sistemi EVAC di nuova progettazione realizzati dopo l’entrata in vigore della norma. Tuttavia, per gli impianti esistenti può essere opportuno effettuare una verifica tecnica per valutare il livello di prestazione raggiunto, soprattutto in caso di ampliamenti, modifiche sostanziali o interventi di revamping. L’obiettivo non è soltanto rispettare una norma, ma assicurare che il sistema continui a garantire un’efficace gestione dell’evacuazione.
Una norma che punta all’efficacia reale dell’evacuazione
La UNI 11988:2025 rappresenta un’evoluzione significativa per il settore degli impianti EVAC.
Il cambiamento principale non riguarda tanto la tecnologia utilizzata, quanto il modo in cui viene valutata la qualità del sistema. L’attenzione si sposta dalla semplice conformità alla reale capacità dell’impianto di guidare le persone durante un’emergenza.
Per progettisti, installatori, facility manager e responsabili della sicurezza significa adottare un approccio più orientato alle prestazioni, alla documentazione e alla verifica continua dell’efficacia del sistema.
In un contesto normativo sempre più orientato alla gestione del rischio, gli impianti EVAC diventano così uno degli strumenti più importanti per proteggere persone, attività e patrimonio aziendale.





