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Rivelazione incendi in un edificio storico: il progetto realizzato a Palazzo Trecchi di Cremona

Realizzare un sistema di rivelazione incendi all’interno di un edificio storico significa progettare equilibrando il massimo livello di sicurezza senza alterare l’identità architettonica e artistica del luogo.

L’intervento realizzato presso Palazzo Trecchi a Cremona è il progetto di cui vi parliamo oggi; i tecnici di SEI Sistemi di Sicurezza hanno lavorato all’interno di questo edificio storico del 1496 che oggi è sede di attività formative, culturali e congressuali di rilevanza nazionale. Un luogo di pregio, caratterizzato da ambienti affrescati e da una forte frequentazione quotidiana, che ha richiesto un progetto capace di coniugare tutela del patrimonio, continuità operativa e piena conformità normativa.

Un progetto guidato dalla conformità e dal rispetto architettonico

Fin dalle prime fasi, il Committente ha espresso la volontà di adottare una soluzione che rispettasse rigorosamente le norme di prevenzione incendi, con ovvio riferimento alla UNI 9795, ma che allo stesso tempo fosse compatibile con le caratteristiche storiche dell’edificio. L’intervento è stato tenuto nella parte dell’edificio che accoglie il “centro di riferimento nazionale per la formazione e l’aggiornamento professionale negli ambiti della medicina veterinaria e della medicina umana”.

In contesti di questo tipo, ogni scelta tecnica assume un valore che va oltre la semplice funzionalità. L’inserimento di dispositivi di rivelazione, segnalazione e controllo deve essere valutato anche dal punto di vista estetico, in collaborazione con i professionisti incaricati della tutela del bene architettonico. La sicurezza non può diventare invasiva, ma deve integrarsi con l’ambiente.

La scelta di un impianto filare in un contesto vincolato

In edifici storici la tendenza potrebbe essere quella di orientarsi verso sistemi wireless, per ridurre al minimo gli interventi sulle strutture esistenti. Nel caso di Palazzo Trecchi, invece, la valutazione tecnica ha portato a una scelta diversa: un impianto filare.

Questa decisione è stata presa per garantire maggiore stabilità nel tempo, affidabilità di comunicazione e minori costi manutentivi, aspetti fondamentali in una struttura destinata ad attività formative e congressuali continue. L’architettura adottata è stata quella di una rete di centrali con configurazione modulare e distribuita, in cui una centrale Master assume il controllo completo del sistema, coordinando le centrali secondarie (Slave) attraverso un protocollo di comunicazione dedicato. In questo caso è stato scelto il protocollo proprietario Fire-Bus, con l’implementazione di due centrali Tecnofire TFA2-596 per la rivelazione automatica negli ambienti e una centrale Tecnofire TSA1 certificata per la rivelazione e spegnimento del locale “Archivio”.

Questo approccio ha permesso di realizzare un sistema antincendio flessibile e scalabile, capace di adattarsi alle esigenze dell’edificio senza comprometterne l’equilibrio architettonico.

Protezione antincendio degli ambienti affrescati

L’aspetto più complesso ha riguardato la protezione delle sale con soffitti affrescati. In questi ambienti, l’installazione di rivelatori tradizionali avrebbe comportato un impatto visivo eccessivo o interventi non compatibili con la conservazione delle superfici decorate. La soluzione adottata ha previsto l’impiego di rivelatori ottico-lineari a riflessione, che consentono la copertura degli spazi e la salvaguardia degli affreschi. Negli ambienti di servizio e negli uffici, invece, sono stati installati rivelatori di fumo ottici, integrati in modo discreto nell’architettura esistente.

Anche la gestione delle segnalazioni di allarme è stata studiata per limitare l’impatto estetico, utilizzando dispositivi ottico-acustici indirizzati che hanno consentito di distribuire le segnalazioni in modo capillare, evitando cablaggi aggiuntivi e soluzioni visivamente intrusive.

Integrazione della compartimentazioni degli ambienti e lo spegnimento automatico a gas inerte

Il sistema non si limita alla sola rivelazione incendio, ma si compone e integra anche la compartimentazione dei locali e un sistema di spegnimento incendio a gas inerte.

La compartimentazione antincendio dei locali, sempre gestita direttamente dalla centrale, garantisce la chiusura automatica di porte e serrande tagliafuoco in caso di evento. L’aggiunta di una “funzionalità feedback” consente, inoltre, di verificare in tempo reale l’effettiva chiusura di tutti i dispositivi, migliorando il controllo e riducendo il tempo di intervento della gestione dell’emergenza.

Particolare attenzione è stata dedicata al locale archivio, dove è stato installato un sistema di spegnimento automatico a gas inerte, utilizzando la centrale Tecnofire TSA1 certificata EN 54-2, EN 54-4 ed EN 12094-1. L’impianto di spegnimento incendio è stato, ovviamente, integrato con la centrale di rivelazione Master. Questa scelta permette di proteggere documenti e materiali sensibili senza danneggiarli, assicurando al tempo stesso un controllo coordinato tra rivelazione e attivazione dello spegnimento.

L’intervento presso Palazzo Trecchi rappresenta un esempio concreto di come la rivelazione incendi in edifici di pregio storico possa essere affrontata con un approccio tecnico evoluto. La collaborazione tra SEI Sistemi di Sicurezza, il Committente e il fornitore Tecnofire ha permesso la perfetta integrazione tra sicurezza antincendio, rispetto della normativa e tutela del patrimonio storico / artistico.

Francesca Quaggia

Francesca Quaggia

Amministratrice, responsabile marketing e comunicazione, formazione e sicurezza sul lavoro, responsabile infrastruttura aziendale, coordinatrice strategia d’azienda, ricerca nuovi clienti.

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