Preservare un impianto di sicurezza in caso di allagamento
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Come preservare i sistemi di sicurezza in caso di allagamento

Il fenomeno dell’acqua alta a Venezia è recentemente balzato agli onori della cronaca a causa dei numerosi danni provocati a case, negozi, persone e oggetti; ciò che però non viene immediatamente rilevato sono i rischi e i danni a cui anche i sistemi di sicurezza possono andare incontro. Per una valutazione di queste problematiche e delle modalità con cui affrontarle abbiamo chiesto il parere di un esperto, quale risulta essere il nostro Eddo Quaggia.

Quali sono i rischi che interessano gli impianti di sicurezza in caso di allagamento?

Le maggiori problematiche che riguardano gli allagamenti da acqua marina sono dovute alla presenza di salsedine, in grado di causare l’ossidazione dei circuiti interni ed esterni dei dispositivi meccanici ed elettronici. Questa problematica può arrivare fino al corto circuito degli impianti e alla messa fuori servizio degli stessi, con tutte le conseguenze dei guasti connessi. Per prevenire eventuali danni consigliamo degli accorgimenti semplici ma allo stesso tempo efficaci.

Quali accorgimenti per evitare le problematiche legate agli allagamenti?

Innanzitutto è importante che le centrali di comando degli impianti di sicurezza siano collocate ad un’altezza tale da non essere raggiunta dal livello massimo dell’acqua, in modo tale da essere poste sempre in un ambiente asciutto e al sicuro dal rischio di corto circuito e di danneggiamento per infiltrazione.

Fondamentale risulta la posizione dell’alimentazione supplementare, alimentatori e gruppi di continuità (i cosiddetti UPS) che spesso sono adagiati a terra e quindi con il rischio concreto di contatto con l’acqua.

Un buon consiglio per evitare le problematiche è quello di installare dei dispositivi in grado di segnalare la presenza ed il livello dell’acqua e avvertire nel caso questo costituisca un pericolo per gli ambienti con apparecchiature; esistono infatti rivelatori di allagamento, già diffusi e presenti sul mercato che, collegati ad un impianto di allarme e incendio segnalano tali emergenze.

Per quanto riguarda, invece, la protezione dei mezzi forti è bene premunirsi di pistole per siliconi, o altri elementi anti-infiltrazioni, che vadano a sigillare le aperture in modo tale da non lasciar filtrare l’acqua all’interno, evitando danni da ossidazione degli ingranaggi e dei meccanismi interni.

Come intervenire su un impianto di sicurezza a seguito di un allagamento?

Qualora questi suggerimenti non fossero stati seguiti dall’inizio o l’acqua sia ad ogni modo penetrata nell’edificio andando a causare danni anche agli impianti di sicurezza, è comunque possibile intervenire ex post risanando gli impianti. Tra gli interventi di verifica più immediati rientrano quelli all’impiantistica di collegamento che passa per scatole sottoposte a questo rischio, per cui è importante pulire bene i collegamenti interni e trattarli con sistemi anti-ossidanti e anti-ruggine e rifarli.

Si consiglia in ogni caso che i rivelatori ottici che sono soggetti ad emissione di vapori caldi e freddi e alla salsedine conseguente all’allagamento debbano venire smontati e revisionati con ripulitura degli zoccoli di attacco, sia per l’antintrusione che l’antincendio.

Il danno per infiltrazione ai mezzi forti può essere più grave del previsto, e per questo motivo essi necessitano di interventi di ripristino più delicati, prevedendo il controllo e l’eventuale sostituzione del dispositivo, dei catenacci o delle serrature, per i quali è fondamentale una verifica in ogni caso ci sia un allagamento, grande o piccolo.

Noi di SEI Sistemi di Sicurezza, attivi nel settore della sicurezza integrata dal 1980 nel Triveneto siamo a disposizione per qualsiasi informazione riguardante la sicurezza.

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Francesca Quaggia
Francesca Quaggia
Amministratrice, responsabile marketing e comunicazione, formazione e sicurezza sul lavoro, responsabile infrastruttura aziendale, coordinatrice strategia d’azienda, ricerca nuovi clienti.

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