COVID-19 e criminalità, cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi mesi
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COVID-19 e criminalità

Qual è la relazione tra questi due fattori? Cosa dobbiamo aspettarci per i prossimi mesi?

Analizzando i dati del servizio di analisi criminale e sfruttando le statistiche riguardanti la delittuosità della prima parte del 2020, rispetto all’anno precedente, sono emersi spunti interessanti per la valutazione della correlazione tra COVID-19 e furti.
I dati confermano che la limitata mobilità, a cui l’Italia è stata sottoposta, ha portato come conseguenza ad un abbassamento sostanziale anche dei crimini. Se ci soffermiamo e confrontiamo i dati del primo semestre 2020, rispetto lo stesso periodo del 2019, emerge un dato molto significativo: i furti sono diminuiti del 41% e le rapine del 30%.
Diminuiscono anche i reati legati alla contraffazione (-50%) e alla violazione della proprietà intellettuale (-44%).
Un buon segnale quindi che rispecchia lo scenario di quanto è avvenuto nel primo semestre caratterizzato da lockdown generalizzati, abbastanza normale e prevedibile considerando:

  • la ridotta mobilità anche dei ladri;
  • la riduzione delle opportunità di effrazione, considerando che le case sono state per lo più sempre abitate

Di conseguenza, i settori più soggetti a furti e rapine durante la pandemia COVID-19, sono stati quelli che non si sono fermati durante il lockdown: il settore Agricolo, con furti ad attrezzature e animali, il settore bancario, farmacie e piccoli supermercati.
I reati invece per cui si registra un incremento sono stati i reati chiamiamoli “web” ovvero quelli connessi al mondo dell’informatica. Anche qui tutto molto prevedibile.

Cosa aspettarci nei prossimi mesi

Cercando di utilizzare i dati in nostro possesso e considerando dei possibili scenari le nostre valutazioni sono le seguenti:

  1. Proseguimento di un trend similare con un mantenimento contenuto dei furti domestici. Attenzione però: se prima i criminali attendevano che la casa o l’azienda fosse disabitata, in questi ultimi mesi segnaliamo che la tendenza è quella di colpire anche in pieno giorno, approfittando di porte aperte o varchi non presidiati.
  2. Aumento della criminalità organizzata, mercato nero, usura fiscale.
  3. Aumento durante le riaperture, quindi in assenza di lockdown, di piccoli reati legati a scippi, furto di macchine, danni ad attrezzature, atti vandalici in genere.
  4. Aumento dei furti legati ai settori farmaceutici, con maggiore attenzione alle farmacie e alla catena di stoccaggio e distribuzione dei vaccini.

Soprattutto per quanto riguarda il settore farmaceutico, come riporta la Società Italiana di Farmacia Ospedaliera (SIFO), il rischio di furti e danneggiamenti alla proprietà potrebbe aumentare in previsione dell’arrivo e dello stoccaggio del vaccino anti-Covid. Il rischio di furti e rapine lungo la filiera, si ipotizza, sarà molto alto e solo un sistema organizzato e ben strutturato riuscirà a evitare la crisi dell’intero sistema.

L’unico modo per evitare che la filiera venga preso d’assalto è l’utilizzo e l’installazione di:

  1. sistemi antintrusione di qualità collegati a
  2. sistemi di videosorveglianza presidiati tramite
  3. sistemi di controllo accessi con credenziali differenti in base al livello di sicurezza stabilito e tramite
  4. sistemi di supervisione degli apparati tecnologici in grado di colloquiare, in maniera immediata, con control room, centrali operative o figure responsabili.

Supervisione, controllo – anche a distanza – e velocità di intervento sono i fattori chiave.

Di fondamentale importanza è anche il mantenimento dei controlli obbligatori a norma di legge – soprattutto per gli impianti soggetti a manutenzione obbligatoria per la prevenzione incendio.
La parola d’ordine deve essere proteggere il frutto del lavoro di imprenditori ed aziende: un impianto non manutenuto potrebbe diventare un impianto ipoteticamente non funzionante. Se il COVID-19 ha bloccato la maggior parte delle attività, il controllo del corretto funzionamento degli impianti dovrebbe essere garantito. Per ripartire a pieno regime non appena possibile è necessario garantire la protezione della struttura sia dagli atti vandalici che dai possibili incendi.

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Fonti:
Il Sole 24 Ore tramite il servizio di analisi criminale
Sifo – Società Italiana di farmacia ospedaliera e dei servizi farmaceutici della aziende sanitarie

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Francesca Quaggia
Francesca Quaggia
Amministratrice, responsabile marketing e comunicazione, formazione e sicurezza sul lavoro, responsabile infrastruttura aziendale, coordinatrice strategia d’azienda, ricerca nuovi clienti.

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