Proroga 2018 del Bonus Fiscale sulle Ristrutturazioni Edilizie
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Bonus fiscale per le ristrutturazioni edilizie – Proroga 2018

Blog SEI Sicurezza nuova proroga bonus fiscale del 50% sui sistemi di sicurezza per tutto il 2018

La Legge di Stabilità 2018 ci permette di usufruire anche per il 2018 del bonus fiscale sulle ristrutturazioni edilizie fino al 50% delle spese sostenute, basta che non superino il tetto di € 96.000,00. Il bonus si sostanzia in una detrazione IRPEF ripartita in 10 quote annuali di pari importo.

Dopo il 2018 il bonus tornerà ad essere del 36% con un tetto massimo di spesa di € 48.000,00 salvo ulteriori proroghe.

Per quanto riguarda il settore della sicurezza domestica, le spese agevolabili sono:

  • Sistemi di allarme: installazione o ristrutturazione con innovazione di impianti di allarme, apparecchi rilevatori di prevenzione antifurto e centrali di allarme, fotocamere collegate con centri di vigilanza privata;
  • Citofoni, videocitofoni e telecamere: sostituzione o nuova installazione, comprensiva di opere murarie;
  • Installazione di apparecchi di rilevazione gas;
  • Installazione di sistemi di comunicazione, robotica e tecnologici avanzati per favorire la mobilità dei disabili.

Nelle parti condominiali sono ammesse le spese inerenti:

  • Impianti di allarme condominiale: riparazioni senza innovazione dell’impianto o riparazione con sostituzione di alcuni elementi.

Possono fruire della detrazione tutti i contribuenti IRPEF titolari dell’immobile, ma anche i titolari di un diritto reale di godimento e gli inquilini.

 

Le spese detraibili che il bonus fiscale 2018 permette, sono:

  • spese per la progettazione e altre prestazioni professionali connesse;
  • spese per acquisto di materiali;
  • spese per relazioni di conformità impianti;
  • l’IVA.

Infine, per poter fruire della detrazione è necessario:

  1. Effettuare il bonifico bancario da cui sia evidente la causale del versamento (rif. Art. 16-bis del TUIR), il codice fiscale del soggetto che paga e il codice fiscale o P.IVA del beneficiario del pagamento. Ricordati che al momento del bonifico la banca tratterrà una ritenuta (acconto d’imposta) pari all’8%.
  2. Indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile;
  3. Conservare tutta la documentazione: le ricevute dei bonifici di pagamento e le fatture, la ricevuta di pagamento dell’IMU se dovuta, la delibera assembleare di approvazione lavori se parti comuni di edifici residenziali, la domanda di accatastamento (se immobile non ancora censito);
  4. Emettere un’autodichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in cui si evidenzia la data di inizio lavori e si dichiara che gli interventi rientrano tra quelli agevolabili.

 

Per approfondimenti si rimanda alla Guida disponibile nel sito dell’Agenzia delle Entrate, scaricabile QUI

 

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Francesca Quaggia
Francesca Quaggia
Amministratrice, responsabile marketing e comunicazione, formazione e sicurezza sul lavoro, responsabile infrastruttura aziendale, coordinatrice strategia d’azienda, ricerca nuovi clienti.

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