Videosorveglianza, autorizzazioni e privacy: cosa fare?
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Videosorveglianza e Autorizzazioni

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Videosorveglianza, privacy e autorizzazioni:
Cosa fare?

L’art. 4 della Legge 300/70 (Statuto del Lavoratori) pone il DIVIETO dell’uso di impianti audiovisivi e di altri apparecchi che abbiano la finalità di controllo a distanza dell’attività lavorativa, ad eccezione dei casi giustificati da esigenze organizzative, produttive o di sicurezza. Da settembre 2015 le finalità del controllo a distanza dell’attività lavorativa possono essere anche per “tutela e difesa del patrimonio aziendale” (Vedi articolo JOBS ACT 2015 E VIDEOSORVEGLIANZA)

In questi casi è possibile installare gli impianti in oggetto a condizione che vi sia un accordo preventivo con le Rappresentanze sindacali. Se ciò non è possibile, il Datore di Lavoro deve richiedere una specifica Autorizzazione alla Direzione Provinciale del Lavoro della provincia nella quale ha sede l’unità produttiva interessata all’installazione.
La Direzione Provinciale del Lavoro, al fine del rilascio della propria autorizzazione, dovrà provvedere a svolgere un sopralluogo per verificare, in particolare, se l’angolo di ripresa delle telecamere sia o meno compatibile con il divieto sancito dall’art. 4 della legge n. 300/1970 ed eventualmente indicherà le prescrizioni da osservare.

Sono soggetti alla richiesta di Autorizzazione tutte le imprese che hanno un impianto di videosorveglianza con registrazione e/o visione delle immagini.

Si rammenta, inoltre, che gli impianti di Videosorveglianza sono soggetti anche alle prescrizioni impartite dal Garante per la Protezione dei Dati Personali in ambito Privacy (Provvedimento in materia di Videosorveglianza dell’8 aprile 2010).

Tale norma impone alle aziende una serie di adempimenti, quali (a titolo esemplificativo ma non esaustivo):

  • l’obbligo di esporre un informativa “minima”,
  • l’obbligo di esporre un avviso che riporti gli elementi dell’art.13 del Codice Privacy,
  • l’obbligo di incaricare i soggetti addetti alla visione delle immagini,
  • ecc.

In caso di sistemi collegati alle forze di Polizia, occorre uno specifico cartello informativo.

Si precisa, infine, che le immagini dovranno essere conservate per un periodo di tempo limitato (max 24/48 ore), e che rimane comunque inammissibile l’installazione di impianti di videosorveglianza in luoghi riservati esclusivamente ai lavoratori o non destinati all’attività lavorativa (es. bagni, spogliatoi, docce, armadietti e luoghi ricreativi).

Nella pratica, dunque, si tratterà di verificare se l’installazione delle telecamere sia compatibile con i principi di liceità, di necessità, di proporzionalità e di finalità sanciti dal Codice della Privacy e per ciò che riguarda, in particolare, la liceità del trattamento, se esso sia compatibile con il divieto sancito dallo Statuto dei lavoratori.

Per “essere in regola” si dovrà quindi:

  1. indicare con apposita modulistica la presenza delle videocamere;
  2. redigere un documento interno sulle motivazioni e la scelta della videosorveglianza nell’area aziendale;
  3. informare il personale dipendente raggiungendo un accordo con la RSU aziendale o, in sua mancanza, chiedere l’autorizzazione alla competente Direzione Provinciale del Lavoro (che DEVE essere preventiva all’installazione).

Nel caso si sia già installato un impianto di videosorveglianza bisognerà scollegare l’impianto, coprire le telecamere e svolgere al più presto tutti gli adempimenti sopra indicati per non incorrere in sanzioni importanti.

S.E.I. SICUREZZA è il partner giusto che insieme all’impianto di videosorveglianza offre la consulenza adeguata in materia di autorizzazioni e privacy su tutto il Triveneto.

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Alcune LINEE GUIDA per ottenere l’autorizzazione dal Dipartimento Provinciale del Lavoro.

Per poter fare domanda di nulla osta all’ispettorato del lavoro occorre che:

  1. Gli impianti di videosorveglianza possono essere installati solo previa presentazione e accoglimento di apposita autorizzazione che il titolare dovrà presentare al DPL provinciale. SCARICA IL MODULO DA COMPILARE.
  2. Obbligo del titolare e/o legale rappresentante dell’impresa di informare i dipendenti ed i clienti con appositi cartelli esposti sia all’esterno ed all’interno dei locali dell’impresa, una volta installato l’impianto di videosorveglianza.
  3. Obbligo di nominare l’incaricato alla videosorveglianza (dipendente), che possiederà la seconda password, indispensabile per poter accedere alle immagini di videosorveglianza registrate.
  4. L’installazione delle telecamere deve avvenire in modo tale che l’angolo di ripresa inquadri solamente le parti dei locali più esposte al rischio rapine o di altri comportamenti criminosi e comunque, nel rispetto della normativa sulla privacy del dipendente al fine di tutela della sicurezza del patrimonio aziendale.La ripresa dei dipendenti deve avvenire esclusivamente a tale fine e con il criterio della occasionalità.
  5. Le telecamere dovranno essere individuate nella piantina con loro dislocazione e cono di ripresa, dovrà essere segnata la dislocazione di DVR e monitor.
  6. L’apparecchiatura di registrazione, nonché gli accessori per il funzionamento dovranno essere custoditi in modo appropriato (cassetta chiusa a chiave).
  7. Le registrazioni potranno essere visionate solo il presenza del lavoratore individuato al punto 3 e solo in caso di fatti delittuosi a seguito dei quali le registrazioni stesse saranno messe a disposizione delle autorità competenti, esclusivamente a titolo di prova giudiziale.
  8. La visualizzazione in tempo reale non potrà costituire supporto all’accertamento dell’obbligo di diligenza del lavoratore (o essere occasione indiretta per tale accertamento) e dell’adozione di provvedimenti sanzionatori a suo carico.

Riassumendo: al Dipartimento Provinciale del Lavoro, prima dell’installazione delle telecamere, occorre presentare:

  • Istanza di autorizzazione compilata e firmata (2 copie)
  • Accordo installazione impianto di videosorveglianza firmato dai dipendenti (2 copie) con nomina del responsabile del trattamento dati e personale incaricato a visionare le immagini
  • Planimetria dei locali con segnate telecamere e angolazioni, DVR e monitor, dovranno essere indicate le postazioni di lavoro e destinazioni d’uso dei locali;  (2 copie)
  • Relazione tecnica timbrata e firmata dal responsabile aziendale, o tecnico abilitato, o ditta installatrice con la composizione e funzionamento impianto (2 copie)
  • Copia di iscrizione camera di commercio
  • 2 Marche da bollo

SCARICA IL MODULO UNIFICATO PER L’AUTORIZZAZIONE ALL’INSTALLAZIONE DEI SISTEMI DI VIDEOSORVEGLIANZA DA PRESENTARE AL DIPARTIMENTO PROVINCIALE DEL LAVORO.

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Francesca Quaggia
Francesca Quaggia
Amministratrice, responsabile marketing e comunicazione, formazione e sicurezza sul lavoro, responsabile infrastruttura aziendale, coordinatrice strategia d’azienda, ricerca nuovi clienti.

209 Comments

  1. Agata ha detto:

    Buonasera, sono un tecnico che fa le veci del datore di lavoro di un supermercato e sto provvedendo per lui ad inviare Istanza di Autorizzazione per l’installazione di impianti audiovisivi ai sensi dell’art. 4 della legge 20 maggio 1970 n. 300 (statuto dei lavoratori), a riguardo volevo chiedere info nel caso si voglia trasmettere le immagini registrate sulla rete internet, ovviamente sempre visibili dal solo responsabile del trattamento o da un suo incaricato, qual’è la prassi da seguire? per quanto riguarda il modulo per l’Istanza su internet ho reperito diversi modelli, ma differiscono tra di loro su alcuni punti, come tipo numero di copie di allegati, tipologia di allegati, numero di marche da bollo ecc…. non vorrei trovarmi in errore seguendo le linee di un modello e poi risultare mancante di tutta la documentazione necessaria, sapreste indirizzarmi a riguardo? ringrazio anticipatamente

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Buongiorno, commento in base ai dati forniti. La trasmissione attraverso la rete pubblica, wi-fi o in una qualsiasi forma di trasferimento di dati è soggetta alla norma sulla protezione dei dati personali che a sua volta richiede di applicare delle cifrature di codifica per proteggere la trasmissione stessa. Qui il garante non definisce chiaramente quali siano questi sistemi di protezione, qualsiasi informatico potrebbe proporre una tipologia di sicurezza tipo SSL o per sistemi wireless WAPA2-PSK ecc…Nell’esprimere la mia personale esperienza l’autorizzazione o meno di tali richieste dipende dall’ispettorato del lavoro provinciale in quanto di provincia in provincia vi sono “abissi” tra un’autorizzazione e l’altra. Ad esempio in alcune province è vietato persino l’uso del monitor remoto nel box informazioni anche se collegato con un semplice cavetto al videoregistratore e chiuso da qualsiasi possibilità di immissione in una rete LAN locale: è stato considerato “controllo a distanza dei lavoratori”. Purtroppo la norma non è declinata nei casi specifici e molto spesso non è esaustiva, lasciando quindi ampi spazi di interpretazione. L’unica cosa che consiglio è quella di fare domanda anche telefonica all’ispettorato provinciale di appartenenza e farsi rilasciare direttamente da loro le documentazioni necessarie in modo tale da non incorrere in lunghe e frustranti attese con esiti talvolta respinti.

      • Paolo ha detto:

        Non è ammesso trasmettere (trattare) immagini attraverso la rete web nonché salvare immagini su supporto informatico trasportabile (CD, DVD, chiavette, etc), pena la non ammissibilità della richiesta del nullaosta.
        Ciao.

  2. Domenico ha detto:

    Salve,

    sono titolare di una negozio di abbigliamento ma non ho dipendenti. Vorrei installare un impianto di videosorveglianza per controllare il taccheggio. Sono obbligato a presentare richiesta di autorizzazione pur non avendo dipendenti?

    Grazie.

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Buongiorno, nel suo caso, in quanto esercizio commerciale aperto al pubblico valgono le medesime restrizioni richieste nella norma, pertanto cartellonistica, autocancellazione delle immagini dopo le 24 ore portato a 48 per il giorno di chiusura, gestione password come da norma nel trattamento nei dati personali. Non vi è obbligo di richiesta alla DPL provinciale ma consiglio sempre di chiedere un consulto agli uffici comunali per informarsi su eventuali adempimenti o restrizioni locali.

      • Paola ha detto:

        Buona sera.
        Sono la datrice di lavoro di un negozio d’alimentari. Nel 2009 a seguito di una violenta rapina ci sono state donate 3 telecamere da una società che si occupa dell’installazione di apparati di sicurezza. All’epoca il negozio era totalmente a gestione familiare. Nel 2010 è subentrato mio fratello a mio padre ed abbiamo eseguito una ristrutturazione dei locali ed abbiamo potenziato il sitema di videosorveglianza. Nel 2012 abbiamo assunto dei dipendenti, sono stati informati delle telecamere, ci sono i cartelli che le segnalano, le immagini vengono cancellate ciclicamente e non sono presenti telecamere nelle aree dove non è previsto il passaggio dei clienti.
        Ho scoperto questa mattina che ci vorrebbe una autorizzazione da parte dell’ispettorato del lavoro, ma rischio comunque una multa salata anche se desidero regolarizzare la mia posizione. E’ vero? come posso fare?

        • Riccardo Quaggia ha detto:

          Buongiorno,
          se per regolarizzare la posizione intende rispettare la norma sulla privacy allora si.
          Partendo dal concetto dei cartelli informativi (di cui l’art.13 del codice privacy) questi devono essere installati prima del raggio d’azione delle telecamere e devono essere correttamente compilati in ogni sua forma specificando il titolare del trattamento dei dati e il fine (registrazione effettuata da “ditta…” per fini di “tutela del patrimonio aziendale”… quelli precompilati o con la scritta “per ragioni di sicurezza” sono sanzionabili perché non presenti nelle motivazioni dell’art.4 legge 300). Appurata la giusta informativa che se mancante si rischiano sanzioni da 6.000€ a 30.000€ (art.161 del codice) si devono smontare le telecamere immediatamente. Ricordo che fino a qualche anno fa le DTL chiudevano un occhio, lasciando mettere dei sacchetti neri attorno alla telecamera fino all’autorizzazione, ora richiedono lo smontaggio (poi varia da provincia a provincia a seconda di come gli ispettori vogliono procedere). Dopo che è stata smontata la telecamera o telecamere e spento il sistema di registrazione si procede all’istanza di autorizzazione tramite l’apposito modulo scaricabile dal nostro sito “ISTANZA DI AUTORIZZAZIONE“.
          Ricordo che la durata delle registrazioni è di 24h, un sistema che cancella in ciclico, cioè fino a quanto tiene il disco, non è contemplato, a meno che non venga fatta richiesta alle stesse DTL di tenere più giorni e comunque non oltre i 7 giorni per la quale serve una visita preliminare del garante, la violazione della disciplina sui tempi di conservazione delle immagini è sanzionabile da 30.000€ a 180.000€ (art. 162 comma 2ter del codice).
          Aggiungo ancora una volta che l’informativa rilasciata ai dipendenti non è un sostitutivo della procedura di cui l’art.4 dello statuto dei lavoratori, SE NON RAGGIUNTO L’ACCORDO SINDACALE RSA, RSU SI DEVE PROCEDERE AD UNA APPOSITA RICHIESTA AL DIPARTIMENTO TERRITORIALE DEL LAVORO (vedi doc. web. N. 2578071 scaricabile dal sito del http://www.garanteprivacy.it).

      • franco ha detto:

        Salve
        Sono approdato al Vs. interessantissimo sito alla ricerca di una risposta ad una curiosità , Vi prego di perdonarmi se il mio scritto risulterà fuori luogo, ma Vi ringrazio ugualmente per tutto ciò che riterrete di farmi pervenire in risposta.

        Vi riassumo il fatto; Alcuni giorni fa una mia amica in un punto vendita di una conosciuta catena di supermercati, nell’arco di cinque, letteralmente cinque minuti, subisce un danno alla carrozzeria dell’auto, per fortuna niente di grave, le auto si possono riparare.

        Interpellato immediatamente il direttore del punto vendita, in merito alla possibilità di visionare i filmati delle telecamere di videosorveglianza, in maniera non proprio cordiale, spiega la procedura necessaria per un’eventuale richiesta d’intervento da parte dell’autorità giudiziaria, aggiungendo che nemmeno se avesse voluto avrebbe potuto aiutare la mia amica perché anche al direttore è preclusa materialmente la possibilità di rivedere la registrazioni dei filmati.

        Considerata l’entità del danno e la tempistica che l’iter avrebbe richiesto la mia amica ha deciso di desistere da tale intento.

        Ora delusi ci chiediamo; ma il direttore può rivedere le registrazioni delle sue telecamere di videosorveglianza si o no ?

        Un saluto e grazie
        Franco

        • Riccardo Quaggia ha detto:

          Buongiorno Franco,
          le immagini registrate possono essere visionate solo dall’incaricato del trattamento dei dati e a seguito di regolare formalizzazione da parte delle forze dell’ordine. Sono ben conscio che i tempi sono stretti, ora che viene fatta la denuncia e che si il personale abilitato estrapoli le immagini spesso si arriva al punto che le immagini non ci sono più. Purtroppo è un problema di tutti legato ovviamente a quanto richiesto dalla norma, ma se si vuole rispettare le regole è così.

  3. adriano nubile ha detto:

    Salve, sono addetto alla sicurezza di un opificio industriale. In seguito ad un furto subito voglio installare un impianto di videosorveglianza ma solo per la visione e la registrazione di quello che avviene all’esterno dello stabilimento e non nei reparti dilavoro. Quali sono, se necessitano, le autorizzazioni da richiedere e a chi. Mi hanno detto che basta una semplice comunicazione. Da fare a chi e in che termini. Grazie.

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Per quanto riguarda la videosorveglianza esterna non servono autorizzazioni da inviare all’ufficio dell’ispettorato del lavoro in quanto si deduce che le lavorazioni pertinenti la Sua attività siano svolte esclusivamente all’interno. Il tutto rispettando i soliti requisiti: l’area da proteggere deve essere privata, l’inquadratura non deve eccedere i limiti di proprietà e non deve inquadrare accessi del personale per evitare di risalire a controllo del personale inerenti all’orario di lavoro. Comunque devono valere le medesime regole della cartellonistica installata prima del raggio d’azione della telecamera. A seguito bisogna verbalizzare la nomina del personale che si occuperà del trattamento dei dati personali formalizzando il tutto con una circolare controfirmata da tutti gli interessati (dipendenti, titolare dell’azienda, titolare del trattamento dei dati personali). Da ricordare le solite norme inerenti al trattamento dei dati (autocancellazione immagini, password, ecc…).

  4. Patrizio ha detto:

    Il titolare di un ristorante può installare una videosorveglianza che gli controlla il parcheggio privato dove i clienti lasciano il proprio mezzo in sosta ? Preciso che tra la sede del ristorante ed il parcheggio passa una strada comunale. E’ necessario presentare qualche istanza alle autorità competenti oppure è sufficiente installare dei cartelli con scritto area videosorvegliata. Grazie e buona giornata.

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      La videosorveglianza dei parcheggi è possibile se l’area di competenza è definita come area di proprietà con accesso da parte del pubblico esterno. Ribadisco l’obbligo della cartellonistica prima del raggio d’azione delle telecamere con dimensione adeguata ad una corretta informativa. L’inquadratura non deve eccedere la proprietà di competenza. Considerando la casistica e interpretando la norma si consiglia comunque un parere da parte di autorità comunale sia come opera di collaborazione sia come eventuali ristrettezze comunali. Rimane invariata l’obbligatorietà imposta per il trattamento dei dati (autocancellazione, nomina del trattamento dei dati di chi può accedere alle immagini, ecc).

  5. Agata ha detto:

    Salve,
    con la presente prima di tutto sto a ringraziarvi per la e-mail precedente che mi è stata molto di aiuto, ma mi rimane ancora qualche dubbio sulla procedura per l’ Istanza di Autorizzazione per l’installazione di impianti audiovisivi ai sensi dell’art. 4 della legge 20 maggio 1970 n. 300 (statuto dei lavoratori), infatti a riguardo volevo chiedere ma quali sono gli effettivi limiti di ripresa delle videocamere? oltre la durata della conservazione delle immagini registrate, il posizionamento dei cartelli di avviso e il rispetto dell’art. 4 dello Statuto dei lavoratori esistono altri “limiti” rispetto dell’angolo di ripresa?. Poi, considerando che nell’istanza va segnalato nel dettaglio tutto quello presente nella realtà, se nel mio caso si richiede l’istallazione di videocamere di tipologia diversa con raggio di azione di diversa lunghezza questo va segnalato e riportato nelle planimetrie in maniera dettagliata, giusto? nell’attesa delle prossime delucidazioni vi ringrazio.

  6. Agata ha detto:

    Salve,
    con la presente volevo inanzi tutto ringraziarvi per la precedente e-mail che mi è stata molto di aiuto, ma volevo porre se è possibile ancore degli ultimi accorgimenti che mi sfuggono, sempre riguardante l’ Istanza di Autorizzazione per l’installazione di impianti audiovisivi ai sensi dell’art. 4 della legge 20 maggio 1970 n. 300 (statuto dei lavoratori), e nello specifico mi interessava sapere quali sono gli effettivi limiti di ripresa, oltre la durata della conservazione delle immagini registrate, il posizionamento dei cartelli di avviso e il rispetto dell’art. 4 dello Statuto dei lavoratori esistono altri limiti rispetto all’angolo di ripresa?. Poi, che io sappia nell’istanza va segnalato tutto quello che è presente nella realtà quindi se c’è intenzione di istallare tipologie di telecamere diverse con caratteristiche diverse e raggi di azione di lunghezza diversa, ovviamente tutto questo va segnalato nei minimi dettagli giusto?
    vi ringrazio ancora una volta per l’attenzione prestata e aspetto vostre delucidazioni a riguardo.

  7. Agata ha detto:

    continua…. ma la posizione del DVR messo sottochiave può essere collocato nell’aria vendita, o deve essere disposto esclucsivamente in area riservata al rappresentate responsabile della visione delle immagini? …ancora grazie

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Per quanto concerne i limiti di ripresa bisogna inquadrare le proprie aree di proprietà utilizzando il “privacy mask” presenti sulle telecamere più recenti per mascherare le aree esterne pubbliche o di altra proprietà; per quanto concerne lo statuto dei lavoratori è descritto nel punto 4 della norma :”…non devono quindi essere effettuate riprese al fine di verificare l’osservanza dei doveri di diligenza stabiliti per il rispetto dell’orario di lavoro e la correttezza nell’esecuzione della prestazione lavorativa (ad es. orientando la telecamera sul badge)…”. Ovviamente il garante cita un esempio ma per un esame approfondito nel suo caso specifico Le consiglio di rivolgersi ad un installatore professionista che a seguito di sopralluogo può indicare quali siano le situazioni ristrette da tale norma. Per concludere alle sue domande sottolineo che nell’istanza da presentare deve essere specificata tutta l’apparecchiatura, marca e modello identificando se telecamere fisse, brandeggiate e con lo zoom (per zoom si intendono non le varifocale manuali ma quelle che possono eseguire uno zoom da remoto o dove l’ottica può essere modificata senza l’ausilio di tecnicismi particolari). Da ricordare che l’installazione del sistema deve essere eseguita a seguito di autorizzazione delle DPL. In ogni caso, come detto prima, Le consiglio di avvalersi di installatori professionali e non “improvvisati” per poter verificare in loco tutto l’insieme (posizione cartellonistica, dimensione dei cartelli, posizionature di telecamere, monitor e DVR ed ovviamente elargire regolare progetto con specificate le aperture angolari delle telecamere). Ultimo consiglio: a qualsiasi ditta installatrice/manutentrice o che comunque opera nei sistemi di videosorveglianza deve obbligatoriamente firmare l’atto di nomina ad incarico del trattamento dei dati personali, ai sensi dell’art 30 D.Lgs. 196/2003, nell’ambito dell’attività di videosorveglianza.

  8. RENATO ha detto:

    NELLA NOSTRA AZIENDA (UN CENTRO DI FORMAZIONE PROFESSIONALE) ABBIAMO INSTALLATO CIRCA 15 ANN FA UN IMPIANTO PER LA SORVEGLIANZA DELLA PORTA E DEI DUE CANCELLI DI ACCESSO. QUALI OBBLIGHI VIGONO PER QUESTE RIPRESE NON REGISTRATE?
    GRAZIE

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Le uniche regole da adempiere sono: posizionare opportuna cartellonistica leggibile prima del raggio d’azione della telecamera permettendo a coloro che entrano nell’area videosorvegliata di essere informati; se le porte controllate sono interne l’importante è che inquadri esclusivamente l’accesso senza influire su altre aree che possono interessare la cosiddetta “postazione di lavoro” (lettore di badge compreso). Da quanto ci scrive si deduce che non vi sia registrazione pertanto non valgono le regole dell’autocancellazione e password (deducendo vi sia uno o più monitor collegati in diretta o tramite un ciclico/quadrivisore). Da ricordare che la norma privacy per quanto concerne “controllo dei lavoratori a distanza” non fa differenza se le immagini vengono registrate oppure no, pertanto assicurarsi che non vengano interessate aree di lavoro. Per precauzione è possibile consultare il sito della sua DPL locale per valutare se richiedono comunque una autorizzazione scritta, solitamente richiedono la planimetria dello stabile e la posizionatura delle telecamere specificando l’apertura angolare delle stesse per assicurarsi che in caso di contenzioso vi sia un riscontro di quanto dichiarato a quanto effettivamente c’è nell’esistente. Non mi risulta sia obbligatorio se inquadra parti esterne non soggette ad aree di lavoro, ma come ben si sa non tutte le DPL interpretano la norma allo stesso modo.

  9. francesca di gregorio ha detto:

    salve,
    io ho lavorato fino a poco tempo fa in un bar dove il titolare ha installato telecamere sia esterne che interne che riprendevano il bancone e la cassa,cioe le mie zone lavorative, senza che mi chiedesse di firmare il consenso per l accordo d installazione di apparecchiature di sorveglianza. nel caso in cui lui avesse fatto la rihiesta presso l ispettorato del lavoro,e ottenuta l autorizzazione io sarei dovuta essere in ogni caso essere informata? o comunque avrebbe dovuto fammi firmare il consenso
    in attesa di risposte cordiali saluti

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Per @Francesca di gregorio: In queste situazioni dove si può risalire poi ad un contenzioso non posso esprimermi in dettaglio avendo poche informazioni, basta solo ribadire il fatto che la visione e anche successivamente la registrazione della postazione di lavoro ne è vietata in base alla legge 300 art 4 dello statuto dei lavoratori(controllo a distanza…), a meno che non intervengano DPL o RSA che autorizzino tale installazione. Per meglio esser certi della situazione consiglio di rivolgersi ad un avvocato specificando ed esaminando a fondo la situazione per essere certi che a livello burocratico la cassa o il bancone vengano identificati come postazione di lavoro “fissa” o di passaggio. In ogni caso il datore di lavoro avendo anche un solo dipendente è obbligato ad informarlo facendo sottoscrivere (come controprova a suo favore) un accordo interno o a richiesta delle DPL e solo a seguito di autorizzazione è possibile eseguire l’installazione e la messa in servizio. La norma sotto questo punto di vista è chiara: il personale ed il pubblico devono essere informati, con cartellonistica e con il consenso dei dipendenti con eventuale consulto da parte delle amministrazioni competenti.

  10. Claudia81 ha detto:

    Salve, ho un azienda agricola e vorrei installare delle telecamere di videosorveglianza sui miei terreni già recintati. Non ho dipendenti. Vorrei sapere se anche in questi casi devo apporre cartelli informativi e chiedere l’autorizzazione al Dpl.

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Le uniche regole da adempiere sono: posizionare opportuna cartellonistica leggibile prima del raggio d’azione della telecamera permettendo a coloro che entrano nell’area videosorvegliata di essere informati; se le porte controllate sono interne l’importante è che inquadri esclusivamente l’accesso senza influire su altre aree che possono interessare la cosiddetta “postazione di lavoro” (lettore di badge compreso). Da quanto ci scrive si deduce che non vi sia registrazione pertanto non valgono le regole dell’autocancellazione e password (deducendo vi sia uno o più monitor collegati in diretta o tramite un ciclico/quadrivisore). Da ricordare che la norma privacy per quanto concerne “controllo dei lavoratori a distanza” non fa differenza se le immagini vengono registrate oppure no, pertanto assicurarsi che non vengano interessate aree di lavoro. Per precauzione è possibile consultare il sito della sua DPL locale per valutare se richiedono comunque una autorizzazione scritta, solitamente richiedono la planimetria dello stabile e la posizionatura delle telecamere specificando l’apertura angolare delle stesse per assicurarsi che in caso di contenzioso vi sia un riscontro di quanto dichiarato a quanto effettivamente c’è nell’esistente. Non mi risulta sia obbligatorio se inquadra parti esterne non soggette ad aree di lavoro, ma come ben si sa non tutte le DPL interpretano la norma allo stesso modo.

  11. Biagio ha detto:

    Buon giorno, volevo delle informazioni sull’installazione di un nuovo impianto di videosorveglianza; La ditta installatrice dell’impianto E’ OBBLIGATA a firmare insieme al legale rappresentante (committente) la relazione tecnico-descrittiva e la planimetria? oppure la firma della ditta installatrice può anche non comparire? nella modulistica leggevo che va allegata sia la planimetria che la relazione tecnico-descrittiva in triplice copia, lo stesso vale per l’stanza di autorizzazione e per l’informativa sui dipendenti? Nella modulistica leggevo che ci vogliono 2 marche da bollo da 16€, di cui una viene apposta proprio sulla domanda e l’altra viene solo allegata? ed infine un’ultima cosa, tutti e tre i plichi (quindi un plico comprende: istanza di autorizz., planimetria, relazione tecnico-descrittiva con schede tecniche telecamere e informativa dipendenti) possono essere spediti per mezzo posta in un’unica busta al DPL? Spero di non essermi dilungato troppo e Vi ringrazio anticipatamente per una Vostra risposta. Grazie

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Per @Biagio: La ditta installatrice è obbligata a fornire tutte le documentazioni necessarie affinché l’impianto risulti a norma, pertanto dal dichiarazione di conformità della cavetteria stesa (l’impianto elettrico) che risponde alla 64/08, e la… corrispondente alla complessità dell’impianto di videosorveglianza. Di seguito devono essere allegate alla documentazione da presentare alla DPL una relazione che può essere preparata o dal committente o dalla ditta installatrice completando il documento nelle sue parti elencando marca e modello delle apparecchiature, tipo di telecamere (fisse, brandeggiate, con zoom..) piantina dell’immobile con posizione esatta delle apparecchiature (monitor, telecamere, videoregistratore ecc…) ed in sempre più casi specificando l’apertura angolare di ripresa delle telecamere. Ovviamente i dati tecnici devono essere forniti e compilati dalla ditta installatrice in quanto normalmente il committente non è in possesso dei requisiti essenziali per conoscere appieno i codici prodotto di quali apparecchiature siano state installate, consiglio di eseguire un controllo accurato con l’installatore per evitare dichiarazioni mendaci o parzialmente scorrette. In ogni caso il documento deve essere si firmato dalle controparti, pertanto sia dal legale rappresentante della ditta installatrice, sia dal legale rappresentante del committente. Per quanto riguarda la modulistica dell’istanza consiglio di contattare la DPL di provincia per farsi consigliare correttamente sulla quantità di copie e sulla modalità di consegna in quanto noi ci occupiamo della parte tecnica/normativa, per quanto concerne quella burocratica rimando a chi di competenza.

  12. MARINA ha detto:

    Buongiorno, abbiamo installato un impianto SOLO ALL’ ESTERNO della nostra azienda, riprendendo (e registrando) le immagini esclusivamente nel loggiato e nel parcheggio di proprietà e non l’ambiente di lavoro dei dipendenti. L’installazione è stata fatta perchè i nostri mezzi aziendali sono stati oggetto di atti vandalici e, avendo il sospetto che l’esecutore fosse una persona con la quale abbiamo in corso azioni legali, volevamo esclusivamente tutelarci in questo senso.
    – Era necessario comunque chiedere autorizzazione preventiva al DPL?
    – Se si cosa dobbiamo fare per metterci in regola nella maniera più indolore?
    – L’installatore che non ci ha rilasciato alcun documento se non la fattura è obbligato a fornirci documentazione che l’impianto sia a norma?
    Grazie pe la risposta

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      In questi casi se effettivamente l’inquadratura non inquadra accessi di pertinenza del personale che possano ricadere nel controllo a distanza dei lavoratori e se non vi sono porzioni di immagini verso l’esterno della proprietà, non serve fare segnalazioni a nessuna DPL di competenza in quanto non interessati, ma bisogna prevedere ad attuare le misure minime informative quali cartellonistica ben visibile prima del raggio d’azione delle telecamere in corrispondenza degli accessi. In ogni caso, come consiglio sempre, sarebbe opportuno informarsi presso il comune di appartenenza per sapere se vi sono delle restrizioni specifiche o se vengono richieste autorizzazioni particolari.

  13. Fabiana ha detto:

    L’ azienda dove lavoro ha messo delle telecamere, a me hnano dato un foglio da firmare per la privacy e mi hanno detto che non posso rifiutarmi di firmare, in tal caso avrebbero dovuto spostarmi in una filiale senza le telecamere. E’ corretto questo atteggiamento? E’ a norma di legge?

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Buongiorno, la sua domanda è molto specifica e richiede l’ausilio di personale di competenza. Noi siamo installatori e nel suo caso non posso far altro che consigliarla di rivolgersi alle DPL competenti di provincia che esamineranno a fondo la tematica valutando se le procedure intraprese dal suo titolare siano o meno corrette.

  14. Andrey ha detto:

    Buonasera, volevo chiedere se è necessariamente obbligatorio far installare un impianto di videosorveglianza da un tecnico specializzato (elettricista), anche trattandosi di videocamere IP WIFI, che si possono comperare in internet senza problemi, alle quali basta solo dare alimentazione tramite trasformatore in dotazione, ovvero non dovendo stendere alcun tipo di cavo, ma semplicemente configurarle per connettersi alla rete aziendale, ed eventualmente se la relazione tecnica dell’installazione da allegare alla domanda preventiva, visto il tipo di telecamere, può essere fatta personalmente.
    Ringraziando saluto cordialmente.

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Per #Andrey, come già accennato nei post precedenti il DM 37/08 definisce i requisiti tecnico professionali che le aziende devono possedere per poter operare in campo della sicurezza. Le lettere di abilitazione che vengono rilasciate dalla Camera di Commercio in seguito ad una verifica dei requisiti aziendali permettono alle aziende installatrici di rilasciare opportuni certificati che assicurano in qualche modo una installazione alla regola dell’arte ed una presa in carico di responsabilità. Rispondendo alla sua domanda ognuno può comprare in Internet ormai qualunque cosa, ed ognuno è libero di destinare ed installare il materiale come meglio preferisce. E’ comunque sempre il committente il responsabile di quanto installato: se l’installazione non è fatta da azienda abilitata e non è stata rilasciata dichiarazione di conformità, l’impianto non è a norma e può essere sanzionabile; in caso di responsabilità il committente si prende in carico tutto l’onere. La normativa sulla Privacy non dice che l’impianto deve essere a norma e che la domanda deve essere fatta da personale particolare, ma semplicemente detta delle regole per tutelare la privacy dei lavoratori. Quindi nel momento in cui si hanno tutti i dati per poter effettuare la domanda all’ispettorato del lavoro di competenza, niente le vieta di poterlo fare. Ricordiamo inoltre che il progetto deve essere poi firmato da professionista iscritto all’albo o (Art. 7 comma 2) dal responsabile tecnico dell’impresa installatrice.

  15. eleonora ha detto:

    Buongiorno,

    avrei una domanda : per visualizzare i video della sorveglianza in un piccolo supermercato bisogna chiedere il permesso ai lavoratori?

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Per #Eleonora: si anche se è un piccolo supermercato. Ogni volta che entrano in gioco dei dipendenti è obbligatorio prima di avviare il sistema di sorveglianza richiedere l’autorizzazione al dipartimento provinciale del lavoro con consenso del collegio dei sindacati qualora sia presente o con il consenso dei dipendenti insieme a tutte le informazioni sull’impianto di videosorveglianza in essere.

  16. Luigi Letirno ha detto:

    Salve, in qualità di titolare di azienda informatica chiedo se la mia azienda debba avere qualche tipo di abilitazione per poter installare impianti di videosorveglianza ai miei clienti, oppure se posso procedere all’installazione presso terzi senza incorrere in qualche tipo di sanzione.
    Eventualmente serva qualche tipo di abilitazione quali sono i passaggi da eseguire per ottenerla?
    Grazie in anticipo!

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Buongiorno, gli obblighi che il DM 37/08 impone sono quelli di affidare le lavorazioni ad imprese abilitate; la violazione di questa regola è sanzionata e preclude da risarcimenti assicurativi e da collegamenti con le Forze dell’Ordine. Per quanto riguarda gli impianti elettronici (antintrusione, videosorveglianza e controllo accessi) bisogna avere l’abilitazione corrispondente alla lettera B, mentre per gli impianti antincendio la lettera corrispondente è la G. Tutti gli installatori abilitati solo per la lettera A (impianti elettrici) non sono autorizzati a realizzare impianti antintrusione, videosorveglianza, controllo accessi o antincendio né a rilasciarne adeguata dichiarazione di conformità. Ricordiamo che prima di sottoscrivere qualunque accordo quindi il cliente deve verificare che l’azienda installatrice possieda i requisiti corrispondenti alla lavorazione di riferimento. Le dichiarazioni di conformità rilasciate da aziende non abilitate non sono valide.

  17. Angelo ha detto:

    Buongiorno, ho il classico autolavaggio self service, senza dipendenti, ed ho subito diversi furti e danneggiamenti di attrezzature. L’autolavaggio è situato vicino ad un supermercato, con accessi comuni ma con aree completamente separate. Le telecamere devono riprendere e registrare solo la mia area di competenza. Non avendo dipendenti, non dovrei necessitare di una autorizzazione del DLP.
    Vorrei sapere se mi è possibile effettuare personalmente l’installazione attenendomi a tutti i principi di tutela della privacy indicati (conservazione immagimi max 24 ecc..) ed applicando i relativi cartelli di avviso di presenza di telecamere con la specifica indicazione che sono l’unico a poter accedere alle immagini di videosorveglianza registrate.
    Se questo fosse possibile si rende comunque necessario richiedere l’autorizzazione al garante della privacy?
    Grazie!

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Buongiorno Angelo, il mio parere riguardo ad installazioni autonome è sempre lo stesso: gli impianti installati devono essere dotati da dichiarazioni di conformità che solo le aziende in possesso dei requisiti possono rilasciare. Detto questo a mio avviso ho già risposto alla sua domanda.

  18. Stefano ha detto:

    Sono titolare di una tabaccheria e non ci sono dipendenti posso installare telecamere senza passare per garante ecc. ecc.

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Buongiorno #Stefano, come già accennato in un post precedente essendo la tabaccheria aperto al pubblico è sempre indispensabile rispettare la normativa a tutela della Privacy. Non vi è obbligo di richiesta al garante ma una telefonata di controllo al Dipartimento Provinciale del Lavoro locale non fa mai male.

  19. pantalena francesco ha detto:

    Salve,vorrei delle imfomazzioni sulla privacy delle videocamere per privati , sono stati istallati delle video camere del mio vicino di casa circa 2 anni fa,una direttamente nella mia proprieta, e una nella strada privata dove io sono conproprietario,mi tocca a vivere come un sovegliato a vista, anche io voglio la mia liberta. Mi sono rivolto autorita,e scrivendo tramite avvocato fino ad oggi 30-06-2014 tutto negativo. Per favore mi potete aiutare, a chi mi devo rivogere voglio soltanto la mia liberta da onesto cittadino.

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Buongiorno, rimango assai perplesso da quanto segnalato. La legge sulla privacy parla chiaro, individua i punti salienti da rispettare nel rispetto della vita privata e mi sorprende ancor di più sapere che a seguito di intervento da parte di un avvocato non si sia risolto il problema. Interpretando quanto mi segnalate deduco che una telecamera inquadra direttamente la sua proprietà, cosa assolutamente vietata in quanto come già segnalato in altri post la telecamera deve inquadrare solo la propria area di pertinenza ed eventualmente mascherare le porzioni che invadono con visuale verso soggetti e proprietà altrui (sempre se non sono in corso attività a carattere di indagine investigativa autorizzata dalle autorità competenti), e la seconda telecamera in un passaggio promiscuo, qui bisognerebbe avere molte più informazioni per capire la distinzione fra servitù comune e zone di passaggio. A mio parere con i dati in possesso serve il consenso di entrambe le parti ed ovviamente la segnaletica informativa. L’unico consiglio che posso darle è quello di cambiare avvocato.

  20. Truglio Gian Piero ha detto:

    Salve, ho una gioielleria e non ho dipendenti vorrei installare la videosorveglianza solo per una sicurezza sia mia che dei clienti
    Vorrei sapere come comportarmi.
    Saluti Gian Piero

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Buongiorno #Sig. Truglio, essendo la gioielleria aperta al pubblico, è sempre indispensabile rispettare la normativa a tutela della Privacy con, per esempio, esposizione di cartellonistica (prima del loro ingresso al negozio) che avvisi i clienti che la zona è soggetta a videosorveglianza. Non vi è obbligo di richiesta al garante in quanto non ci sono dipendenti ma una telefonata di controllo al Dipartimento Provinciale del Lavoro locale la consiglio sempre.

  21. FRANCO ha detto:

    Buonasera, sono un pensionato ed ho nipotini. Vi comunico che sta girando in internet una petizione per chiedere l’installazione di videocamere negli asili nido e nelle pensioni per anziani. Trattandosi, da quel che ho capito, di una installazione permanente a scopo preventivo e di sicurezza, vorrei sapere, a parte la comprensibile apprensione dell’opinione pubblica per recenti incresciosi fatti di cronaca, come ,nel caso, debbano venir rispettate le garanzie di privatezza nonché quelle di tutela dei lavoratori addetti e chi, in questo caso, dovrebbe identificarsi come datore di lavoro e farsi carico delle spese di installazione e connesse.

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Buongiorno, non siamo al corrente di petizioni o segnalazioni di questo genere, ma nel caso specifico non posso esprimermi in modo sufficientemente esaustivo in quanto vi sono varie forme giuridiche che entrano in campo nella precisa fattispecie come ospedali, case di riposo, scuole ecc. La norma, in ogni caso tende a garantire la riservatezza e la tutela di ogni singolo individuo pertanto, a meno che non vi sia il garante stesso a definire l’eccezionalità, vanno rispettati in ogni caso tutti gli accorgimenti necessari a non violare tale norma. Sta di fatto che in questo caso, l’identificazione del “datore di lavoro” può essere nominato dal C.D.A. (consiglio di amministrazione dell’asilo) il quale provvederà a garantire l’accesso con le dovute disposizioni. Sarà possibile per esempio visionare le immagini solo dalle autorità competenti e dietro specifica richiesta.

  22. Stefano Torricelli ha detto:

    Sono autista di autocarro in una azienda di trasporto ove trascorro molto tempo per motivi di ubicazione di casa mia, lontana. . .e quindi torno a casa solo a fine settimana, per cui la sera e la notte da lunedì a venerdì sono in azienda e utilizzo le sue strutture per lavarmi e quindi il bagno, che cerco di tenere il più pulito possibile, cosa di cui godono anche gli altri. Alcuni però. . .si comportano male e la cosa mi esagera. Volevo chiedere di installare una telecamera collegata al wi-fi aziendale ma, vista la legge. . .non mi sembra di avere speranza. Così mi tocca continuare a subire impotente la schifosità altrui. Che merdaviglia italiota. . .e poco italica, direi.

  23. SIMONE BERTONE ha detto:

    Salve, sono il titolare di una piccola azienda ed ho fatto installare nel mese di giugno 2014, un’ impianto di video sorveglianza, con telecamere esterne e due interne (area scarico/carico merci) allo stabilimento. Mi chiedo, visto è considerato che non era al corrente della richiesta preventiva all’ente, come faccio considerando che l’impianto è già installato, con tanto di fattura?
    Grazie

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Per Sig. #Bertone: uno dei punti in cui stiamo cercando di soffermarci è proprio quello di far capire perchè è così importante affidarsi a dei professionisti. Di sicuro non avrebbero sorvolato su un argomento così importante. In linea di massima le consiglio fortemente di richiedere l’autorizzazione, anche perchè i suoi dipendenti potrebbero usare questa mancanza come uno strumento a suo sfavore. Anche se sono già installate, l’importante è spegnerle fino ad avvenuta autorizzazione. Nel seguire la pratica si ricordi che è importante affidarsi alle regole dettate dalla normativa (angolazione telecamere, procedure di videoregistrazione, ecc.). Un ispettore pignolo qualora uscisse per un sopralluogo potrebbe volere non solo le telecamere spente ma anche coperte. Di seguito un link ad un articolo che abbiamo da poco pubblicato sul tema: http://www.sei-sicurezza.it/posts/telecamere-spente-e-reato

  24. Livio ha detto:

    Salve, nel mio calcio scommesse sono installate alcune telecamere da 7 anni che inquadrano e registrano due ambienti.
    Il dvr e monitor sono posizionati all’interno di un gabbiotto blindato dove non ha accesso nessuno se non me e la mia dipendente.
    Ho esposto regolarmente il cartello che indica la presenza di un area video sorvegliata.
    Di cosa altro ho bisogno per mettermi a norma? Ho molta confusione sulla modulistica da possedere.
    Grazie anticipatamente

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Buonasera Livio, è molto semplice: nel momento in cui le telecamere videoriprendono un potenziale luogo di lavoro (quindi qualsiasi ambiente sorvegliato da un titolare che possiede almeno un dipendente) è obbligatorio fare apposita richiesta al dipartimento provinciale del lavoro. In poche parole perchè venga rispettato lo statuto dei lavoratori viene richiesto che ogni azienda segnali alle DPL locali che l’impianto di videosorveglianza è stato installato con lo scopo di proteggersi da atti criminosi e non per il controllo a distanza dei lavoratori.

  25. rosy ha detto:

    Proprietaria unica di un piccolo terreno recintato con vicino altre case vorrei mettere un cartello di video sorveglianza ma senza telecamera come deterrente x non far più uccidere i miei gatti con bocconi avvelenati.E’possibile o devo chiedere autorizzazioni? Hrazie

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      #Rosy, la mia è una interpretazione data dal buon senso: se non ci sono telecamere lei non va a ledere la Privacy altrui, ma è possibile che il suo vicinato le possa fare delle domande a spiegazione del cartello esposto.

  26. giuseppe ha detto:

    il mio vicino confinante con il mio giardino ha installato delle telecamere intorno alla sua proprietà; come posso sapere se viene visualizzata anche la mia proprietà e il passaggio comune di altri condomini ?.
    Grazie per la risposta.
    p.s. In modo poco visibile è stato affisso il cartello della video-sorveglianza.

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      #Giuseppe: le telecamere installate in abitazioni private dovrebbero avere un’angolazione tale da non riprendere abitazioni altrui o parti comuni se non ne è stato richiesto il consenso. Ovviamente per avere conferma di ciò può provare dapprima parlando con il suo vicino, se questo non le da le informazioni richieste può fare domanda alle forze dell’ordine o alle autorità del caso per un controllo.

  27. Romano ha detto:

    Buonasera, sono il presidente di un circolo culturale in stabile di proprietà comunale. Nel circolo è annesso un bar pubblico dato da noi (ovvero dal circolo) in gestione a società terza. In questo bar i gestori, senza dipendenti, vorrebbero installare delle telecamere per controllo piccoli furti e per sicurezza. Riprende pertanto il solo locale interno. Qual è la normativa da seguire? Dato che lo stabile è comunale, serve autorizzazione del comune? Non essendoci dipendenti, è sufficiente la cartellonistica e nessuna dichiarazione al DPL? Nel caso specifico chi è il responsabile del trattamento dati, io come legale rappresentante del circolo , oppure il legale rappresentante della società che gestisce il bar? Ci sarà l’autocancellazione delle immagini dopo 24/48 ore per la chiusura. grazie

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      #Romano: se il bar è dato in gestione a terzi e questi installano un impianto TVCC saranno loro i responsabili dell’impianto di videosorveglianza. Non avendo dipendenti non serve fare richiesta di autorizzazione alle DPL locali ma bisogna sempre rispettare la normativa sulla Privacy vigente nei luoghi comuni che prevede un’adeguata informativa (cartelli ben visibili di presenza sistema di videosorveglianza), rispetto dei principi di liceità, necessità, proporzioanlità, finalità, infine l’indicazione dei soggetti incaricati al trattamento dei dati.

  28. Salvatore Matonti ha detto:

    Salve Sig. Quaggia , nel condominio in cui abito, dopo vari atti vandalici vorremmo installare delle telecamere per inquadrare i 3 ingressi (portoni) e l’ingresso del box , ci sono delle documentazioni da presentare da presentare nel nostro caso ?
    Premesso che i portici del palazzo sono aperti quindi può passare chiunque .
    La ringrazio anticipatamente per il tempo che dedica ai nostri dubbi.
    Saluti Matonti Salvatore.

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      #Sig. Matonti, per quanto riguarda l’installazione di impianti di videosorveglianza sui condomini, i principi base sono raccolti nel provvedimento del Garante del ‘8 gennaio 2010. I principi sono quelli più volte ripetuti in questa sezione (liceità, proporzionalità, necessità, con obbligo di informativa ai terzi tramite appositi cartelli. Ancora una volta consiglio di rivolgersi al proprio amministratore condominiale che meglio saprà declinare la vostra specifica realtà nel rispetto della normativa.

  29. Mauro ha detto:

    Buon giorno, a seguito di vari furti ho deciso di installare autonomamente nella mia ttività (negozio) un sistema di sorveglianza senza registrazione ma solo con rilevamento movimenti da attivarsi nelle ore di chiusura del negozio. Il sistema è costituito dalle classiche telecamenre WIFI oggi presenti sul mercato che comunicano via MAIL la presenza di movimenti e permettono un accesso da remoto per la visualizzazione in diretta delle immagini. Non essendoci registrazioni ed essendo il sistema attivo solo negli orari di chiusura dell’attività oltre ai consueti cartelli informativi e ad informare per iscritto i dipendenti devo fare altro? Grazie mille

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Buongiorno #Mauro, a prescindere dalla modalità con cui si tiene “sotto controllo il negozio” non adatta alla tipologia di protezione prendo in esame la Sua richiesta: Qualsiasi telecamera vera o finta che sia non fa grossa differenza per il garante, sebbene non vi sia registrazione non esula dall’espletare quelle autorizzazioni richieste nei casi in cui una telecamera sia presente in un luogo di lavoro con presenza di dipendenti, l’unica differenza se possiamo citarla è che non va ad intaccare alcuni articoli sulla tutela dei dati personali perché non vi è raccolta su nessun supporto digitale o similare. Non ha alcuna importanza che la telecamera sia attiva o meno alla sera perché semmai dovrà essere il garante stesso che pone le limitazioni sull’utilizzo e non da una semplice autodichiarazione verbale. Oltretutto sottolineo che l’abilitazione del sistema “motion detector” o “activity detector” o definizioni similari che inducono alla verifica dei fotogrammi successivi, può essere interpretato da molte DPL come “analisi video” quindi eccedente ai fini della videosorveglianza proprio per la natura stessa, un sistema di controllo finalizzato alla rilevazione di intrusione viene gestito da un vero sistema di sicurezza, l’analisi video (parola che racchiude molte sfaccettature e personalmente a livello tecnico non ha niente a che fare con il motion detector) è un qualcosa di superiore e da chiarire prima dell’installazione. Cosa ancor più gravosa e difficilmente permessa è quella della trasmissione e controllo da remoto delle immagini. Ovvio, tutto ciò viene inteso se vi è personale dipendente ove non vi sia un accordo RSU (Rappresentanza Sindacale Unitaria) che non ha niente a che fare con un semplice foglio controfirmato dove tutti sono stati messi al corrente della presenza delle telecamere. Tutto ciò per far comprendere che se non autorizzati non si riesce a fornire una tutela legale per un dipendente che ovviamente potrebbe porsi la domanda :”..e se invece di registrare in loco il mio datore di lavoro potrebbe aver connesso il sistema in internet ed aver impostato la registrazione da qualche altra parte, oppure tramite il suo smartphone potrebbe collegarsi quando vuole e registrare direttamente sul suo telefono…”

      • Luca ha detto:

        Buonasera. Ho letto tutti commenti ma mi sono rimasti alcuni dubbi quindi le chiedevo:
        Ho una vineria composta da due locali. Nel primo c’è la saletta con bancone, nell’altro una piccola cucina. Vorrei far installare un telecamera IP con memorizzazione su SD card nella saletta. Ovviamente verrebbe ripreso anche il bancone e quindi il dipendente al lavoro. Premetto che voglio fare tutto a “regola d’arte” anche per quanto riguarda le necessarie autorizzazioni. Quindi mi domando:
        1. Essendo una piccola saletta, posso installarla la telecamera, visto che inevitabilmente riprenderà anche il bancone/lavoratore?
        2. Il fatto che potrò vedere le immagini anche da remoto è possibile o vietato?
        3. Sul modulo di richiesta un requisito è che l’apparecchiatura di registrazione sia “sotto chiave”. Quindi sarei anche qui non conforme?

        Grazie anticipatamente e Buone Feste!!!!

        • Riccardo Quaggia ha detto:

          Per eseguire il tutto secondo norma ovviamente non è possibile farlo con sistemi di registrazione a bordo camera, in quanto essendo dati sensibili e/o personali seguono quelle che sono le norme sul trattamento dei dati nonché del provvedimento 08.04.2010; l’area di ripresa della telecamera se ricopre un’area di lavoro che sia di passaggio o stazionario è sempre la DTL stessa che autorizza o meno la possibilità installativa, così pure anche il collegamento da remoto tramite smartphone o software vari di visione. Partiamo sempre dal presupposto che abbiamo a che fare con lo statuto dei lavoratori (legge 300/1970 art.4) il quale stabilisce lui stesso le possibili motivazioni per la quale sia possibile installare un sistema di videosorveglianza, tra le motivazioni troviamo: esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro e per la tutela del patrimonio aziendale. In base alla sua attività deve motivare il perché dell’installazione del sistema di videosorveglianza.
          Se la DTL autorizza il tutto allora può provvedere ad eseguire l’installazione, ma a mio parere non utilizzi telecamere con registrazione a bordo camera, so che in internet se ne vendono anche a pochi euro, ma registrare e conservare i dati in un apparato che può essere facilmente manomesso o rimosso risulta rischioso, oltre che vietato visto che non vengono mantenuti i requisiti minimi di sicurezza dei dati.

  30. EMIDIO MARMORA ha detto:

    BUONA SERA
    volevo ringraziarvi per le importanti informazioni fin qui espresse, Inoltre volevo una nuova domanda da porre:
    SONO TITOLARE DI UNA DITTA INDIVIDUALE A ME INTESTATA, HO UN NEGOZIO DI ABBIGLIAMENTO “NESSUN DIPENDENTE” E SONO MUNITO DI SISTEMA DI SORVEGLIANZA ESTERNA ED INTERNA CON CARTELLI BEN EVIDENTI;
    DA 2 MESI HO INSERITO MIO FRATELLO ALL’INTERNO DELLA DITTA SOTTO FORMA DI IMPRESA FAMILIARE.
    COSA CAMBIA LA GESTIONE DELLE TELECAMERE PER MIO FRATELLO(IMPRESA FAMILIARE 50%+1-49%) RISPETTO AD UN DIPENDENTE ??????
    DEVO COMUNQUE FAR COMPILARE A MIO FRATELLO UN AUTOCERTIFICAZIONE IN CUI MI AUTORIZZA A REGISTRARE PER UN MASSIMO DI 48H?

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Buongiorno Sig. Marmora, sono contento che le informazioni qui contenute siano state di aiuto per la sua attività. Nel suo caso non avendo dipendenti lei non ricade negli obblighi dettati dalla legge 300/70 sui lavoratori ma avendo comunque a che fare con un sistema di videosorveglianza interno ed esterno che registra in modo continuativo delle immagini, la problematica passa dal lato “statuto dei lavoratori” alla “privacy” con l’ex D.Lgs. 196/2003 e successivi regolamenti. Il mio consiglio è quindi di predisporre un’autocertificazione da far firmare ad entrambi: 1. perchè comunque dovrete incaricare uno di voi due come responsabile del trattamento dati; 2. perchè in ogni caso vi tutelate per il futuro qualsiasi cosa succeda.

    • Italo Romano ha detto:

      Salve,

      Se volessi installare una telecamere con memoria SD la cui registrazione video avviene su cloud, rispetta i requisiti minimi per avere il nullaosta del DTL?

      • Riccardo ha detto:

        Per ottenere le autorizzazioni da parte delle DTL bisogna seguire tutta una serie di procedure da rispettare in materia di tutela dei lavoratori ex art. 4 L. 300/70 e di privacy ex D.Lgs 196/03 e Provvedimento del Garante del 8 aprile 2010. Il “come” vengano archiviate le registrazioni è solo una delle tante voci da compilare e rispettare.
        Ecco il link dove poter scaricare il modulo: CLICCA QUI

  31. Orazio ha detto:

    salve. volevo dei chiarimenti su un sistema di videosorveglianza da me installato che riprende l’ingresso della mia abitazione ma anche gran parte del marciapiede e strada adiacente di proprietà comunale. per effettuare queste riprese devo preparare qualche documentazione? grazie in anticipo per una vostra risposta.

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Buongiorno Orazio,
      il mio è un consiglio da installatore professionista dettato dal buon senso e dall’esperienza. Le telecamere che riprendono delle zone di passaggio dovrebbero essere rese evidenti tramite opportuna cartellonistica visibile anche di notte, inoltre la visuale NON dovrebbe riprendere le parti di passaggio comuni (per esempio la strada adiacente) ma solo l’ingresso alla sua abitazione.

  32. Guido ha detto:

    Buongiorno,

    Ho letto la Sua risposta ad una domanda se si può affiggere un cartello “area videosorvegliata” per un giardino privato senza installare telecamere, il che secondo lei è permesso perché senza telecamere non si lede la privacy altrui. Ma questo non è in contrasto con quel che ho letto qua? http://www.federprivacy.it/index.php?option=com_content&view=article&id=10:telecamera-finta-a-scopo-deterrente-no-grazie-&catid=4:il-punto-di-vista&Itemid=9

    O è diverso per luoghi (privati e non) accessibili al pubblico? O si può mettere un cartello senza telecamere, ma non con telecamere finte?

    Vorrei mettere anche io un cartello di videosorveglianza sul cancello di mio giardino privato, come deterrente, ma vorrei essere sicuro di non fare qualcosa di illecito.

    La ringrazio.

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Buongiorno Guido,
      ne approfitto del suo commento per ricordare a chi legge questo blog che non sono un avvocato ma un installatore professionista che partecipa ai dibattiti normativi e collabora per la stesura di normative inerenti alla Videosorveglianza. Se lei desidera una attenta analisi della sua problematica e non incorrere in alcun rischio normativo le consiglio di rivolgersi ad un legale in quanto saprà essere molto più esaustivo di me. Detto questo anche nel mio commento precedente che lei menziona ho anticipato il tutto dicendo che il mio è un consiglio dettato dal buon senso ma ho anche aggiunto che i vicini se lo vogliono avrebbero il diritto di chiedere delle spiegazioni più dettagliate. Inoltre nel commento la Signora voleva installare solo CARTELLI informativi senza TELECAMERE, mentre nell’articolo che lei menziona si parla di TELECAMERE FINTE senza cartello, che è ben diverso. Saluti.

  33. ROBERTO ha detto:

    BUONA SERA
    sono il titolare di un laboratorio odontotecnico vorrei istallare due telecamere di videosorveglianza una interna e una esterna. visto che non ho dipendenti e non ho nessun rapporto con il pubblico vorrei sapere se, nel mio caso,è obbligatorio fare apposita richiesta al dipartimento provinciale del lavoro?
    rimango in attesa di Vostra risposte.
    Distinti Saluti
    ROBERTO

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Buongiorno Sig. Roberto,
      come ho più volte accennato l’obbligo di comunicazione al dipartimento provinciale del lavoro si verifica quando c’è almeno un lavoratore dipendente. Nel suo caso l’impianto di videosorveglianza non ricade nella fattispecie dettata dalla legge 300/70 bensì in quella relativa alla Privacy. Cordiali saluti.

  34. nicola ha detto:

    BUONGIORNO.
    VOLEVO SE POSSIBILE UN’INFORMAZIONE:
    HO INSTALLATO DELLE TELECAMERE FINTE IN NEGOZIO…..SONO ILLEGALI LO STESSO???COMPORTANO QUALCHE SANZIONE???GRAZIE MILLE.SALUTI

  35. Alex ha detto:

    Salve Riccardo, sono il figlio di uno dei soci di un centro sportivo, situato in un grande complesso privato composto da palestre e piscine (nostre), hotel, ristorante, campetti da calcio, intrattenimento per bambini con giochi e altre attività. Tutto quanto il complesso è privato ed è dello stesso proprietario, noi ed altri (ad esempio chi gestisce il ristorante) paghiamo l’affitto. Nel grande parcheggio si stanno verificando da molto tempo quotidianamente danni alle auto parcheggiate con rotture dei vetri per rubare il contenuto all’interno, arrecando gravi danni d’immagine alla struttura.
    Abbiamo cosi deciso di installare un impianto di videosorveglianza al parcheggio e all’ingresso sperando così di scongiurare atti vandalici e se ci fossero beccare i responsabili.

    Essendo un parcheggio di un complesso privato, tutto quanto dello stesso proprietario, occorre qualche autorizzazione particolare oppure bastano i cartelli che avvisano dell’area che è videosorvegliata?

    Occorre comunque contattare il comune ed informarsi meglio? Per quanto riguarda di un “fantomatico registro” che deve essere custodito ed indica chi è autorizzato a visionare l’impianto ecc ecc su internet non si trova nulla…

    grazie.

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Buongiorno Alex.
      A mio parere l’installazione di un impianto di videosorveglianza all’interno del parcheggio comune dove ci sono sia condomini che attività risponde alla finalità di garantire la sicurezza del personale e dei visitatori, nonché di assicurare la “tutela del patrimonio aziendale, nel rispetto delle vigenti norme dell’ordinamento civile e penale in materia di interferenze illecite nella vita privata, di tutela della dignità, dell’immagine, del domicilio e degli altri luoghi cui è riconosciuta analoga tutela e delle norme riguardanti la tutela dei lavoratori, con particolare riferimento alla legge n.300/1970 (Statuto dei lavoratori)”. E’ obbligato a rispettare l’Art. 13 del Codice in materia di protezione dei dati ex D.lgs. 30 giugno 2003 n° 196, ovvero dovrà predisporre della documentazione in cui chiarire in che modo verranno tratta i dati personali che verranno raccolti dal sistema di videosorveglianza. Dovrà essere nominato un responsabile del trattamento dei dati, il videoregistratore dovrà rimanere in un locale protetto e dovrà avere doppia password, e le immagini dovranno essere visualizzate solo in caso di necessità e su richiesta dalle forze dell’ordine. I tempi di conservazione dovranno essere quelli canonici (24H) a meno che non richiediate dei prolungamenti direttamente al Garante. Spero di averle un po’ chiarito le idee. Un saluto

  36. riccardo ha detto:

    Buonasera,
    Nel mio condominio stiamo per installare un impianto di videosorveglianza.due condomini hanno presentato un progetto senza avere irequisiti di cui al d.m. 37/08 e forniscono, al di fuori dell’assemblea, indicazioni e correzioni all’amministratore. É possibile che dei condomini possano conoscere il funzionamento dell’impianto una volta in esercizio? Non dovrebbe essere proibito, visto che la conoscenza dello stesso potrebbe non impedire la manomissione dell’impianto? Grazie e saluti

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Buongiorno, ad impianto installato se installato correttamente il videoregistratore dovrebbe essere custodito in apposita struttura chiusa a chiave e le immagini possono essere visionabili solo su specifica richiesta. A mio avviso il problema è a monte, dovrebbe interpellare il suo amministratore di condominio che dovrebbe ricevere solo progetti dotati di requisiti e fornire a lei tutte le delucidazioni che ha il diritto di avere.

  37. OlgaCavalus ha detto:

    Salve io ho una piccola cartolibreria e ho fatto installare un sistema di video sorveglianza a 4 telecamer con dvr non ho dipendenti c ‘è solo il mio fidanzato che mi dia una mano controllando il monitor della video sorveglianza ci vuole un autorizzazione per lui e per il sistema di video registrazione?
    Il sistema è quello economico

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Se non ha dipendenti non serve rivolgersi al DPL ed espletare le apposite pratiche, deve però rispettare l’art. 13 del codice in materia di protezione dei dati personali. Saluti

  38. Tommaso ha detto:

    Buongiorno,
    ho scoperto di recente il vostro sito web e volevo complimentarmi con Voi.
    Vi chiedo anch’io un’informazione: causa numerose, recenti effrazioni notturne, avrei bisogno di installare nel mio ristorante una telecamera (interna al locale o esterna al locale o entrambe) per riprendere la porta di ingresso soltanto in orario notturno, dalle 24 alle 5 di mattina.
    Conserverei le registrazioni soltanto 24 ore, sovrascrivendole regolarmente ogni notte. Non verrebbero ripresi così né clienti, né dipendenti, né suolo pubblico. Pensa che dovrei comunque chiedere un permesso? E nel caso, a chi dovrei rivolgermi?
    Grazie mille per l’attenzione.
    Tommaso

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Buongiorno Tommaso, ci fa piacere che trovi utile il nostro blog. Dunque a mio avviso ogniqualvolta ci sono delle telecamere in luoghi con dei dipendenti l’iter deve essere quello. Lei pensi che è obbligatorio vista anche l’ultima sentenza (PER ACCEDERE CLICCHI QUI) a seguire la richiesta di autorizzazione anche per le telecamere finte. Non importa se le sue telecamere registrano orari notturni o meno, se ha dei dipendenti dovrà richiedere l’autorizzazione. Anche per una sua tutela personale, se venissero a farle dei controlli comunque non sarebbe in regola, anche se dimostra che in quel momento le registrazioni sono solo notturne. Spero di esserle stato d’aiuto. Un saluto

  39. oikos ha detto:

    Salve, sto aprendo una comunità alloggio per 10 anziani, tra i servizi che volevo offrire c’è quello della video sorveglianza in rete, nei luoghi comuni (camera da pranzo – terrazza – sala ludica) con la possibilità di dare un accesso per ospite ai familiari, per tranquillizzarli ed avere i propri cari sempre visibili (solo aree comuni).
    E’ possibile fare questa cosa, ed in caso come?
    grazie
    attendo una risposta via e mail
    saluti

  40. marco ha detto:

    Buonasera e complimenti per la chiarezza delle risposte!
    Vorrei sapere se è possibile riprendere, in una palestra, oltre agli accessi esterni anche la sala pesi e la sala corsi,
    più che altro per monitoraggio notturno delle innumerevoli vetrate.

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Buongiorno Marco, la ringrazio per i complimenti, mi fa piacere che in qualche modo la mia esperienza possa esservi di aiuto. Vi ricordo però che se volete informazioni certe e assolute dovreste richiedere apposite consulenza specializzate in privacy e autorizzazioni oltre al fatto che si dovrebbe studiare di volta in volta il caso specifico nei dettagli. Per questo tipo di necessità potete scriverci in privato.
      Ad ogni modo tornando alla sua richiesta le confido che la domanda è molto interessante, in quanto mi ha fatto sorgere qualche dubbio che ho poi chiarito.
      Analizzando la richiesta si deduce che per fini di sicurezza si debbano videosorvegliare le zone interne menzionate, in questo caso essendoci probabilmente la presenza degli istruttori quindi di eventuali dipendenti si definisce l’area di lavoro qualsiasi punto della palestra in quanto l’istruttore non ha definizioni di postazioni fisse di lavoro quindi permane la solita procedura di informativa (cartellonistica prima del raggio d’azione delle telecamere) e la presentazione alla DPL locale della documentazione necessaria per farsi rilasciare le dovute autorizzazioni (mi raccomando, autorizzazioni che dovete possedere prima dell’installazione delle telecamere).
      Il dubbio che mi era sorto e poteva sorgere anche ad altri era se, un utente della palestra che ha pagato per accedere alla struttura quindi ha firmato dovute documentazioni (la classica carta dell’autorizzazione dei dati personali, dell’assicurazione della struttura, o di altre responsabilità da e verso chi cede il servizio) dovesse rientrare anche la notifica dell’area videosorvegliata e del trattamento dei dati registrati.
      La risposta è no. Sebbene sia una struttura aperta al pubblico, ma un’area diversa tipo un negozio dove uno entra ed esce senza firmare niente, vale in ogni caso solo l’informativa della cartellonistica, cioè, che l’utente sia un cliente o un semplice visitatore, l’informazione viene data dalla corretta posizionatura e grandezza della cartellonistica. Ovvio che se le immagini e i video (i dati) vengono utilizzati per altri scopi (diversi dalla sicurezza) tipo visione live da remoto, spot pubblicitari o altro, allora si incorrono in sanzioni molto pesanti.

  41. serena ha detto:

    salve,
    per l’installazione di telecamere all’interno di una gioielleria in cui non vi sono lavoratori dipendenti ma solo il titolare è necessario fare l’istanza di autorizzazione?

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Buongiorno Serena,
      Se non ha dipendenti non serve rivolgersi al DPL ed espletare le apposite pratiche con tanto di istanza di autorizzazione, deve però rispettare l’art. 13 del codice in materia di protezione dei dati personali.

  42. alessandro ha detto:

    Salve ho bisogno di sapere se per una scuola di ballo dove si ha che fare con tanti bambini e genitori si possono istallare telecamere all’esterno indirizzate sulle porte di ingresso e emergenza

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Buongiorno Sig. Alessandro,
      se le telecamere vengono utilizzate per motivi di sicurezza (e non per registrare il personale o il pubblico interno) lei può installare l’impianto di videosorveglianza a patto che si tenga a quanto espresso nell’articolo di questo blog. Ovvero: se ha dipendenti deve fare richiesta di autorizzazione all’ispettorato del lavoro, inoltre deve rispettare le prescrizioni in materia di protezione dei dati personali in ambito di privacy con l’esposizione di informative, conservazione delle immagini per un periodo limitato, ecc.

  43. roberto lonoce ha detto:

    ho una gioielleria … ho fatto richiesta x istallare delle telecamere di sorveglianza x le mie vetrine esterne ..e la domanda e stata approvata dalle forze dell’ordine e impianto è stato fatto a norma di legge da un tecnico con certificato… ma la via dove ho aperto la gioielleria …. e molto stretta quindi riprendo entrata di un ristorante , il gestore mi vuole far smontare la telecamera perche dice che i suoi clienti non vogliono messere ripresi…

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Buongiorno Sig. Lonoce, solitamente quando installiamo telecamere che riprendono anche altri accessi facciamo oscurare l’angolo o la porzione di spazio altrui. In questo modo lei ha le sue riprese senza creare disagio per i vicini. Saluti.

  44. AGNESE ha detto:

    buonasera, ho bisogno di una informazione, debbo installare un impianto di video sorveglianza in un centro di rivendita pneumatici, durante il giorno il sistema di videosorveglianza sarà spento. La sera dopo la chiusura e solo quando clienti e dipendenti saranno usciti dal punto vendita, verrà attivato il sistema per proteggere da furti il bene custodito all’interno del punto vendita. Spero in una sollecita risposta e grazie per l’attenzione. distinti saluti, Agnese Desideri

    • AGNESE ha detto:

      A completamento della domanda formulata sopra Le chiedo a quale regolamento dobbiamo attenerci visto che l’impianto non riprenderà ne i clienti ne i visitatori?
      Di nuovo grazie Agnese Desideri

      • Riccardo Quaggia ha detto:

        Buongiorno Sig.ra Agnese, ricordo sempre che io sono un professionista installatore, non un avvocato che si occupa di Privacy 24 ore su 24. Le mie informazioni sono quindi dettate dalla conoscenza buona della legislazione e soprattutto dal buon senso. Detto questo il mio consiglio è quello di contattare tramite email il DIPARTIMENTO TERRITORIALE DEL LAVORO della sua Provincia, chiedendo espressamente in tale circostanza se deve o meno seguire la procedura classica di Autorizzazione oppure se basta il consenso scritto di presa visione dei dipendenti. Se il DPL le risponde che non serve fare apposita autorizzazione, si può stampare la mail, farla firmare ai suoi dipendenti confermando appunto che le telecamere registreranno solo in fase notturna. Se invece il DPL le conferma la classica procedura si dovrà attenere. Oltre a questo dovrà comunque installare apposita informativa nel raggio di azione delle telecamere. Spero di esserle stata utile. Saluti.

  45. gi ha detto:

    Buon giorno,
    se le mie telecamere, sia di casa che della mia azienda, nell’inquadrare il perimetro della proprietà inquadrano anche la strada statale (completamente); è reato o posso comunque inquadrare il mio muro di perimetro e la corsia con le relative macchine di passaggio. Grazie

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Buonasera,
      come più volte ricordato in altri post è consigliabile che le telecamere inquadrino esclusivamente la propria proprietà, oscurando l’angolo di visuale altrui. Questo per evitare di ledere la privacy altrui. Situazioni analoghe avvengo spesso in contesti condominiali (leggi anche VIDEOSORVEGLIANZA E PARTI COMUNI).

      • FRANCESCA ha detto:

        Salve,
        io ho un grande problema,
        sono una cittadina privati e sono anni che la mia vicina mi punta le telecamere direttamente in casa, principalmente nella camera dove dormo e altre rivolte verso le finestre dei bagni e cucina.

        Ho anche fatto un esposto alla Polizia che non mi ha più contattata.

        Purtroppo non mi sono potuta muovere prima perchè ho avuto modo di sapere che queste persone sono ben ammanigliate con tutte le autorità (Carabinieri, Polizia, Polizia Municipale ecc) questo mi ha sempre impedito di espormi e ora che l’ho fatto, non ho avuto alcun riscontro.

        E’ assurdo che le autorità si vendino cosi. Sono disperata cosa posso fare?? AIUTATEMI!!!

        N.B. hanno anche inserito l’audio e la telecamera che guarda nella mia stanza si trova in un punto condominiale, quindi non potrebbe proprio esserci, perché anche il proprietario sopra di lei ha fatto un esposto per questo.

        Quando ci sono persone cosi ammanigliate con le forze dell’ordine a chi bisogna rivolgersi? Grazie.

        • Riccardo Quaggia ha detto:

          Buongiorno Sig.ra Francesca,
          quello che bisognerebbe fare in questi casi è rivolgersi al soggetto competente ovvero il Garante della Privacy. Nel caso in cui ci siano dei fattori contingenti o non riceva risposta si può ricorrere alla magistratura.
          Sperando di esserle stato di aiuto, le auguro di risolvere i suoi problemi.

          • FRANCESCA ha detto:

            Grazie per la risposta, sono andata sul sito del garante della privacy, ma non capisco dove poter esercitare il mio diritto.

  46. Gianfranco ha detto:

    Buongiorno,
    sono nel consiglio direttivo di un circolo nautico (porto comunale in gestione al circolo), a seguito di alcuni furti è nostra intenzione far installare da professionista installatore (sono in vaglio alcuni preventivi) una video sorveglianza che copra unicamente l’area portuale (accesso al porto e le banchine di ormeggio natanti.
    Abbiamo già comunicato al comune (proprietario della struttura) la nostra intenzione ed abbiamo ottenuto il via libera a far eseguire l’intervento. Le domande sono:
    – possiamo installare l’apparecchiatura di raccolta e conservazione dati/immagini all’interno della sede? se si, è necessario un locale particolare o è possibile installare la base in un armadio con chiusura per garantirne l’accesso ai soli autorizzati?
    – è possibile nominare uno o più soci del circolo come persona autorizzata ad accedere alla visione dei filmati?
    – in caso di episodio di furto/danneggiamento di un natante o attrezzature portuali è lecito richiedere l’intervento delle forze dell’ordine per visionare il filmato?

    grazie mille

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Buongiorno Sig. Gianfranco, ritengo che per la specificità delle sue domande dovrebbe rivolgersi ad un professionista in quanto i sistemi di videosorveglianza in base al particolare contesto in cui vengono installati (ci sono dipendenti che vengono videoripresi? dove sono installate le telecamere= ecc.) richiedono autorizzazioni per la Privacy, idem per la nomina all’incaricato del trattamento dati. In linea di massima ma previa verifica del contesto e del parere del professionista, il videoregistratore può essere installato all’interno ma accessibile solo dall’incaricato del trattamento dati (quindi chiuso all’interno di un mobile le cui chiavi le possiede l’incaricato), in caso di episodio criminoso è possibile richiedere l’intervento delle forze dell’ordine per il prelievo immagini.
      A disposizione, saluti.

  47. George ha detto:

    Ho messo da poco una decina di telecamere per tenere sotto controllo il perimetro aziendale,
    un mio dipendente che ha firmato l’autorizzazione vuole una copia e dice che non è più d’accordo per via del fatto che viene filmata la sua targa, si potrebbe vedere quando arriva o va via etc etc

    Cosa devo fare? quali sono i diritti del dipendente che ha già firmato? può cambiare idea? dovevo dargli una copia?

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Buongiorno,
      dalla descrizione si deduce che vi siano solo ed esclusivamente telecamere esterne che non sorvegliano attività produttive ma che inquadrano solo l’area di pertinenza privata e suppongo inoltre che non siano telecamere “intelligenti” (per tali si intende telecamere che consentano come nel Suo esempio criteri di ripresa in grado di rilevare una targa con appositi OCR o analisi video integrate). Partendo dal presupposto che si tratti di una telecamera ad alta risoluzione e che in quanto tale da un filmato si riesca ad interpretare una targa, tali telecamere non sono considerati intelligenti ma questo tipo di registrazione viene assimilato a “dato personale” (“…qualunque informazione relativa a persona fisica, identificata o identificabile, anche indirettamente mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, ivi compreso un numero di identificazione personale…”). Vien da se che la capacità di poter interpretare la targa del mezzo ricade sul dato personale quindi possono essere oggetto di trattamento solo con il consenso scritto dell’interessato (art. 23, comma 4 e art. 26, comma 1 Codice privacy). Ovviamente si tende a pensare che tutti gli autovelox, ZTL o altro siano attivati senza il nostro consenso, ma nel nostro questo caso stiamo parlando di un’area privata. Il fatto di far sottoscrivere al dipendente un documento che accerta la consapevolezza che nella sua azienda vi sono installati apparati di videoripresa è vincolato anche dal fatto che deve obbligatoriamente essere consegnata una copia al dipendente stesso non solo perché si tratti di videosorveglianza ma per regola dell’informativa Privacy stessa, cioè fornire al firmatario una copia del documento. Detto ciò, si rammenta che se le telecamere sono esterne e non inquadrano attività produttive del dipendente o direttamente il badge “timbra-cartellino” non viene richiesto l’accordo RSU o RSA nè tantomeno l’autorizzazione preventiva da parte delle DTL (anche se consiglio SEMPRE di interpellare le stesse per essere certi che non vi siano condizioni particolari non descritte nella richiesta pervenuta). In sostanza, nel suo caso, avrebbe dovuto consegnare una copia dell’informativa Privacy al dipendente, ed averne in casa una in cui lui accettava per presa visione. Volendo ovviare a tale promiscuità tra privacy e tutela – difesa del patrimonio, potrebbe interpellare la DTL locale visto il mancato accordo interno, definendo nella relazione che il motivo dell’ausilio di strumenti quali telecamere è motivato da “TUTELA DEL PATRIMONIO AZIENDALE” (nuova voce inserita nell’articolo 4 comma 1). E’ comunque sempre obbligatorio esporre la apposita cartellonistica compilandola debitamente in ogni sua parte.(nel cartello AREA VIDEOSORVEGLIATA, La registrazione è effettuata da “Mario Rossi” per fini di “tutela del patrimonio aziendale”).

  48. Marco ha detto:

    Buongiorno,

    Sono il titolare di un’azienda che fornisce giochi di ruolo all’interno di un locale ufficio. Praticamente chiudiamo gruppi di persone all’interno di una stanza e devono risolvere dei giochi. Ho installato delle telecamere a circuito chiuso, senza registrazione, al fine di capire i clienti a che punto sono del gioco, e nel caso aiutarli ad andare avanti.
    Ho installato l’apposita informativa.
    Serve che faccia altro?

    Ho un dipendente che una volta finito il gioco entra nelle stanze per riordinarle ma essendo la telecamera a circuito chiuso senza registrazione l’unico che avrebbe accesso in questo caso è lui.
    Questo cambia qualcosa?

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Dalle informazioni descritte si deduce che non vi sia registrazione, ma ipotizzando che il sistema sia isolato pertanto non visibile da internet/intranet e che vi sia solo un monitor apposto in un locale dove la visione è preclusa al pubblico è necessario rispettare in ogni caso il “trattamento dei dati”, definito come “qualunque operazione o complesso di operazioni, effettuati anche senza l’ausilio di strumenti elettronici concernenti la raccolta, la registrazione, la conservazione, LA CONSULTAZIONE, l’elaborazione (…)anche se non registrati in una banca dati” Art. 4, comma 1 lett. a.; pertanto se ne deduce che il titolare o il responsabile devono tramite un modulo scritto designare tutte le persone fisiche incaricate del trattamento dati ed autorizzate sia ad accedere ai locali dove sono situate le postazioni di controllo , sia ad utilizzare gli impianti e, nei casi in cui sia indispensabile per gli scopi perseguiti, a visionare le immagini (ovvero il live). Il tutto si traduce in: installazione dei cartelli (solo che in questo caso se si utilizzano quelli standard bisogna cancellare la scritta “registrazione effettuata…”) e creare un documento semplice ove viene designato l’incaricato al trattamento e dare la possibilità al dipendente di spegnere il sistema per evitare che dal monitor qualcun altro veda quello che fa (controllo a distanza..). Se non si attuano queste misure minime è obbligatorio l’accordo sindacale o l’autorizzazione preventiva da parte delle DTL. Ricordiamo sempre che se anche un sistema non registra non vuol dire essere esenti dalla richiesta delle DTL perché comunque potrebbe esserci del controllo a distanza (la visione della scena attraverso un monitor); nel suo caso credo che vada bene quanto descritto ma per ulteriori approfondimenti o informazioni non esaustive consiglio di inviare una mail di conferma da parte della DTL.
      Per info aggiungo che il garante ha applicato il principio del bilanciamento di interessi, secondo il quale nel momento in cui vengono rispettate le garanzie elencate dallo statuto dei lavoratori e dal provv. 8/4/2010, il trattamento delle immagini non necessita del consenso degli interessati.

  49. Isabel ha detto:

    Salve. Lavoro in un bar e il mio titolare vorrebbe installare delle videocamere audiovisive.
    Posso non firmare il documento di autorizzazione? E se non firmo cosa succede?

    Volevo specificare che lui vuole installare queste videocamere per “ascoltarci”. E a me non sembra del tutto corretto in fatto di privacy.

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      A prescindere che se la richiesta è quella di “ascoltare” meramente dichiarata penso che nessuna DTL ne tantomeno il garante possa dare questo tipo di autorizzazione, poi se le telecamere sono interne al bar non basta la “firma” di autorizzazione in quanto vale gran poco se non vi è un’autorizzazione preventiva scritta da parte della DTL (ipotizzando non vi sia RSU o RSA in questione). Quindi anche se firmataria o no di un documento di autorizzazione Lei si può avvalere della richiesta verso il suo titolare dell’autorizzazione regolamentata dallo statuto dei lavoratori e ha il diritto di sapere chi è stato designato come responsabile del trattamento dati. Passo successivo fare una mail alla DTL della sua provincia per chiarimenti o segnalazioni.

  50. Giuseppe ha detto:

    Buongiorno e complimenti per l’ottimo lavoro.
    Dovrò installare a breve delle videocamere in un locale a Milano, sia interne che esterne.
    La modulistica necessaria descritta sopra è ancora in vigore? Ci sono dei link con moduli da compilare?
    Ho dei dubbi sulla visualizzazione da remoto.
    La richiesta è quella di registrare a fini di sicurezza e controllo (max24/48h) ma anche di visione in remoto in tempo reale da cellulare/pc da parte del proprietario del locale. Devo fare qualche richiesta particolare per quest’ultima cosa?

    Grazie!

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Buongiorno Giuseppe, è possibile scaricare gli appositi moduli andando sul sito del Dipartimento del Lavoro e delle Politiche Sociali, cliccando qui vedrà che il primo documento word è proprio l’istanza aggiornata con l’ultimo Jobs Act, le procedure di questo articolo sono comunque aggiornate.
      Per quanto riguarda la compilazione del modulo deve essere chiaro in tutte le sue parti, consiglio di farlo insieme all’installatore il quale dovrà fornire la documentazione tecnica delle apparecchiature e guidare il committente nella sua compilazione: alcuni termini tecnici sono comprensibili soprattutto da chi è del settore. Per la conservazione delle immagini la legge stabilisce massimo 24 ore e se presente giorno di chiusura si può chiedere l’estensione a 48 ore e comunque non più di 7 giorni altrimenti serve l’intervento del garante stesso.
      Per il controllo remoto (a distanza) è una Sua scelta, nel senso che a seconda del parere delle DTL si può trovare negata tale opzione seppur “barrata” perché potrebbe andare in conflitto con lo statuto dei lavoratori poi anche qui dipende da come saranno orientate le telecamere e quindi cosa inquadreranno. In ogni caso la domanda va fatta perché se presente del personale dipendente è obbligatoria. Ricordo che la cartellonistica deve assolutamente essere compilata in ogni sua parte specificando il titolare del trattamento dei dati personali e la motivazione, in questo caso consiglio di scrivere “tutela del patrimonio aziendale”.

  51. Marco ha detto:

    Salve ho un bar e vorrei sapere se è possibile mostrare la presa in diretta delle telecamere all’interno del locale per scoraggiare i malintenzionati .

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Buongiorno,
      per quanto riguarda l’installazione di monitor remoti visibili al pubblico già FederFarma ha avuto una bella batosta. In riferimento alla nota del garante del 17 aprile 2014 prot. 12549/90721 si fa riferimento a questa casistica e fa capire chiaramente che anche la visione delle telecamere in live richiede la nomina del responsabile del trattamento dei dati personali che , ovviamente, non possono essere tutti quelli che entrano nel locale. Il garante ribadisce che la cartellonistica segnaletica raffigurante l’informativa funge quella da deterrente e fa capire che se ne possono mettere anche più di quanto necessario.

  52. Silvia ha detto:

    Buon giorno ho un panificio e da un mese abbiamo installato due telecamere all interno del panificio posizionate in modo di visualizzare le due porte di entrata
    Regolando nelle telecamere L ora di chiusura in modo che se un intruso vuole entrare mi arrivi comunicazione via mail nel mio cellulare
    L ho fatto per avere più sicurezza e cercare di ridurre rischio di ladri
    Devo richiedere autorizzazione ?
    Grazie di cuore .

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Buongiorno,
      se nel panificio esiste del personale dipendente bisogna richiedere l’autorizzazione alle DTL, presentando documentazione debitamente compilata e scaricabile dal sito della direzione territoriale locale. Si ricordi di applicare i cartelli debitamente compilati (nome di chi effettua il trattamento dei dati e specificare per “sicurezza del patrimonio aziendale”). Ricordo che il garante intende controllo a distanza dei lavoratori anche se lo stesso può trovarsi ripreso saltuariamente. Vedi doc. web. N. 1601522

  53. Clara ha detto:

    Buonasera Riccardo, espongo i fatti, ho un impianto di video sorveglianza in una abitazione privata (casa indipendente con cortile intorno) circa 7 anni fa ho installato l’impianto, è solo visivo non ha audio e riprende solo ed esclusivamente la mia proprietà, con le apposite zone oscuranti dove non è stato possibile girare totalmente le telecamere, per non riprendere in alcun modo le case a me vicine e le strade al di là della mia cancellata, l’impianto registra 15 giorni, il quindicesimo giorno cancella automaticamente la registrazione del primo giorno, (spero di essere riuscita a spiegarmi). Ho bisogno di sapere se il mio impianto è così facendo in regola, e, se mi dovesse arrivare un controllo, che tipo di documentazione potrebbero richiedermi, il mio problema è che non trovo più nulla di cartaceo di chi me le ha installare … Potrei avere problemi? Devo per forza esporre della documentazione? Grazie mille.

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Buongiorno,
      Se abitazione privata non serve alcuna documentazione di richiesta nè tantomeno i cartelli informativi nelle aree di accesso e nemmeno la limitazione alle registrazione. (vedi doc. WEB 1242434) “…..Le parti resistenti hanno attestato (con dichiarazioni della cui veridicità le stesse rispondono anche ai sensi dell’art. 168 del Codice: “Falsità nelle dichiarazioni e notificazioni al Garante”) che la telecamera, non ancora attiva, riprenderà esclusivamente lo spazio di pertinenza della propria abitazione e al solo fine di garantire la sicurezza della propria abitazione, senza alcuna comunicazione sistematica a terzi, o diffusione, dei dati personali eventualmente raccolti.

      Dagli elementi prodotti, non emergono profili che rendano allo stato applicabile la normativa in materia di protezione dei dati personali. Ai sensi dell’art. 5, comma 3, del Codice, il trattamento di dati personali effettuato da persone fisiche per fini esclusivamente personali non è soggetto all’applicazione del medesimo Codice qualora non riguardi dati personali destinati alla comunicazione sistematica o alla diffusione, ferma restando l’osservanza degli obblighi in materia di sicurezza e di risarcimento dell’eventuale danno (art. 5, comma 3, in riferimento agli artt. 15 e 31 del medesimo Codice).

      Il garante aveva già chiarito la differenza tra esercizi commerciali, case di cura, ecc e si recepisce anche quanto concerne abitazioni private (argomento diverso se si tratta di spazi comuni nei condomini), in questo caso ovviamente le telecamere non devono inquadrare oltre la propria proprietà e, giustamente come nel vostro caso, sono state mascherate le aree eccedenti, ma bisogna ricordare che comunque qualcuno potrebbe sentirsi sorvegliato (vicini o altro) e guardando la telecamera potrebbe instaurare il sospetto che essa inquadri anche il suo giardino ledendo la sua privacy scatenando denunce e controlli da parte di personale tecnico autorizzato a verificare la reale inquadratura. L’unico cartello che eventualmente dovrebbe essere posto è quello raffigurante la trasmissione video della telecamera verso le forze dell’ordine solo nel caso in cui il sistema sia collegato con loro.
      Attenzione, se vengono utilizzate telecamere Speed Dome, brandeggiabili e che comunque consentano lo spostamento, lo zoom, e il cambio dell’inquadratura da remoto possono essere soggette a grosse sanzioni se il limite del brandeggio e dello zoom può superare i confini della proprietà privata.
      In ogni caso qualora vi fosse necessità di una documentazione da parte dell’installatore esso dovrebbe fornire l’abilitazione dell’impresa installatrice (art. 3-4), progetto dell’impianto, dichiarazione di conformità degli impianti (art.7) e realizzazione dell’impianto a regola d’arte (DM 37/2008) ma ovvio che per un privato questa è un’utopia.
      Ultima cosa, nel momento in cui i dati vengono trasmessi e/o pubblicati nel web allora si bisogna attenersi non solo alla cartellonistica ma anche all’autorizzazione scritta da parte di tutte le persone fisiche che vengono inquadrate (materia dati sensibili/personali).

      • Giuseppe ha detto:

        Vorrei installare sulla facciata esterna del mio appartamento una telecamera che inquadri il pianerottolo condominiale, dove gli utenti siamo soltanto in due, e purtroppo oltre alla mia porta, risulterà inquadrata l’uscita dall’ascensore e l’accesso del vicino. Userò all’interno un registratore DVR per potere avere memoria dei fatti in caso di tentativo di scasso.
        Alla recente assemblea condominiale ho chiesto l’autorizzazione all’installazione e sono stato autorizzato; era presente anche il vicino.
        Cosa debbo fare per il resto? Notifica ad ufficio pubblico e notifica per chi transiterà? Debbo mettere l’avviso di rilevazione dentro l’ascensore per quanto da lei accennato che tale avviso va posto prima della zona di ripresa?
        La ringrazio per l’attenzione e la saluto. Giuseppe

  54. LOREDANA ha detto:

    BUONASERA, HO UN ATTIVITA’ COMMERCIALE NELLA PIAZZA DEL MIO PAESE.
    HO GIA VIDEOSORVEGLIANZA INTERNA CON APPOSITA NOTA INFORMATIVA ESTERNA, E SONO LA SOLA DIPENDENTE E TITOLARE.
    HO AVUTO FIN’ORA NOTEVOLI E FREQUENTI DANNI AL LOCALE, PENSAVAMO CON IL PROPRIETARIO DEL LOCALE DI ISTALLARE UN SISTEMA DI VIDEOSORVEGLIANZA ESTERNA, CHE VA AD INQUADRARE PARTE DI UNA ZONA PRIVATA( DEL PROPRIETARIO STESSO DEL LOCALE) E POI SFOCIA NELLA ZONA PUBBLICA, LA PIAZZA DEL PAESE.
    VOLEVO CONOSCERE IL GIUSTO ITER BUROCRATICO DA SEGUIRE AL FINE DI QUEST ISTALLAZIONE SU LUOGO PUBBLICO.
    GRAZIE ANTICIPATAMENTE,SALUTI.

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Buongiorno,
      come previsto dalla stessa norma in caso anche di un solo dipendente devono essere effettuate quelle che sono le normali procedure quindi scaricare il modulo di richiesta dal siti della DTL della sua provincia e compilarlo in ogni sua parte (non bastano solo i cartelli), munirsi di due marche da bollo da 16€ e allegare anche una piantina dei locali ove sono ubicate le telecamere specificando l’apertura angolare approssimata e la descrizione dei locali stessi (bagno, sala, cassa ecc). La cartellonistica deve essere debitamente compilata ed applicata prima del raggio d’azione delle telecamere e deve essere visibile anche in scarsità di luce.
      A seconda dell’interpretazione dell’ispettore della DTL potrebbe essere necessario rimuovere le telecamere prima dell’autorizzazione (per alcuni basta coprirle con sacchetti neri).
      Per quanto riguarda la zona pubblica non servono autorizzazioni particolari quando espletate le misure minime informative (cartellonistica), ma invito sempre e ripeto SEMPRE a chiedere consenso anche via mail al comune in quanto potrebbero esserci delle limitazioni.
      Visto che da quel che deduco verrà fatto un ampliamento potrebbe presentare la domanda con disegnate anche le telecamere che intende aggiungere. Attenzione a non mettere monitor visibili anche ai clienti o personale non autorizzato al trattamento dei dati personali.

  55. Antonio ha detto:

    Buongiorno, desideravo un’informazione. Costantemente capita di camminare per strada esposto alle telecamere esterne installate dai negozianti che riprendono la strada e in più il tutto senza segnalazione con cartello. La domanda è:
    1- è legale tutto questo?
    2- nel caso fosse illegale, quali sono gli strumenti che il cittadino può utilizzare?
    Grazie per la risposta

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Buongiorno,
      se il negoziante è sprovvisto di cartellonistica è, ovviamente, illegale e sanzionabile secondo quanto imposto dalla legge, così pure se il cartello è presente ma occultato o non debitamente compilato (provv. 08.04.2010). Il cittadino in questo caso può sporgere querela in quanto non si tratta di violazione dello statuto dei lavoratori ma verso soggetto privato non legato in alcun modo con il negoziante. Di solito chi esegue questi controlli sono il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute (N.A.S.) o Finanza nucleo privacy.
      A tal proposito l’esempio citato dal nostro lettore corrisponde ad una ordinanza di ingiunzione visualizzabile dal sito http://www.garanteprivacy.it cliccate sullo spazio di “cerca” ed inserite 4622099 ed apparirà il documento web 4622099, apritelo e vedrete anche a quanto ammonta la sanzione.
      Ricordo che con il provv. 08.04.2010 il Garante ha applicato il principio del bilanciamento di interessi secondo il quale una volta rispettate le garanzie previste dallo statuto dei lavoratori e dal provvedimento 08.04.2010 (cartelli compresi), il trattamento delle immagini non necessita del consenso degli interessati.

  56. Claudia ha detto:

    Buongiorno Sig. Quaggia,
    Provo a spiegarle la situazione , ho un impianto di video sorveglianza in un abitazione privata, la casa è indipendente su quattro lati ed ha il cortile intorno, l impianto registra solo in movie,quando il disco rigido e saturo le registrazioni si cancellano progressivamente ed automaticamente partendo dall ultima ( spero di averle fatto capire) in totale le telecamere sono 8 , 2 per ogni lato della casa, tutte regolate con le apposite zone oscuranti, in modo da non riprendere in alcun modo le case intorno e la strada, visualizzano solo ed esclusivamente la mia proprietà, non sono dotate di motore, quindi sono fisse, e non hanno audio, l impianto è stato installato nel 2008 da un azienda professionista del settore che mi ha rilasciato la conformità del impianto,quest azienda 2 anni fa ha chiuso ed io per le manutenzioni mi sono rivolta ad un altra sempre professionale come la prima, lo scorso anno ho cambiato 3 telecamere perché non più funzionanti e il DVR perché anche quello si è guastato, ho esposto all ingresso principale della casa regolare cartello con la foto della telecamera e compilandolo, vi è scritto ” per motivi di SICUREZZA ”
    2 settimane fa mi vedo recapitare una lettera dal tribunale, dove mi scrivono che hanno fissato un udienza preliminare , in quanto la mia vicina di casa( B )mi ha denunciato al pubblico ministero, il PM ha archiviato la denuncia,evidentemente perché ritenuta priva di fondamento, l’avvocato della mia vicina ha fatto ricorso ed il PM ha dovuto fissare l udienza preliminare davanti al giudice, questa è la prassi mi ha spiegato il mio avvocato, nell opposizione le richieste che fa l avvocato della vicina sono le seguenti:
    – Verificare se le telecamere della Sig. C siano orientate verso la propria B ( vicina)
    È questo sappiamo che non è così…
    – Verificare se dette telecamere siano funzionanti e se la Sig. C disponga di strumentazione che le consenta di registrare e conservare le relative immagini.
    Prima che il disco rigido si saturi passano parecchi mesi, ho un limite di tempo per conservare le immagini o le posso tenere? Naturalmente in alcun modo posso andare sul web, il dvr non è collegato a nulla, né vengono estrapolate in alcun modo, non vi è interesse…
    – Verificare che il posizionamento delle stesse verso la propria B risponda esclusivamente a concrete esigenze di tutela della proprietà, ACQUISENDO DALL INSTALLATO IL PROGETTO DELL IMPIANTO DI VIDEOSORVEGLIANZA FATTO REALIZZARE DALLA QUERELATA
    Io tutto quello che ho è la DICHIARAZIONE DI CONFORMITÀ, che consta di 4 fogli:
    – dichiarazione di conformità della impianto alla regola dell arte
    – relazione con tipologie di materiali utilizzati
    – schema impianto realizzato ( che parla di come è alimentato l impianto, misure di protezione, impianto di terra ecc…. )
    – copia certificato requisiti tecnico professionali.
    Non ho nessuno schema o disegno di come è stato fatto l impianto e sinceramente non riesco a capire a che cosa serva e perché mi venga richiesto, che io sappia avrei potuto installare anche 5 telecamere per lato, non vi è un limite giusto? Purché non vadano a ledere la privacy altrui e questo non è il mio caso…
    Nel foglio di dichiarazioni di conformità sotto la voce DICHIARA vi sono quattro caselle di cui una non è spuntata
    – Rispettato il progetto redatto ai sensi dell art. 5
    Sarebbe stato questo?
    Ma più che altro sono obbligata ad averlo …
    Se avessi fatto io l impianto di video sorveglianza? Come potrei avere tutti questi documenti, nel senso che in una abitazione privata uno non è obbligatorio a farselo installare da un azienda, potrebbe decidere di comperare il materiale e farselo da se, naturalmente rispettando tutti i principi e la privacy, che leggi si infrangerebbero così facendo?
    Avendo sostituito il DVR e qualche telecamera la nuova azienda mi avrebbe dovuto rilasciare una nuova dichiarazione di conformità?
    Preciso che le telecamere sono solo state sostituite ma mai spostate, quindi l impianto per come era stato installato non è mai stato cambiato …
    Altra domanda sul cartelli esposto avrei dovuto scrivere qualcos’altro oltre a per MOTIVI DI SICUREZZA
    Grazie per l aiuto …
    Claudia.

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      L’argomentazione rispecchia quanto ormai accade ripetutamente oggigiorno.
      Partiamo dall’inizio, nell’abitazione privata il proprietario può installare quante telecamere vuole e conservare le immagini per quanto vuole senza limiti di tempo proprio perché è casa sua fino a che vengono rispettati i limiti della privacy vale a dire: le telecamere non possono in alcun modo inquadrare altre proprietà, non devono essere di tipo brandeggiabili (cioè quelle che possono cambiare orientamento e zoom da comandi remoti) o qualsiasi altro accorgimento che vada a ledere la privacy altrui.
      Per quanto riguarda la connessione del sistema in internet non c’è nessuno che lo vieta, ma se la trasmissione in internet comporta una divulgazione impropria dove i soggetti non siamo noi stessi allora ci possono essere dei problemi, mi spiego meglio, se io installo una telecamera a casa mia e con il mio smartphone controllo il mio giardino dove ci sono mia moglie e i miei figli nessuno può dirmi niente perché avviene all’interno della sfera familiare, ma se mia moglie non vuole ha tutto il diritto di pretendere l’interruzione di questo processo perché ledo la sua privacy, ebbene è così quindi non è il mezzo ad essere imputato (internet) ma l’uso che se ne fa. Poi per quanto riguarda la cartellonistica io dico sempre di affiggere il cartello informativo debitamente compilato (per ragioni di sicurezza personale…..ed il responsabile del trattamento dei dati) anche se la legge non lo impone nell’abitazione privata ma si sa, le precauzioni non sono mai troppe.
      Per proseguire alle sue risposte e al fatto che qualcuno si installa un sistema di videosorveglianza in modalità fai-da-te acquistando in internet o altro è bene ricordare che nessuno lo vieta, ma facciamo una distinzione: se lo installa un’azienda codesta è obbligata a fornire la documentazione che da quanto leggo è corretta quella che Le è stata fornita (mancherebbe quel art 5., c.2 lettera e inerente ad impianti che coesistono con impianti elettrici, quindi progetto redatto da professionista iscritto all’albo), se invece si segue la strada del fai-da-te e ci si trova in questa situazione, bisogna dimostrare che il lavoro è stato fatto in autonomia mostrando ricevute o fatture che dimostrino la provenienza dei prodotti (e qui non aggiungo altro visto che tra ebay, mercatini, cineserie varie ormai le telecamere si trovano ovunque).
      In ogni caso le sentenze in cui un privato è stato sanzionato sono per lo più in cui effettivamente le telecamere inquadrano anche parzialmente il giardino del vicino o area non di sua proprietà, o abbia installato telecamere brandeggiabili, l’uso improprio della divulgazione delle immagini o similari, ma non intacca certo la conservazione delle immagini, altrimenti dovrebbero sequestrare ogni smartphone e limitare la conservazione anche a quelli visto che a tutti gli effetti sono unità di ripresa, cosa che ovviamente non accade.

  57. Davide ha detto:

    Buongiorno, avrei bisogno di capire se vanno chieste autorizzazioni al DTL per l’installazione di telecamere all’interno di un perimetro recintato di una centrale idroelettrica. Tale centrale, per il suo funzionamento non ha personale lavorativo dipendente. Sporadicamente lavoratori di ditte terze vengono chiamati per manutenzioni.

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Buongiorno,
      per rispondere più correttamente mi servirebbero altri dati nel senso che, questa centrale sarà stata costruita o manutenzionata da qualcuno anche se in subappalto quindi pur sempre trattasi di luogo di lavoro ove possono accedere dipendenti del proprietario (se persona fisica o giuridica) o aziende esterne.
      Come obbligatorietà ci devono essere sicuramente i cartelli debitamente compilati con scritto chi è il responsabile del trattamento dei dati.
      Diciamo che con la modifica dell’art.4 legge300 (G.U. n.221 del 23/09/2015) ci sottolinea la finalità della videosorveglianza ai fini di: esigenze organizzative e produttive, sicurezza sul lavoro, tutela del patrimonio aziendale pertanto se la videosorveglianza del sito ricade in una di queste finalità allora in automatico ricade nella richiesta alla DTL (se non raggiunto l’accordo sindacale) pertanto secondo me si, deve essere fatta richiesta alla DTL.

      • Sara ha detto:

        Buona sera
        Le spiego brevemente io lavoro in azienda dove in una parte ci sn più d 15 dipendenti ecco sono telecamere sia una internet che 4 esterne ma credo ma nn sono sicura che il datore di lavoro può controllare i dip a distanza collegandosi cn iPhone o computer ma solo in tempo reale nn sono sicura che registri video io sn assunta sotto un altro datore di lavoro nella mia stanza nn c sn telecamere ma nel corridoio si è quando passo X entrare o uscire sicuro riprende la telecamera il problema che io accedo a una stanza dove ci sono anche altre persone e dove c’è una cassaforte per prendere token X homebanking e piccola cassa ma della altra società per essere tutelata nel caso dovesse dirmi che manca qualcosa cm posso fare visto che io nn ero stata informata e nn c sn cartelli la ringrazio in anticipo

        • Riccardo ha detto:

          Buongiorno Sara, in un’azienda deve essere applicata la cartellonistica debitamente compilata, il proprietario dell’immobile (inteso come responsabile del trattamento) è tenuto ad avere apposite autorizzazioni o tramite RSU/RSA o in mancanza di accordo sindacale l’autorizzazione deve essere rilasciata dalla D.T.L., nel caso in cui un esterno entra nell’area videosorvegliata si prevede che l’informativa sia resa visibile a tutti. Ho qualche difficoltà nel capire bene dalla sua descrizione come sia la dinamica ma se non si sente tutelata può sempre fare una segnalazione alla Guardia di Finanza nucleo privacy o direttamente all’ispettorato del lavoro di competenza nella sua zona.

  58. Vincenzo Radaelli ha detto:

    Buongiorno e complimenti per le chiare risposte e per la disponibilità con gli utenti.
    Sono referente impianti di un museo e volevo chiederle se in tali ambienti si rientra nelle disposizioni di denuncia agli enti preposti come per altre attività commerciali con dipendenti, o vi sono delle deroghe.
    Tenga conto che le telecamere che vorremmo installare inquadreranno le sale con le opere ma naturalmente inquadreranno anche i gruppi di visitatori e la guida che le accompagna che è un dipendente o può essere un volontario.
    Per le telecamere già installate occorre anch’esser procedere con la denuncia?
    Inoltre per aumentare il numero delle ore di conservazione delle immagini, occorre fare specifica richiesta al garante?
    Grazie per la disponibilità
    enzo

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Buongiorno Vincenzo,
      anche nei siti tipo musei, case di cura ecc è obbligatoria la richiesta alla DTL perché vi sono lavoratori operanti nel raggio d’azione delle telecamere quindi va presentata regolare domanda con la planimetria e disegni ove saranno posizionate le telecamere con il rispettivo raggio d’azione (angolatura del cono di ripresa) ed infine applicare l’informativa pertanto cartelli debitamente compilati e installati prima del raggio d’azione delle telecamere.
      Per le telecamere già installate è un argomento ostico nel senso che in teoria avrebbe già dovuto presentare domanda. Nell’effettivo chi ha sistemi di ripresa nel luogo di lavoro e non ha mai presentato domanda è ad alto rischio di sanzione. Alcune DTL richiedo OBBLIGATORIAMENTE lo smontaggio delle stesse fino a che non arriva l’autorizzazione, altre invece chiudono un occhio e richiedono che le stesse vengano coperte con dei sacchetti neri fino al momento dell’autorizzazione, Le consiglio quindi di provvedere già da ora con la richiesta richiedendo alla Vostra DTL se nell’attesa le telecamere devono essere rimosse o solo coperte.
      Per quanto riguarda il tempo di storicità delle immagini è sempre la DTL che autorizza quanti giorni tenere, se oltre i 7 giorni bisogna fare domanda direttamente al garante.
      Saluti

  59. Grazia ha detto:

    Buongiorno Sig. Quaggia,
    ringraziandola anticipatamente per la sua disponibilità e preparazione sull’argomento, avrei anch’io un quesito da porle in merito ad una pratica di autorizzazione. Provo a spiegarle il contesto. Si tratta di una azienda tessile che opera in un grande stabilimento al cui interno ha destinato in affitto degli spazi ad altre due aziende. L’impianto di videosorveglianza però è unico e di proprietà della sola azienda madre. Come ci si dovrebbe comportare secondo Lei in questo caso? Chi presenterà la pratica? Chi sarà autorizzato alla visione delle immagini? Premetto che molti spazi sono in comune alle tre aziende e quindi sarebbe difficile delimitarne delle zone di competenza.
    Grazie per l’aiuto,
    Saluti

    Grazia

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Buongiorno,
      mancando la specifica se sono telecamere interne o esterne prendo in esame l’ipotesi di telecamere esterne.
      Se l’azienda tessile è la proprietaria dello stabilimento e anche del sistema di videosorveglianza spetta alla medesima la presentazione dell’istanza all’autorizzazione così come previsto dall’art. 4 legge 300 statuto lavoratori in quanto è lei stessa titolare del trattamento dei dati pertanto coloro che usufruiranno degli spazi non saranno soggetti al trattamento se vengono ottemperate quelle che sono le richieste dal garante quindi la titolarità dell’immobile deve presentare domanda su apposito modulo scaricabile dal sito della D.T.L., due marche da bollo da 16,00€, prevedere al seguito dell’autorizzazione all’affissione dell’informativa (i cartelli) debitamente compilata in ogni sua parte quindi scrivendo chi è il titolare del trattamento dei dati e la finalità (presumo sicurezza del patrimonio aziendale). Una volta rispettate le garanzie previste dallo statuto dei lavoratori e dal provv. 8.4.2010 il trattamento non necessita il consenso degli interessati.. Caso analogo avviene per i centri commerciali ove vi sono telecamere installate, il responsabile del trattamento è “il centro commerciale” e i negozianti sono in affitto all’interno dello stesso, l’istanza viene presentata dal centro commerciale.
      In caso più approfondito, nella condizione in cui coloro che usufruiscono degli spazi in affitto non vogliono essere ripresi si consiglia la disinstallazione delle telecamere… ma qui entriamo in altre argomentazioni che richiedono un’analisi più approfondita.

  60. Marco ha detto:

    Buongiorno Sig. Quaggia, la ringrazio per la risposta che vorrà darmi. Nel mio negozio siamo io e mia moglie soci al 50%. Per installare un impianto di videosorveglianza è necessaria l’autorizzazione alla DTL oppure no non essendoci dipendenti ( in tema di sicurezza sul lavoro siamo stati equiparati a dipendenti l’uno dell’altra) ? E’ possibile avere un sistema di visione delle immagini da remoto che mi permetta di vedere l’interno del negozio in caso di attivazione dell’allarme ? Dobbiamo firmare qualche autorizzazione reciproca alla sorveglianza ?
    Grazie infinite per l’aiuto.
    Saluti.

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Buongiorno Sig. Marco,
      visto che nel suo negozio non ci sono dipendenti non serve richiedere autorizzazione alle DPL locali, ma dovrà fare in modo che il sistema di videosorveglianza rispetti l’Art. 13 sulla Privacy, con affissione di apposita cartellonistica prima dell’ingresso al negozio e gli altri suggerimenti espressi nell’articolo pubblicato (nomina incaricato al trattamento dei dati, autoncancellazione delle immagini). Per quanto riguarda la possibilità di visionare le immagini da remoto nel momento in cui parte l’allarme, assolutamente sì, il suo installatore dovrebbe consigliarle la tecnologia appropriata. Se sta cercando un buon installatore ovviamente siamo a disposizione.

  61. matteo ha detto:

    Buon giorno,
    volevo sapere se fosse necessario un accordo sindacale per l’installazione di una videocamera posta all’ingresso del luogo di lavoro (non sul badge ma solo su uno degli accessi) finalizzata alla tutela del patrimonio anche nel caso in cui IL SERVIZIO DI SORVEGLIANZA SIA EFFETTUATO DAL UNA DITTA ESTERNA e non dal datore di lavoro.
    E se sì, chi è legittimato a firmare l’accordo con le OOSS? Il datore di lavoro in nome e per conto della società esterna?
    Grazie

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Buongiorno Matteo,
      nel caso in cui la telecamera sia posta all’esterno del luogo di lavoro non è necessario l’accordo sindacale ma dovrà rispettare comunque i criteri dettati dall’Art. 13 sulla Privacy. Da ricordare le solite norme inerenti al trattamento dei dati (autocancellazione immagini, password, cartellonistica, ecc…). Visto che mi dice che la telecamera inquadra l’accesso ma non il badge in questo caso temo che dalle immagini sia comunque possibile effettuare una sorta di controllo sugli ingressi, sarà a mio avviso necessario effettuare richiesta alle DTL locali anche se la ditta è esterna. L’accordo dovrà essere firmato dal datore di lavoro che è il titolare dei dati, mentre il responsabile del trattamento dei dati probabilmente sarà la società esterna che si occupa di sorveglianza per vostro conto e che sarà da voi nominata tale.

  62. carmine ha detto:

    Buongiorno

    vorrei un chiarimento, una farmacia ha chiesto l’autorizzazione per la sorveglianza
    l’ispettorato ha rilasciato l’autorizzazione , ora la farmacia ha ristrutturato tutto
    ed ha modificato la disposizione del locale ed ha aumentato le telecamere.
    Deve richiedere una nuova autorizzazione o deve fare una semplice aggiunta alla vecchia
    autorizzazione e non deve fare nulla?

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Buongiorno Carmine,
      la farmacia dovrà fare una nuova richiesta di autorizzazione inserendo nella dichiarazione le nuove telecamere con angolazione e quant’altro necessario per mandare avanti la procedura. Cordiali saluti.

  63. Giuliano ha detto:

    Salve Sig. Quaggia,

    Anche se la mia questione potrà risultare più lieve rispetto alle altre, ma penso potrà essere di aiuto anche ad altri.

    Noto che tra le richieste che Le vengono enunciate non è presente la seguente:

    A seguito di 3 atti vandalici sulla mia auto nel giro di 6 mesi, di cui il secondo appena 3gg dopo la riparazione del 1°, sto prendendo in considerazione la possibilità di voler installare le telecamere ai fini di capire/vedere se si tratti della stessa persona e se dovrei “aver timore” che possa diventare più aggressiva. Ho denunciato tutti e 3 gli atti alle stazioni di Polizia (anche per discorso assicurativo, visto che ne sono coperto) a cui ho sempre espresso che non ho sospetti su chi possa essere.

    C’e’ la possibilità di poterle installare? a chi dovrei rivolgermi dato che la Polizia mi ha risposto dicendo “L’importante è che non riprenda il viso!” ??… Sinceramente, tutto quello che accade nel raggio d’azione non mi interessa minimamente, solo evitare e/o scoprire chi sta reiterando al danneggiamento della mia vettura.

    Ringraziandola del tempo che potrà concedermi,
    Le porgo Cordiali Saluti

    Giuliano

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Non si capisce se la vettura sia parcheggiata all’interno o all’esterno dell’abitazione o trattasi di luogo di lavoro, la risposta della polizia mi sembra strana, non ho mai sentito dichiarazioni di questo tipo. In ogni caso la legge sulla privacy non dichiara che a seguito di atti vandalici o furti si è legittimati a “sgarrare” da quelle che sono le regole imposte pertanto se si tratta di proprietà privata ribadisco quanto scritto in altri post quindi fate quello che volete l’importante è che la/le telecamere non inquadrino proprietà altrui e che non vengano diffuse immagini nel web senza l’autorizzazione delle persone inquadrate, se si tratta di azienda con dipendenti valgono le regole imposte dall’art. 4 legge 300 (se si hanno dipendenti si tratta con l’RSA o RSU per le autorizzazioni e se non si raggiunge l’accordo si passa alla DTL). Solo in caso di indagini di polizia giudiziaria è concesso l’uso di strumenti elettronici di videoregistrazione o altro omettendo le informative e senza chiedere autorizzazioni sindacali.

      • Giuliano ha detto:

        Salve Sig. Quaggia,

        Mi scuso per la tardiva risposta di ringraziamento dell’attenzione concessami, e dai mancati dettagli che mi ha fatto luce la Sue richieste. Riformulerò meglio la mia questione:

        No, trattasi di zona di parcheggio su strada pubblica (come se fosse uno spiazzale non custodito per intenderci, o semplicemente parcheggi segnalati da strisce bianche vicino ai marciapiedi, n.d.r.).

        La mia domanda è: l’installazione delle telecamere all’interno della mia vettura che riprendono il perimetro per tutto il tempo della mia assenza, può essere effettuato??? in modo da poter sorprendere e riconoscere la/le persona/e che danneggeranno volontariamente la mia vettura.

        Per me scontato, ma giustamente non per le autorità, tutto quello che potrebbe riprendere viene sovrascritto in loop senza possibilità di recupero e di certo non ho neanche tempo per visionare i filmati, SALVO SE VIENE RIPRESO IL DANNEGGIAMENTO (scusi il maiuscolo non è maleducazione, ma evidenziare lo scopo delle telecamere).

        Detto ciò, nel mio casi mi esponga le regole che la Privacy mi può imporre.

        Credo adesso mi sia espresso meglio,

        In Attesa di una Sua cortese Risposta,

        Porgo Cordiali Saluti.

        Giuliano

        • Riccardo Quaggia ha detto:

          Diciamo che l’uso di dash cam o meglio quelle telecamere che inquadrano il frontale ed il posteriore dell’auto durante la marcia o il fermo del veicolo non è (per ora) vietato dalla norma, o meglio, bisogna rispettare quelle che sono le condizioni basilari espresse dalla norma, cioè: utilizzo da parte di persone fisiche per fini esclusivamente personali, senza comunicazione sistematica di dati personali e senza diffusione di dati personali. L’inquadratura deve essere limitata al solo spazio necessario alle finalità prefissate dai dispositivi (vedi art.5, comma 3 del codice della privacy). L’utilizzo al di fuori di queste imposizioni richiede l’informativa, ovvero un cartello che indichi che il veicolo è munito di dispositivo di videoripresa e qui entra in ballo la tutela dei dati personali ecc…
          Che le immagini siano sovrascritte e che Lei non abbia il tempo di vederle non è un rafforzativo per essere autorizzati o meno all’uso di queste apparecchiature. Considerando che non stiamo parlando di luogo di lavoro quindi esente dallo statuto dei lavoratori, l’unica definizione espressa dalla norma è paragonabile alla registrazione di un luogo pubblico eseguita con apparati elettronici installati all’interno di una proprietà (in questo caso l’auto sarebbe la proprietà), quindi non vi è alcun divieto nell’uso se il sistema viene utilizzato con i presupposti di cui sopra.

  64. Daniele ha detto:

    Gentile sig. Quaggia,
    Vorrei avere delucidazioni per l’utilizzo delle telecamere in collegi universitari privati:
    1) le telecamere possono essere installate negli ambienti comuni come in ambito privato?
    2) il DVR e dell’impianto di registrazione possono essere posizionati nella camera del direttore senza essere chiusi a chiave?
    3) la videoserveglianza e la visione della registrazione possono essere eseguite in remoto da computer collocati negli uffici, per esempio del direttore e dell’amministratore?
    4) Il direttore o altre persone possono visionare in qualunque momento le telecamere e le registrazioni?
    5) Esiste un limite di tempo per la registrazione?
    6) Devono essere affissi cartelli all’interno degli ambienti (se si, ci deve essere scritto anche chi effettua la registrazione) e bisogna chiedere l’autorizzazione?

    La ringrazio anticipatamente per la risposta
    Cordiali Saluti
    Daniele

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Buongiorno Sig. Daniele,
      di seguito le mie risposte.
      Le ricordo in ogni caso che se vuole entrare nello specifico di ogni punto, le consiglierei di farsi seguire appositamente durante l’installazione delle telecamere da un professionista della sicurezza.
      1) le telecamere possono essere installate negli ambienti comuni come in ambito privato?
      Negli istituti scolastici l’eventuale installazione di telecamere deve garantire il diritto dello studente alla riservatezza (art. 2, comma 2, d.P.R. n.249/1998), prevedendo alcune cautele al fine di assicurare e agevolare lo sviluppo delle personalità dei minori e in relazione alla loro vita, al loro processo di maturazione ed al loro diritto all’educazione (4.3 provv. 08.04.2010). Pertanto qui non si tratta solo dei lavoratori ma si pone più attenzione agli studenti. L’unica motivazione ammissibile per gli istituti scolastici è quella contro atti vandalici, risultando ammissibile l’uso di questi strumenti in caso di stretta indispensabilità, al fine di tutelare l’edificio ed i beni scolastici da atti vandalici, circoscrivendo le riprese alle sole aree interessate ed attivando gli impianti negli orari di chiusura degli istituti; è vietato altresì attivare le telecamere in coincidenza con lo svolgimento di eventuali attività extrascolastiche che si svolgono all’interno della scuola (4.3.1 provv. 08.04.2010). Detto ciò in conformità di quanto viene descritto nel provvedimento si deduce valgano le medesime condizioni anche per istituti privati perché non si parla di lavoratori ma di studenti.
      2) il DVR e dell’impianto di registrazione possono essere posizionati nella camera del direttore senza essere chiusi a chiave?
      No il DVR deve essere chiuso a chiave o meglio, in luogo non accessibile al pubblico protetto contro gli accessi indesiderati (e qui di solito si ricorre al classico armadietto chiuso a chiave).
      3) la videoserveglianza e la visione della registrazione possono essere eseguite in remoto da computer collocati negli uffici, per esempio del direttore e dell’amministratore?
      La visione delle immagini è consentita solo all’incaricato del trattamento cioè colui o coloro autorizzati al trattamento dei dati(persona fisica scritta nell’accordo).
      4) Il direttore o altre persone possono visionare in qualunque momento le telecamere e le registrazioni?
      L’incaricato può visionare in tempo reale le immagini, per visionare le registrazioni le DTL richiedono ancora l’accesso con doppia password una in possesso del titolare e una consegnata ad un rappresentante dei lavoratori o persona con figura similare.
      5) Esiste un limite di tempo per la registrazione?
      La legge stabilisce massimo 24 ore e se presente giorno di chiusura si può chiedere l’estensione a 48 ore e comunque non più di 7 giorni altrimenti serve l’intervento del garante stesso. Nel momento in cui viene fatta la domanda alle DTL si potranno chiedere eventuali estensioni non oltre comunque i 7 giorni.
      6) Devono essere affissi cartelli all’interno degli ambienti (se si, ci deve essere scritto anche chi effettua la registrazione) e bisogna chiedere l’autorizzazione?
      Assolutamente sì, i cartelli devono essere affissi prima del raggio d’azione delle telecamere in modo tale che il personale sia consapevole di essere visionato/registrato prima di essere ripreso e devono essere debitamente compilati inserendo le finalità delle registrazioni, chi effettua le registrazioni, e come precedentemente anticipato visto che gli spazi universitari sono sia luogo di lavoro dei dipendenti universitari sia luogo di permanenza di studenti sarà necessario richiedere l’autorizzazione.
      Saluti.

  65. Alessandra ha detto:

    Buongiorno, io avrei bisogno di alcune informazioni: Nel negozio in cui lavoro hanno installato 2 telecamere collegate a internet che riprendono, registrano e ascoltano le discussioni di noi dipendenti. Esiste in esterno un cartello “locale video sorvegliato”, ma non è stata fatta alcuna richiesta ne all’ispettorato del lavoro ne tanto meno ci è stato richiesto di firmare alcunché. A chi possiamo rivolgerci perché venga spento almeno l’audio delle telecamere? Si può fare una denuncia anonima onde evitare il licenziamento?
    Cordiali saluti
    Alessandra

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Per questioni di questo tipo si può chiamare direttamente la DTL o chiamare la guardia di finanza facendo intervenire il nucleo controllo privacy. Per la denuncia anonima è meglio chiedere direttamente alla G.d.F. le procedure da adottare, alle richieste di informazioni l’interlocutore è tenuto al silenzio professionale o porre la questione come “informazione confidenziale”.

  66. Mirela ha detto:

    Buonasera e complimenti per la chiarezza delle risposte.
    Avrei un quesito pure io: dopo aver effettuato l’autorizzazione per montare delle telecamere nella mia azienda, entro quanto tempo escono gli ispettori dell’ispettorato del lavoro per verificare?

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Non c’è un vero e proprio tempo entro il quale devono uscire, non esiste il “silenzio assenso” che dopo 60 gg si ritiene autorizzati, bisogna sollecitare dopo uno o due mesi che non si ha risposta.

  67. emiliano ha detto:

    salve signor Quaggia

    sto aprendo un locale commerciale nella mia zona e sto facendo dei lavori per rendere il locale idoneo, tra i tanti lavori ho chiesto all’elettricista di realizzare una videosorveglianza formata da 3 telecamere e dvr, due internamente al negozio e una esterna che riprende l’entrata del locale, avendo il locale 3 grandi vetrine e non avendo serrande mi trovo costretto a fare in questo modo, ho chiesto che tipo di autorizzazione serviva, a parte i cartelli, e mi ha risposto niente, essendo un locale che non avrà dipendenti, ho chiesto in giro anche a livello comunale ma con mio grande stupore mi sono accorto che nessuno sa niente, c’è un 50% di persone che mi dice che devo fare richiesta e un 50% che non serve nessuna autorizzazione, il problema ora è che la videosorveglianza è stata installata anche se è tutto disattivato perchè l’attività aprirà intorno alla metà di aprile, la mia domanda è questa, che cosa devo fare?

    sicuro di una sua risposta le auguro una buona giornata, GRAZIE.

    • Riccardo Quaggia ha detto:

      Se come mi descrive questo locale non avrà alcun dipendente, o meglio, nessun collaboratore anche se socio, allora non serve autorizzazione alla DTL in quanto non va a richiamare l’art.4 legge 300 statuto lavoratori. Basta ottemperare a quelle che sono le informative ed il trattamento dei dati quindi cartelli compilati ben visibili prima del raggio d’azione delle telecamere, nessun monitor in vista al pubblico ma con visione riservata solo a Lei, storicità dei dati non oltre le 24 ore o massimo 48 se previsto giorno di chiusura. Saluti

      • emiliano ha detto:

        buongiorno….Signor Quaggia

        finalmente un professionista serio e degno di essere chiamato appunto, professionista, riesce a spiegarmi come stanno realmente le cose, nel ringraziarla della risposta le lascio una buonissima giornata, grazie.

  68. Giulia ha detto:

    Buonasera, chiedo scusa se la mia domanda sia stata già posta da qualcun altro. Ho letto gran parte dei commenti ma non sono riuscita a chiarire il mio dubbio: vorrei sapere quale onere potrebbe richiedermi la ditta installatrice dell’impianto per l’elaborazione della relazione tecnica relativa, dal momento che è passato diverso tempo dall’adempimento dell’installazione e in quella data non era obbligatoria una documentazione dettagliata quanto quella che ci viene richiesta oggi

    • Riccardo ha detto:

      Buongiorno, la domanda da inviare alle DPL è una dichiarazione sottoscritta dal legale rappresentante. L’azienda installatrice le dovrà fornire tutte le informazioni tecniche per poter espletare la domanda dal punto di vista di prodotto. Nei casi più complessi e qualora l’azienda preferisca rivolgersi ad un professionista esterno per compilare la domanda e richiedere apposite autorizzazioni è possibile farlo dietro una tariffa che sarà l’apposita azienda di consulenza o professionista a proporle. L’azienda installatrice dovrebbe fornirle le informazioni tecniche e di prodotto del prodotto installato, se questa richiede o meno un costo per tale dichiarazione non sta a me commentare, ma fa parte della politica aziendale e dei servizi da essa proposti.

  69. Tecnico AG ha detto:

    Buongiorno
    Illustro e chiedo un parere su una situazione abbastanza complicata ai fini dell’autorizzazione di un impianto di videosorveglianza.

    La situazione è quella di uno stabile commerciale con diverse aziende insediate ai diversi piani; i datori di lavoro di ognuna delle aziende ha accesso alle immagini delle parti di propria competenza salvo il datore di lavoro della società che offre i servizi di reception che ha visione della telecamera posta al cancello carrabile di ingresso da cui accedono i propri dipendenti ma anche i dipendenti di altre società insediate.
    Per aggravare la situazione e illustrare realmente l’impianto occorre anche sire che:
    – le telecamere sono già installate e funzionanti
    – le immagini del cancello di ingresso sono visibili anche dalla reception (per apertura cancello) e non solo da chi sarebbe deputato alla gestione delle immagini (datore lavoro)
    – l’area esterna del piano terra dello stabile è presidiato da telecamere che inquadrano 24/7, per ragioni di sicurezza e prevenzione furti, alcune aree in cui sono depositati materiali pericolosi (rischio incendio)

    Desiderando le aziende regolarizzare, per quanto possibile ora, la loro posizione, come possono fare?
    Quello che sembra di più difficile gestione nella predisposizione della pratica di autorizzazione risulta il ruolo trasversale dell’azienda (e relativo datore di lavoro) che prede visione degli accessi dei suoi dipendenti e di quelli di altre aziende svolgendo anche il ruolo di reception.
    Inoltre, vista le necessità in termini di sicurezza antincendio, appare risibile dichiarare nell’istanza autorizzativa che le telecamere operino solo dopo l’orario di lavoro.

    Grazie della gentile collaborazione

    • Riccardo ha detto:

      Buongiorno Sig. Gervasoni, la sua è una richiesta complessa che necessità di un colloquio diretto per poter avere una panoramica migliore della situazione e poterle fornire informazioni più precise e corrette. Di sicuro le posso già anticipare che per non incorrere in sanzioni anche molto gravi e denuncia qualora i dipendenti non abbiano firmato un documento in cui acconsentono all’utilizzo di impianti di videosorveglianza presso il luogo di lavoro, dovrebbe spegnere e coprire le telecamere fino ad autorizzazione avvenuta. La nostra società opera in tutto il Triveneto e forniamo il servizio di consulenza per la predisposizione della documentazione da inviare al DPL, quindi se ha bisogno di maggiori dettagli non esiti a contattarci.

  70. pietro ha detto:

    Buongiorno,
    come azienda siderurgica avremmo deciso di installare una telecamera per fotografare i camion che escono dal nostro stabilimento con il carico legato a regola d’arte e la targa del mezzo per dimostrare in caso di “perdita” del carico che il mezzo è uscito dal nostro stabilimento in condizioni perfette.
    Oltre ad un accordo interno coi sindacati dove confermiamo che nessun lavoratore verrà ripreso,le chiedo dobbiamo fare richiesta anche alla questura per poter cominciare a svolgere questa attività ?

    La ringrazio e le porgo cordiali saluti

    • Riccardo ha detto:

      Buongiorno Pietro, non capisco se la telecamera faccia solo da fotocamera o se riprenda anche video, in ogni caso le telecamere installate all’interno dell’azienda (e per interno azienda intendo i confini di pertinenza quindi anche aree esterne se delimitate da recinzione o comunque di proprietà dell’azienda) devono seguire il medesimo iter dichiarato già in altri post precedenti quindi: autorizzazioni RSU/RSA o in caso di mancato accordo ci si rivolge alla D.T.L. di competenza. Il fatto che nella ripresa vi siano anche targhe fa sempre parte di un “dato personale”, quindi segue le procedure di sicurezza dei dati, pertanto il videoregistratore deve essere posizionato in un luogo non alla portata di tutti, l’accesso con doppia password ecc… Attenzione, se la telecamera è una specifica “lettura targhe” in questo caso può essere soggetta ad autorizzazione da parte del garante perché considerata “analisi video” quindi eccedente a quanto richiesto dalla privacy. Per specifica “lettura targhe” intendo quelle telecamere progettate e costruite per questo scopo da non confondersi con le normali telecamere che, se anche di alta risoluzione, non sono in grado di leggere la targa in qualsiasi condizione di luce, inoltre quelle specifiche solitamente sono accompagnate da un software OCR che può essere integrato o a parte per far si che “l’intelligenza” della telecamera possa estrarre la vera lettura della targa per poi inserirla in un data base.

  71. Francesco ha detto:

    Buongiorno,
    ho installato delle telecamere nel mio appartamento. Le telecamere riprendono esclusivamente l’interno della casa e precisamente salone, cucina, camere dei miei bambini. Esclusi per ovvie ragioni bagni e camera da letto della colf. La mia domanda è: come mi devo regolare con la collaboratrice domestica? Deve essere resa edotta della presenza delle telecamere? Devo richiedere qualche autorizzazione alla P.A.? Grazie per la disponibilità, Francesco

    • Riccardo ha detto:

      Buongiorno Sig. Francesco, essendo la sua collaboratrice domestica inquadrata come dipendente, ricade la necessità di rispettare sia il codice della Privacy che lo statuto dei lavoratori (per tutelarne il controllo a distanza). La rimando quindi all’articolo http://www.sei-sicurezza.it/jobs-act-2015-e-videosorveglianza/. In sostanza sì, la sua collaboratrice deve essere a conoscenza del fatto che esiste un impianto di videosorveglianza, e dovrebbe anche chiedere apposita autorizzazioni alle DTL locali. Visto però che non si tratta di un’unità produttiva a mio avviso potrebbe contattare l’ufficio territoriale di sua competenza e spiegare la situazione. Saranno loro eventualmente a dirle se può adottare una procedura semplificata. Un saluto

  72. Francesco ha detto:

    Buongiorno Riccardo, intanto grazie della risposta, in assenza di altri dati ero pervenuto alla tua medesima conclusione.
    Nel frattempo segnalo recente parere dell’Ispettorato nazionale del Lavoro che, con nota 8 febbraio 2017 prot. n. 1004, ha espresso la sua interpretazione sulla vicenda. In particolare, considerato che il lavoratore domestico non è impiegato in un’unità produttiva ma all’interno di una abitazione privata, al lavoratore domestico si applica lo statuto dei lavoratori con alcune esclusioni. In particolare l’Ispettorato esclude l’applicabilità dell’art. 4 dello statuto (ossia l’articolo che impone l’autorizzazione delle rappresentanze sindacali o dell’ispettorato nazionale locale o centrale a seconda dei casi). Resta ferma la tutela della privacy e dei dati personali sensibili del lavoratore. Di qui l’obbligo di informare e ottenere il consenso preventivo del lavoratore. Quindi mi sembra si possa affermare che sia possibile istallare impianto di ripresa audio-visivo all’interno dell’abitazione domestica in presenza di lavoratore domestico, purché questi (1) sia preventivamente informato di tale circostanza ; (2) presti il consenso alle riprese. Direi che la problematica può essere quindi superata con apposita clausola inserita nel contratto di collaborazione domestica o, in caso di installazione successiva, con apposita pattuizione successiva.
    Cordialmente

    • Riccardo ha detto:

      Benissimo, la ringrazio allora per il riferimento al recente parere dell’Ispettorato del Lavoro che va a delineare e confermare la tesi di entrambi, sarà utile anche per i successivi lettori. Un saluto

  73. Luna ha detto:

    Buona giorno Riccardo, sono la titolare di uno Spazio Giochi per bambini dai 3 mesi ai 3 anni (con 1 dipendente part time), vorrei installare delle telecamere all’interno della mia struttura per una tranquillità in più dei genitori (anche se non ci sono state richieste da parte loro, anzi…), che tipo di autorizzazioni mi occorre chiedere? Grazie mille.

    • Riccardo ha detto:

      Buongiorno Sig.ra Luana,
      il suo è un caso molto delicato: oltre ad esserci un dipendente il sistema registra anche immagini di minorenni. Il tema della videosorveglianza e tutte le forme di controllo negli asili e ospizi è un tema che è stato ripreso da più punti di vista. L’accesso alle registrazioni in questi luoghi è vietato a tutti, salvo che all’autorità giudiziaria nei casi previsti dal codice di procedura penale o per le indagini in caso di reati. Dovranno essere avvertiti i lavoratori tramite il solito iter di richiesta alle DPL e dovranno essere coinvolti i genitori. Non è quindi un tema che si può liquidare in un blog, le consiglio vivamente di rivolgersi ad un professionista e di farsi seguire attentamente. Cordiali saluti.

  74. Valentina ha detto:

    Buona sera
    ho letto il vostro interessantissimo articolo per cercare risposta ad un mio quesito che tuttavia ancora non riesco a chiarire..
    Sono titolare di un bar e quando presi in affitto l’immobile all’interno dello stesso vi erano già le telecamere (2 interne 4 esterne) installate dal precedente conduttore del locale in affitto (e per le quali non ho quindi alcuna documentazione), che tuttavia mi permettono non di registrare ma solo di visualizzare in tempo reale l’immagine tramite, ed in via esclusiva, un monitor presente all’interno della struttura stessa. In sostanza il sistema viene utilizzato solo per visionare la presenza di clienti (o se questi si siedono fuori) mentre io sono nel laboratorio cucina.
    Non riesco a capire se anche per questa tipologia di sistemi s rende necessario effettuare la richiesta all’ispettorato del lavoro anche perché nel compilare la relativa richiesta mi viene richiesto di indicare
    • che il sistema consente di esercitare un controllo a distanza dei lavoratori (perchè il sistema permetterebbe il controllo a distanza ma nella stessa struttura);
    • che, in base ai principi di necessità, pertinenza e non eccedenza, il tempo di conservazione dei dati sarà (io non ho un sistema che registra e mi permette la conservazione dei dati).

    Mi chiedo dunque se anche per queste tipologie di apparecchi si rende necessaria la richiesta di autorizzazione all’ispettorato.
    Grazie
    Un saluto

    • Riccardo ha detto:

      Buongiorno Valentina, come riportato già in qualche commento, la presenza o meno di un sistema di registrazione delle immagini non sollevano il titolare dal seguire le procedure per ottenere l’autorizzazione da parte delle DPL locali. Al massimo saranno loro stessi ad autorizzarle la pratica in maniera automatica e veloce, ma è sempre bene seguire l’iter. Dovrà inoltre riportare con appositi cartelli che l’area è soggetta a videosorveglianza.

  75. Davide ha detto:

    Salve,
    Abbiamo installato un impianto di videosorveglianza con registrazione e le telecamere riprendono gli ambienti lavorativi privati (solamente aree interne) per fini di sicurezza contro furti e intrusioni al di fuori degli orari lavorativi.
    L’alimentazione delle telecamere è collegata a dei timer elettronici in modo che siano effettivamente accese al di fuori degli orari lavorativi con anche un margine di sicurezza per chi arrivasse in anticipo o uscisse in ritardo.
    Quindi, se non erro, dobbiamo solamente provvedere ad inserire la segnaletica di area sottoposta a videosorveglianza e non è richiesta nessuna autorizzazione da parte dei dipendenti o di altri enti.
    Ci resta anche il dubbio se dobbiamo impedire al titolare la possibilità di escludere i timer e accendere temporaneamente la videosorveglianza durante l’orario lavorativo magari tramite l’inserimento dei timer in una casetta di sicurezza dotata di due lucchetti, uno accessibile dal nostro rappresentante dei lavoratori ed uno dal titolare.

    Grazie.

    • Riccardo ha detto:

      Nell’azienda se sono presenti dipendenti è obbligatorio in ogni caso che le autorizzazioni siano rilasciato previo accordo RSU/RSA o in mancato raggiungimento dell’accordo si procede con le richieste da parte della DTL, anche se le telecamere durante il giorno sono spente. Preciso che le telecamere all’interno del luogo di lavoro potrebbero non essere installate se il sito non è soggetto a particolari rischi di rapine, esempio, in un supermercato o una banca l’installazione di telecamere interne viene resa necessaria, a differenza delle aziende (e qui bisogna sapere la tipologia di attività) che potrebbero essere vietate, e qui è possibile specificare in un documento che dette telecamere saranno attivato solo quando l’impianto è inserito dimostrabile con documentazione da parte dell’installatore che se ne assume la responsabilità del corretto funzionamento. Da ricordare che anche le fotocamere integrate nei sensori d’allarme che inviano in automatico a qualcuno una foto/video sono soggette ad autorizzazioni quindi si intuisce che anche le telecamere nel luogo di lavoro, seppur attivate in registrazione ad allarme inserito, seguano il medesimo percorso (invito a visitare il link di seguito per l’informativa – clicchi qui). Per quanto riguarda la possibilità di modificare o meno i timer ritengo sia più una questione legata a chi programma e gestisce questi timer, credo l’installatore, quindi le possibilità o meno di attuare tali modifiche sono di sua responsabilità e gestione.

  76. Luca ha detto:

    Buona sera, io vengo puntualmente ripreso da videocamere di esercizi commerciali che non sono in regola con le suddette normative. Come mi devo comportare? Se camminando sulla via pubblica entro nel raggio d’azione di videocamere di attività commerciali posizionate in modo da inquadrare la strada cosa devo fare? Ritenendo la mia privacy violata qual’è la procedura corretta da seguire per difendere i miei diritti?

  77. Raffaele Arnone ha detto:

    In un ufficio pubblico il dirigente vorrebbe installare una telecamera per il controllo della porta di accesso all’ufficio (il tutto ai fini della sicurezza) ove però dovrebbe esser installato il badge per la rilevazione delle presenze. E’ una cosa possibile?

    • Riccardo ha detto:

      Buongiorno Raffaele,
      Non esiste come motivazione “ai fini della sicurezza”, le uniche opzioni disponibili sono -Sicurezza sul lavoro, -ragioni organizzative e produttive, -tutela del patrimonio aziendale (art. 23 del d.lgs. n. 151/2015 e il successivo art. 5, comma 2, del d.lgs. n. 185/2016 hanno modificato l’art. 4 della legge n. 300/1970…). In ogni caso una qualsiasi telecamera installata in un luogo di lavoro deve essere autorizzata mediante accordo RSU/RSA, in mancanza di raggiungimento dell’accordo si compila regolare istanza di autorizzazione da presentare alla DTL locale, ovviamente prima dell’installazione, come espressamente citato dal provvedimento 08.04.2010. Quindi se il dirigente ottiene questo tipo di autorizzazione tutti i lavoratori dovranno esserne messi a conoscenza tramite un accordo sindacale o dopo autorizzazione formale delle DTL locali.

  78. Marco ha detto:

    Buongiorno, una domanda di cui “forse” so già la risposta: sto aprendo un negozio dove sarò l’unico lavoratore e inserirò un sistema di videosorveglianza. Ovviamente non dovrò richiedere autorizzazioni in quanto titolare e unico lavoratore. Se successivamente dovessi prendere un dipendente, come dovrei comportarmi?

    • Riccardo ha detto:

      Buongiorno Sig. Marco, come da lei già anticipato, nel momento in cui dovesse avere un dipendente dovrà chiedere l’autorizzazione all’ispettorato del lavoro seguendo le procedure discusse in questo articolo. Un saluto

  79. Silvia ha detto:

    buongiorno, io ho un negozio e sono senza dipendenti, ho installato delle videocamere all’interno e una all’esterno del mio negozio (su strada) devo chiedere qualche tipo di autorizzazione e se si dove devo rivolgermi?

    Saluti
    silvia

    • Riccardo ha detto:

      Buongiorno, se non ha dipendenti non deve fare richiesta alle DPL locali, ma dovrà attenersi alla Legge sulla Privacy con le consuete direttive che potrà trovare in questo articolo.

  80. Marco ha detto:

    Buongiorno siccome mio padre gli hanno fatto un prelievo sul bancoposta siamo andati in posta l’impiegato dice che lui non può avere accesso alle registrazioni e che massimo si conservano per una settimana i carabinieri anche che oramai non è più possibile le registrazioni si sono già cancellate ma è vero o è solo perché è una piccola somma ??

    • Riccardo ha detto:

      Buongiorno, confermo che l’obbligo di conservazione delle immagini arriva ad una settimana in casi particolari. Quindi è assolutamente possibile che non siano più in loro possesso. Saluti

      • Marco ha detto:

        Ma però noi avevano chiesto anche all’ufficio postale dicono che le telecamere esterne non sono gestite da loro ma da una ditta di sicurezza e non possono accedere loro direttamente ma solo le forze dell’ordine tramite denuncia

  81. Radu ha detto:

    Buongiorno ,

    io vorrei installare nel mio negozio 2 telecamere con registrazione su un NAS del locale e del retronegozio (magazzino).
    Io ho due dipendenti , come mi devo comportare?

    Grazie.

    • Riccardo ha detto:

      Buongiorno,
      Bisogna procedere come richiesto dalla norma e dallo statuto dei lavoratori pertanto in caso di mancanza accordo RSU/RSA o non presente bisogna utilizzare l’apposito modulo disponibile al seguente LINK

  82. Alessio ha detto:

    Buongiorno, vorrei un chiarimento. Sono titolare di un’agenzia immobiliare e la mia è una ditta individuale senza dipendenti. Ho la sede del mio ufficio in un locale alla strada ma non è sempre aperto al pubblico. Diciamo che come tutti i liberi professionisti (architetti, avvocati, commercialisti, etc…) ricevo i clienti su appuntamento presso il mio ufficio. Per tutelare la mia sicurezza e anche i miei diritti (diritto alle provvigioni, crediti, etc…) ho una telecamera che riprende e registra su scheda di memoria (si autocancella dopo 5 giorni) le conversazioni che avvengono alla mia scrivania tra me e gli eventuali clienti. Per trasparenza questa telecamera, che in realtà ho letto potrebbe essere anche nascosta, è in realtà ben visibile ed è comunque opportunamente segnalata da cartelli dentro e fuori il mio ufficio. Vorrei sapere se per far valere un mio diritto alla provvigione, in caso di presunto raggiro da parte del cliente, posso conservare la registrazione audio-video per fare una citazione in tribunale. Si tratterebbe sempre di registrazioni in cui io sono presente all’interno della conversazione, inoltre specifico che non trasmetto mai le registrazioni a terzi (non si tratta di sorveglianza a distanza ma a circuito chiuso).
    Chiaramente per far valere in tribunale un mio diritto devo per forza conservare il file audio-video oltre i 7 giorni. E’ vero che nel mio caso non scatta il codice della privacy, compreso il discorso della cancellazione dei video, perché si tratta di una conversazione tra presenti e che non viene divulgata a terzi? Grazie mille.

    • Riccardo ha detto:

      Buongiorno,
      Indipendentemente che la conversazione non venga divulgata a terzi bisogna rispettare quanto descritto nel provvedimento privacy e protezione dei dati.
      Partendo dal presupposto che i dati devono essere protetti e trattati con riservatezza e con giusta protezione, deduco che ogni persona che entra nel suo ufficio/studio viene profilata con dati personali e/o dati sensibili quindi associando ad ogni video/audio nome e cognome della persona interessata quindi dare una corretta informativa.

      Quanto trascritto nella norma:
      …Fatte salve alcune eccezioni, chi intende effettuare un trattamento di dati personali deve prima fornire all’interessato alcune informazioni (articolo 13 del Codice) per metterlo nelle condizioni di esercitare i propri diritti (articolo 7 del Codice).
      In particolare, l’informativa deve spiegare:
      a) in che modo e per quale scopo verranno trattati i propri dati personali;
      b) se il conferimento dei propri dati personali è obbligatorio o facoltativo;
      c) le conseguenze di un eventuale rifiuto a rendere disponibili i propri dati personali;
      d) a chi saranno comunicati o se saranno diffusi i propri dati personali;
      e) i diritti previsti dall’articolo 7 del Codice;
      f) chi è il titolare e (se è stato designato) il responsabile del trattamento.
      Se i dati personali sono stati raccolti da altre fonti (ad esempio, archivi pubblici, familiari dell’interessato, ecc.), cioè non direttamente presso l’interessato, l’informativa deve essere resa:
      – quando i dati sono registrati
      oppure
      – non oltre la prima comunicazione a terzi L’omessa o inidonea informativa è punita con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da seimila euro a trentaseimila euro (articolo 161 del Codice)

      Detto ciò è errato pensare che la telecamera possa essere anche occultata (non so dove l’abbia letto…) e consiglio a far firmare una delibera all’interessato (ben compilata) ove viene trascritta l’acquisizione dei dati audio/video specificando la finalità ,il titolare del trattamento e tutti quei campi obbligatori richiesti dalla norma, in questo modo, a mio parere, i dati raccolti possono essere utilizzati come prova in tribunale.

      Per ulteriori approfondimenti consiglio di consultare la fonte http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/1311248#articolo3

      Vedere anche http://www.tuttosullaprivacy.it/wp-content/uploads/2016/08/SUPREMA-CORTE-DI-CASSAZIONE-SEZIONE-III-PENALE-18908-del-2011.pdf

      • silvano garletti ha detto:

        Buongiorno
        Siamo proprietari di un seconda casa costituita da un condominio di 3 piani con 4 appartamenti, uno dei quali usato da noi nel periodo estivo e 3 affittati come case vacanze (affitti brevi tramite AIRBNB). Vorremmo installare un sistema di videosorveglianza all’esterno dei 4 appartamenti che copra le aree esterne. Vorremmo anche mettere delle telecamere internamente da attivare solo quando gli appartamenti non sono locati.
        Secondo lei è possibile tenere sempre accese le telecamere esterne e tenere accese le telecamere interne solo quando gli appartamenti non sono affittati (ad es. durante il periodo invernale in cui non abbiamo ospiti)? Dato che durante il periodo invernale ci rechiamo raramente nella seconda casa e quindi non siamo consapevoli di eventuali atti vandalici o effrazioni, è possibile conservare le immagini per più di 24 ore (eventi che potremmo scoprire anche parecchio tempo dopo il loro verificarsi)?
        Grazie fin da ora per la collaborazione.
        Saluti
        Silvano

        • Riccardo ha detto:

          Per rispettare la privacy dell’inquilino non facente parte del Vostro nucleo famigliare le telecamere andrebbero installate e messe in funzione solo quando nei locali non sono presenti gli inquili.
          Saluti

  83. Luca ha detto:

    Buongiorno Riccardo,
    ho un internet point e vorrei installare una telecamera all’esterno del mio negozio, non ho dipendenti, ma mia moglie, i miei figli ed un mio amico, sono spesso nel negozio. Penso di aver capito da altri articoli che non è necessaria alcuna autorizzazione per telecamere esterne, fermo restando che devono puntare verso la mia proprietà.. in realtà davanti al negozio c’è un’ampia area condominiale aperta al passaggio e subito dopo il marciapiede comunale… i passanti potrei inquadrarli insomma, e anche chi entra e esce dal negozio. Devo far firmare qualcosa ai miei familiari o basta segnalare con cartellonistica la presenza della telecamera sulla porta d’ingresso e mantenere le immagini per 24 h? Grazie mille per il tuo aiuto! Ho provato anche a chiamare il DTL e garante della privacy ma non mi risponde mai nessuno 🙁

    • Riccardo ha detto:

      In assenza di dipendenti non serve autorizzazione DTL, basta l’informativa (cartellonistica) debitamente compilata specificando la finalità.
      Per quanto riguarda l’area antistante non è ben chiara la situazione ma se la telecamera riprende un accesso condominiale e la sua attività fa parte di quest’area condominiale (a livello catastale intendo) allora è necessario ottenere l’autorizzazione da parte dei condomini secondo le ultime disposizioni del garante (assemblea condominiale, ecc..). Se non fa parte dell’unità condominiale allora viene inteso come area di ripresa pubblica quindi come detto prima basta l’informativa e soprattutto ottemperare a quanto richiesto dal GDPR in merito alla tutela e protezione dei dati.

  84. roberto ha detto:

    salve ho appena istallato 4 telecamere nel mio negozio…premetto non ho dipendenti siamo a gestione familiare …lo abbiamo fatto per ragioni di sicurezza…conntro rapine e furti….la segnaletica e gia stata istallata due telecamere riprendono il cortile privato dell attivita dove non accedono i clienti.le altre due sono una sulla cassa e una sulla porta d ingresso…adeguatamente segnalate…non ho chiesto autorizzazioni perche avendo letto la normativa …mi indicava solo di mettere la segnaletica in modo corretto visto l assenza di dipendenti e di sindacati o quant altro di simile,quindi ho proceduto all’istallazione
    Nella mia regione la sicilia comq non sono riuscito a capire dove trovare se esiste l’ufficio informazioni competente.
    L’istallazione l’ho fatta io vista ormai la facile reperibilita’ degli elementi ovunque e la facilita di posa.

    • Riccardo ha detto:

      Buongiorno, deve rivolgersi all’ISPETTORATO REGIONALE DEL LAVORO della sua provincia. Guardando in Internet troverà l’ufficio più vicino a lei.
      Saluti.

  85. Silvia ha detto:

    Buongiorno,
    un’associazione culturale sta allestendo una biblioteca riservata ai soli soci e per motivi di sicurezza degli utenti e di protezione del patrimonio librario sarà installata una telecamera all’interno. E’ sufficiente far firmare ai soci utenti un’autorizzazione alla videosorveglianza ed esporre un apposito cartello?

    • Riccardo ha detto:

      Domanda un po’ troppo aperta per dare una risposta esaustiva; bisogna innanzitutto identificare chi è il titolare del trattamento, il responsabile del trattamento e gli autorizzati quindi definire se ci saranno postazioni visive locali ,remote, accesso a distanza, chi avrà accesso ai dati. Definire se è un circolo chiuso quindi privato ad uso esclusivo dei soci, se vi sono dei dipendenti che prestano servizio all’interno del locale. La cartellonistica è comunque obbligatoria (debitamente compilata), per quanto riguarda tutto il resto bisognerebbe chiarire le mansioni e le funzionalità legate al rapporto di lavoro dell’associazione. In tal caso si consiglia di rivolgersi alle DTL locale con una mail (meglio se pec) formulando “l’interpello” su detta richiesta.

  86. Emilio ha detto:

    abbiamo una palestra di ginnastica artistica siamo una A.S.D. un capannone privato,dove entrano solo genitori ginnasti e tecnici possiamo installare delle telecamere per motivi di sicurezza esterne e interne dove si fa attività sportiva,grazie se potete darci indicazioni. Emilio A.

    • Riccardo ha detto:

      Bisogna avere dati più precisi, tipo se vi sono dipendenti o prestatori di manodopera che operano all’interno della struttura e capire a chi fa a capo la struttura, oltre a questo bisogna motivare bene il perché si vuol installare un sistema di videosorveglianza in questo luogo, le motivazioni sono 3 tra cui tutela del patrimonio aziendale, e qui in caso di richiesta la DTL potrebbe richiedere l’ammontare reale dei beni per motivarne l’installazione, considerando che se vi sono minori che accedono all’interno risulta più difficile avere queste autorizzazioni.

  87. Massimo ha detto:

    Buongiorno,
    ho un attivita con 6 dipendenti e a fronte di furti e diversi tentativi ,considerando che la guardia notturna e impianto di allarme non erano sufficienti, nel 2006 ho installato un sistema tvcc che inquadra l’ esterno al capannone compresa anche una zona carico e scarico,sempre in suolo privato.
    Attualmente sono ferme le registrazioni e il sistema viene utilizzato solo per visione in caso di tentativo di furto. stiamo adempiendo agli obblighi facendo richiesta, il problema che non vorrei disabilitare la visione da remoto in caso di tentativo di furto, in quanto dopo l installazione non abbiamo più subito furti, quindi non vorrei compromettere la sicurezza.
    come posso fare in attesa di autorizzazione?
    Ripristinando poi le registrazioni se la ditta resta chiusa 3 settimane in agosto , è possibile prolungare le registrazioni come ho sempre fatto? con le nuove normative sarà poi possibile utilizzare le immagini per visionare lo stato di consegna delle merci in caso di contestazione imballo con trasportatore o in caso di danneggiamento proprietà? grazie

    • Riccardo ha detto:

      Buongiorno,
      in base alle nuove direttive INL e GDPR l’istanza di autorizzazione deve essere eseguita prima della messa in funzione del sistema, vi sono alcune province che richiedono che il sistema, se già esistente, sia disinstallato, in altre sedi viene solo richiesto che le telecamere vengano coperte, in ogni caso il risultato è sempre quello, cioè che non deve funzionare in nessun caso, ne in locale ne da remoto.
      Prolungare le registrazioni come ha sempre fatto non è ammesso, o meglio, per quanto concerne la storicità del dato la privacy si è sempre basata sul concetto di mantenere 24 ore, oppure 48 se previsto giorno di chiusura, fino a 7 giorni per condizioni particolari rischio elevato di rapina (banche). Oltre bisogna fare richiesta al garante in quanto eccedente alla norma.
      Se la finalità, come mi indica, è quella della tutela del patrimonio aziendale trovo difficile vi sia un’autorizzazione al trattamento per controllo dei pacchi.
      In ogni caso per avere informazioni più specifiche del suo caso consiglio di appoggiarsi ad un consulente della privacy che dopo aver valutato la Vostra azienda potrà dare indicazioni più precise sui quali siano i limiti da non superare in termini di videosorveglianza.

      • massimo ha detto:

        Buongiorno e grazie della risposta, ad ogni modo trovo ingiusto dover sospendere un servizio attivo da anni con vecchie norme solo perché cambiano le regole e finche non vi è data autorizzazione addirittura coprirle o rimuoverle , ne va della ns sicurezza…altro che privacy.. in caso di furto rischiano il posto 8 persone.
        implementerò la richiesta con duplice funzionalità, in quanto oltre rendere + sicura la zona e tutelare il patrimonio( credo che i pacchi facciano parte del patrimonio se vengono danneggiati eo rubati), la telecamera permette di tutelare la sicurezza della mia persona quando sono solo al lavoro da solo ( l attività è mia) oltre ad avere 6 persone malate. grazie ancora. saluti

  88. Silvia ha detto:

    Buongiorno, nel caso di una S.a.s. in cui i soci accomandatari siano inquadrati come lavoratori dipendenti, è comunque necessaria l’autorizzazione alla DTL?
    Grazie

  89. mario ha detto:

    Buongiorno Riccardo
    avrei bisogno gentilmente di alcune informazioni per l’installazione di alcune telecamere e burocrazia necessaria…
    L’azienda per cui lavoro sarebbe intenzionata di istallare delle telecamere tutte poste sul perimetro esterno con l’intento di salvaguardare il patrimonio.
    I quesiti sono:
    1) Le telecamere in oggetto, anche se in minima parte potrebbero riprendere i dipendenti che con il carrello elettrico potrebbero essere in fase di carico/scarico dei materiali dei camion all’esterno (richiesta la registrazione continua con fascia oraria notturna…al di fuori dell’orario di lavoro)
    2) Due telecamere punterebbero ai cancelli d’ingresso per agevolare la reception per aprire e chiudere ad auto e camion (non necessita la registrazione continua)
    3) Una telecamera ad una porta, la quale ritenuta la principale di accesso per tutto il personale esterno ed interno, tenendo presente che ci sono comunque ulteriori porte di accesso.
    Questa telecamera serve a riconoscere le persone e far accedere le persone che suonano il campanello (NON necessita la registrazione continua)
    4) Le rimanenti telecamere nel perimetro esterno con registrazione notturna.
    Quali attenzioni ed esigenze burocratiche sono richieste?
    Grazie

    • Riccardo ha detto:

      In caso di mancato accordo sindacale (RSU RSA) la richiesta va fatta alla DTL utilizzando il modulo disponibile sul sito del garante, la finalità e la modalità di funzionamento viene trascritto nella relazione che verrà presentata quindi registrazione notturna o diurna dipende appunto dall’accettazione della stessa richiesta come pure designate le varie figure (titolare del trattamento, responsabile del trattamento e autorizzati). Saluti

  90. giuseppe ha detto:

    Buongiorno,

    Abito in un palazzo delimitato da una strada con grande traffico giornaliero. Il problema riguarda il fatto che ad ogni ora del giorno vengono depositati davanti il palazzo enormi quantitativi di spazzatura. A seguito di riunione di condominio, vorremmo installare delle telecamere nel giardino del palazzo che riprendano i cassonetti della spazzatura presenti in strada per contrastare tale comportamento di molte persone. Un condomino fa’ pero’ presente che tale installazione non e’ possibile secondo i termini di legge dato che tali riprese violerebbero il diritto della privacy di chi sporca. Grazie

    • Riccardo ha detto:

      Buongiorno, se l’area è di esclusiva pertinenza del condominio si possono installare a seguito di autorizzazione condominiale, se l’area ecologica è pubblica e anche d’uso del condominio la responsabilità e la possibilità installativa è del comune, tuttavia, provate a richiedere l’installazione di un sistema di videosorveglianza autorizzato dal comune con oneri a capo del condominio in quanto è poi il comune il titolare del trattamento che può verificare i dati sensibili/personali certo non il condomino. Saluti

  91. Sandro Massa ha detto:

    Buongiorno Riccardo,da diverso tempo nella mia panetteria o messo un cartello con avviso che il locale e videosorvegliato,vi ho scritto che e per questioni di sicurezza,ed e rilevata da me medesimo,,il cartello lo messo solo per disuadere qualche malintenzionato,ma di telecamera non ne ho’,,sono solo senza dipendenti lo fatto solo per questa ragione,,sai se anche se per solo il cartello devo avere qualche tipo di autorizzazione?,,ti ringrazio anticipatamente,ciao

    • Riccardo ha detto:

      Buongiorno Sandro,
      Secondo l’interpretazione di qualche giudice la segnalazione di un sistema di videosorveglianza nel caso in cui non vi sia veramente un sistema può comportare reato. Segnalando al pubblico con un’informativa per i loro dati quando non vi è alcun trattamento e nessuna ripresa è una dichiarazione mendace che può creare falsi indizi ad eventuali indagini di polizia giudiziaria.
      Saluti.

  92. demetrio ha detto:

    buongiorno,vorrei una delucidazione.Nel caso di un furto avvenuto in azienda, le forze dell’ordine per poter visionare le immagini relative al presunto furto e salvarle, devono presentare all’azienda qualche richiesta scritta?Il responsabile della visione delle immagini ,in caso di furto segnalato tempestivamente è obbligato a salvare lo spezzone video senza una preventiva autorizzazione dell’autorità giudiziaria.Grazie per una sua risposta.

    • Riccardo ha detto:

      Buon pomeriggio; le forze dell’ordine hanno autorizzazione alla consultazione ed eventuale acquisizione delle immagini soggette ad indagini di polizia giudiziaria. La domanda espressa è comunque un po’ contorta, ma se un’azienda che subisce un furto e lo denuncia non vedo perché non dovrebbe fornire quanto necessario per eseguire dette indagini. In ogni caso la formalità segue il solito iter, le F.F.O.O. richiedono le immagini/filmati in carta scritta e alla consegna del materiale devono rilasciare un verbale di acquisizione. Saluti.

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